MOURINHO: “MI È PIACIUTO LO SPIRITO, ABBIAMO DATO TUTTO”

Dopo il successo in Conference League sul Trabzonspor, la Roma si impone anche nella prima giornata di campionato, battendo per 3-1 la Fiorentina.

Queste sono le parole di Mourinho dopo il match con i viola.

Quali sono le prime indicazioni che si è segnato?

“È stata una partita bella, vera, anche se noi non abbiamo giocato troppo bene: abbiamo fatto bene in undici contro undici e in dieci contro dieci. Ma in undici contro dieci, non abbiamo fatto troppo bene. Forse, perché abbiamo pensato che fosse troppo facile. A Italiano, dopo la partita ho detto che, per come gioca la Fiorentina, è la squadra di un allenatore bravo. Devo anche dire che l’arbitro non ha sbagliato nulla e chi è stato al Var è stato fenomenale: è lì per quello, per trovare dei piccoli errori che a volte sono decisivi per il risultato”.

“Mi sono piaciuti lo spirito, il sacrificio, il lavoro dopo una partita super difficile come quella di giovedì. Però abbiamo incontrato delle difficoltà che non mi aspettavo. In undici contro dieci, abbiamo perso un po’ di riferimenti e un po’ di pressione: avrebbe dovuto essere più facile pressare, invece è stato più difficile. Poi, in dieci contro dieci, siamo entrati nuovamente nel gioco, abbiamo avuto la possibile di segnare con Tammy (Abraham, ndr), infine abbiamo segnato il secondo e il terzo gol e abbiamo controllato la partita”.

Nella sua testa c’è la possibilità di far giocare Shomurodov insieme ad Abraham?

“Certo, anche oggi abbiamo parlato di questo, perché non è facile lasciare in panchina un calciatore che ha segnato in tre partite consecutive. Shomurodov può giocare a sinistra e a due davanti con Tammy. Il problema è che, adesso, non vogliamo pensare ai due insieme. In questo momento, né Tammy né Shomurodov hanno la stessa dinamica di chi si allena dal primo giorno. Farli giocare insieme, ora, è troppo rischioso. Però ho subito pensato di farlo, con Pellegrini più dentro. Abbiamo delle soluzioni”.

“Comunque, l’unica cosa che mi fa dire che questa è una squadra mia è lo spirito: la solidarietà, il sacrificio e l’organizzazione principalmente difensiva. E dal punto di vista offensivo, piano piano… La Fiorentina ci ha reso la vita difficile: sanno giocare con e senza palla. Do tanto credito ad Italiano, perché si trova alla Fiorentina dallo stesso tempo in cui io sono alla Roma e, se per me è difficile dinamizzare una squadra in sei, sette settimane di lavoro, anche per lui non sarà facile. La Fiorentina gioca molto, molto bene. Metteranno in difficoltà tutte le altre squadre. Faranno una stagione brillante. Gli auguro il meglio”.

Che giudizio dà di Abraham? E come è nata l’idea di schierarlo dal primo minuto?

“È arrivata perché lui, come riferimento, è un giocatore più importante di Shomurodov. Eldor è più un giocatore di mobilità che, quando è entrato, ho pensato con questo spazio adesso dietro la linea difensiva, la partita è per te. Tammy è voluto uscire ma, se anche non fosse stato stanco, due, tre o quattro minuti dopo avrei fatto il cambio, perché Shomurodov è molto pericoloso ad attaccare lo spazio, mentre Tammy è più importante come riferimento”.

“Sapevamo che loro avrebbero pressato alto e, quando succede, Tammy è bravo ad abbassare, è bravo come riferimento: la palla arriva sui suoi piedi e così Pellegrini e Mkhitaryan, dietro di lui, possono sviluppare il gioco all’interno. Abbiamo pensato così, ma qualche volta fai un piano di gioco ed esce una partita diversa. Qualche volta per colpa nostra, qualche altra per colpa dell’avversario. E io preferisco dire per colpa della Fiorentina, che ha giocato molto bene”.

Qual era il piano di gioco di Veretout?

“Abbiamo iniziato la partita undici contro undici e, quando la partita si è trasformata undici contro dieci, i nostri giocatori più offensivi hanno pressato più alto. Però Jordan non ha lasciato la sua posizione iniziale di base per pressare Pulgar”.

“Poi, anche con uno di meno, loro giocavano con Milenkovic, con Igor e con Pulgar, i tagli di Pellegrini non riuscivano e i due, anche scivolando abbastanza, non riuscivano a pressare lì. Nel secondo tempo, Jordan si è alzato di più e, invece che giocare a fianco di Cristante, ha giocato in verticale e con questa posizione poteva pressare meglio e, allo stesso tempo, ad arrivare a posizioni più pericolose”.

Ci racconta le sue emozioni all’esordio?

“Il mio esordio con i tifosi c’è stato quando ho firmato a Londra il contratto con la Roma e la notizia è uscita sui media. Ringrazio i tifosi da quel giorno. Io non ha fatto niente per loro e contro di loro ho vinto una Coppa Italia in questo Stadio. Non gli ho dato gioie”.

Però è già uno di loro.

“Perché c’è attrazione, per come mi hanno ricevuto, anche a distanza. E sapete come sono fatto io: arrivo, vedo la nuova maglia e sono uno di loro. Penso che riesco a trasmettere questo sentimento ai giocatori. Credo che si sia visto oggi, anche non giocando bene”.

“I ragazzi hanno dato tutto, nonostante avessimo giocato giovedì, fossimo tornati alle quattro del mattino e qualche calciatore fosse in difficoltà dal punto di vista della freschezza. Questo cuore, questa empatia con la gente, sono la mia promessa: con me, si dà tutto”.

(Foto LaPresse)

www.asroma.com

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