È disponibile, nella sezione “Comunicati” del sito, il Comunicato Ufficiale n. 232, con i provvedimenti del Giudice Sportivo relativi alle gare della 9ª Giornata di Ritorno del Campionato Primavera 1 TIMVISION 2021/2022.
(Foto LaPresse)
È disponibile, nella sezione “Comunicati” del sito, il Comunicato Ufficiale n. 232, con i provvedimenti del Giudice Sportivo relativi alle gare della 9ª Giornata di Ritorno del Campionato Primavera 1 TIMVISION 2021/2022.
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Questo l’elenco dei convocati di Sinisa Mihajlovic per Milan-Bologna.
Portieri: Bardi, Molla, Skorupski.
Difensori: Binks, Bonifazi, Dijks, Hickey, Kasius, Mbaye, Medel, Soumaoro, Theate.
Centrocampisti: Aebischer, Schouten, Soriano, Svanberg, Vignato, Viola.
Attaccanti: Arnautovic, Barrow, Falcinelli, Orsolini, Sansone, Santander.
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“Artemio Franchi rappresenta un esempio da seguire per il rilancio del calcio italiano e per realizzare le riforme che attende da tempo. È stato emozionante sentire come i figli Giovanna e Francesco lo hanno ricordato e descritto – ha detto il Presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini, presente oggi a Firenze al convegno dedicato ad Artemio Franchi nel centenario dalla sua nascita –. Congratulazioni a Francesco Ghirelli per aver organizzato questo evento molto bello e molto importante per trasmettere a tutti, soprattutto ai più giovani, l’insegnamento di Artemio Franchi. Ho molto apprezzato l’intervento della Sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali e le conclusioni del Presidente della FIFA Gianni Infantino: il calcio è un formidabile strumento di crescita culturale e di educazione contro ogni discriminazione”.
Il campionato torna dopo la sosta e i rossoneri scendono in campo di lunedì contro il Bologna. A San Siro il Milan giocherà la sua 31ª giornata di Serie A TIM affrontando i felsinei: un match delicato che verrà giocato di fronte a tantissimi tifosi, con l’obiettivo di mantenere il primo posto in classifica. Mister Stefano Pioli ha parlato dei temi della partita in conferenza stampa da Milanello.
MIHAJLOVIĆ E IL BOLOGNA
“Mi dispiace tantissimo non potere sfidare Siniša in campo, ma sono sicuro che presto lo ritroverò: ha dimostrato di sapere volare sopra la paura e di affrontare le difficoltà. Queste sono anche le caratteristiche della squadra che andiamo a sfidare, e dovremo tenerne conto. Mi aspetto un Bologna intenso, aggressivo, che provi a fare la partita. Sarà un match da affrontare con grande motivazione e qualità, ci vorrà una prestazione di alto livello”.
LE SCELTE
“Per domani stanno tutti bene, le scelte saranno dettate dalla strategia migliore per affrontare la partita. Ho un unico dubbio a centrocampo, ma sono “tranquillo” perché i giocatori sentono tutti la possibilità di giocare. Saranno importanti le scelte iniziali ma anche i cambi giusti. Quello che abbiamo fatto fino a oggi non conta più, tutti possono contribuire a far sì che queste ultime otto partite possano portarci a raggiungere un grande obiettivo”.
I TIFOSI
“Sono sicuramente un’energia in più. Dobbiamo sentire la loro carica, che ci deve dare la voglia di giocare la partita al massimo delle nostre possibilità”.
IL MOMENTO ROSSONERO
“Ha ragione Tomori quando dice che stiamo vivendo il momento con una tensione positiva che è un onore vivere, che ci deve fare dare il massimo con qualità e la voglia di divertirci. Perché se in campo ci divertiamo possiamo fare bene. Il gruppo è attento, concentrato, e vive questo momento con sensibilità per capire che ogni partita è un treno che ti passa davanti, su cui devi salire. La prossima partita sarà quella più importante”.
I SINGOLI
“Ho trovato tutti in buone condizioni, ci siamo allenati bene e ho delle belle sensazioni. Sono molto contento per i gol importanti segnati da Olivier in Nazionale. Theo è diventato un giocatore completo e affidabile in tutte le situazioni, la nazionale francese ha adottato la difesa a tre dopo il suo arrivo. Con noi quando gioca con Leão o Rebić deve essere bravo a trovare gli spazi per attaccare e lo sta facendo. Ante? Oltre ad agire a sinistra può fare anche la seconda punta, a destra è una posizione che non ama particolarmente ma lì secondo me può rendere bene. Non è importante partire titolare o subentrare, ma essere determinante all’interno della squadra. Ibra dovrà aiutare il gruppo, come sempre, per cercare di ottenere il massimo. È il suo obiettivo ed è quanto ha sempre fatto, è la sua motivazione”.
IL RITORNO DEL CAMPIONATO
“Non credo che la sosta possa cambiare gli equilibri. Il calendario sarà molto complicato per tutte, perché affronteremo squadre con grandi motivazioni e valori tecnico-tattici. Sono convinto però che la squadra sia pronta, mentalmente e fisicamente. Giocare per primi o dopo gli altri? Non cambia nulla. Dobbiamo rimanere concentrati su di noi e su ciò che possiamo determinare, ovvero la nostra prestazione. Sapere i risultati altrui non cambierà la nostra preparazione: non conta più quello che fanno gli altri, dobbiamo pensare a noi”.
AVANTI CON FIDUCIA
“So di avere una squadra responsabile e consapevole del momento che sta vivendo, che sta facendo di tutto per mantenere alto il livello della motivazione e della concentrazione. Non dobbiamo farci influenzare dai risultati di oggi delle avversarie, abbiamo bisogno di tutte le energie per le nostre partite. Non vogliamo tirarci indietro e affrontare queste ultime otto giornate con forza e grande motivazione nelle nostre possibilità”.
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Le principali dichiarazioni dell’allenatore gialloblù Igor Tudor, rilasciate nella vigilia di Hellas Verona – Genoa, match valido per la 31a giornata della Serie A TIM 2021/22, e in programma lunedì 4 aprile (ore 18.30), allo stadio ‘Bentegodi’.
Che sfida ci aspetta? “Il Genoa avrà motivazioni molto forti, ma questo per noi deve essere solo uno stimolo in più ad essere altrettanto motivati a fare una grande partita. Mi aspetto una gara difficile ed equilibrata, come tante in questo periodo in Serie A. Il Genoa, da quando è arrivato in panchina Blessin, ha reso la vita difficile a tutte le avversarie, ma anche noi abbiamo tanta voglia di vincere. E di finire bene questo campionato”.
Come sta la squadra? “Ci mancheranno Veloso e Lasagna, anche se non manca molto per il loro rientro, mentre gli altri saranno a disposizione. I Nazionali? Si sono ricaricati in questi giorni e non vedono l’ora di tornare in campo, come tutti noi. Cancellieri? E’ un ragazzo molto interessante, con caratteristiche che lo rendono un giocatore non comune, come il piede mancino. E’ da solo otto mesi che è stabilmente in Prima Squadra, ha ancora tanto da imparare come è logico che sia, vista la giovane età, e deve essere bravo a farlo entro due-tre anni: questo, non dimentichiamolo, è solo il suo primo campionato in Serie A. Casale? Quello che sta facendo è merito sia del Club, che ha creduto in lui nel corso degli anni, sia del ragazzo, che è umile e lavora sodo. Se sta giocando così e stanno emergendo le sue qualità è perché è forte e ha ancora tanti margini di miglioramento”.
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Queste le dichiarazioni di Mister Cioffi al termine della gara vinta dall’Udinese contro il Cagliari:
“Mi sento protetto perchè intorno a me c’è uno staff che lavora sodo e parlo di tutti, dai fisioterapisti ai magazzinieri. Poi ci sono i ragazzi e quello che si sta creando è una forza di gruppo che comprende tutti. Questo è qualcosa che vogliamo coltivare quotidianamente e che ci da una forza incredibile. La sfida di queste due settimane è stata quella di mantenere il nostro alto standard di prestazione indipendentemente dal risultato. Abbiamo trovato sia la prestazione che il risultato, quindi l’obiettivo è stato raggiunto. Vogliamo continuare ad essere una squadra affamata”.
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“E’ stata una vittoria di carattere”. Luciano Spalletti commenta così il successo azzurro a Bergamo.
“Abbiamo disputato una prestazione di rango. Siamo stati bravi a sbloccare la gara e a segnare anche il secondo gol. Ma siamo stati ancor più bravi a resistere e contenere la pressione nel ritorno dell’Atalanta”
“La squadra ha mostrato maturità, ha avuto l’atteggiamento giusto anche quando è stata messa sotto pressione. Siamo usciti da situazioni difficili e se siamo qua significa che crediamo al nostro lavoro e alle nostre potenzialità”
“Non ci tiriamo indietro e lotteremo fino alla fine per inseguire il sogno di un intero popolo. Siamo tutti compatti e uniti dallo stesso intento. I ragazzi hanno capito che si giocano la felicità che questa città meriterebbe…”
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La Roma piega anche la Sampdoria e si porta a meno 5 dal quarto posto. Così mister Mourinho ha commentato il sedicesimo successo dei giallorossi in Serie A TIM.
È la partita che dà ancora più stabilità alla Roma dopo il Derby?
“È una partita difficile, è difficile giocare qui. Le squadre di Giampaolo sono sempre molto organizzate: non è mai facile. Però è vero che la cultura a Roma è che, se vinci il Derby vai in paradiso, e se lo perdi è un disastro totale. Siamo riusciti a mantenere i piedi per terra, consapevoli dell’importanza dei punti. È stata una partita veramente difficile e abbiamo ottenuto la cosa più importante: i tre punti.
Quanto al gol, secondo me, con un altro allenatore ora parlerebbero tutti di calcio fantastico e di organizzazione da dietro. Ma per come sono io, è difficile ammetterlo.
Nel secondo tempo, mi è piaciuto l’atteggiamento. Non mi è piaciuta un po’ non dico la mancanza di ambizione – abbiamo gestito molto bene – ma se avessimo fatto il secondo gol la partita sarebbe finita”.
Ieri in conferenza hai nominato Peppino: chi è?
“Non è nessuno. Ho fatto dei nomi. Era per dire che a Roma è difficile, perché invece di parlare del ragazzino Zalewski che sta giocando e che è arrivato in questo Club a 9 anni, o di Bove che sta giocando ed è arrivato qui che di anni ne aveva 10, si parla sempre di quello che è negativo, di chi non gioca… è dura”.
Oggi, e non solo oggi, Cristante è quello che più rapidamente riesce a cambiare il gioco e voi riuscite a sfruttare questi cambi di gioco con gli esterni, che creano tantissimi pericoli.
“Ti faccio ridere un po’. Quel giocatore è quello che la stampa di Roma sostiene che io non lo voglio, che non mi piace e che l’anno prossimo sarà in vendita”.
Anche Mkhitaryan ha un rinnovo da discutere: da che parte spinge Mourinho?
“Sta facendo una grande stagione. Io voglio Miki qui e lui vuole restare. Tiago Pinto e la proprietà vogliono che resti. Mino Raiola (il procuratore, ndr) è uno innamorato dei suoi calciatori. Se quindi Miki vuole rimanere, certamente Mino lo farà restare”.
Perché avete abbassato i ritmi? Perché inconsciamente i giocatori hanno pensato alla partita in Europa?
“No, non penso. Però, la realtà è che noi sappiamo come gioca la Samp ed era importante fare dei cambi di gioco, perché il loro rombo a centrocampo era molto chiuso e quando arrivi sul lato contrario di solito puoi trovare sempre un giocatore libero. Questo lo abbiamo fatto molto bene con Miki e con Cristante.
Non penso che la gente stesse pensando a giovedì. La realtà è che loro hanno cambiato sistema, hanno dato più ampiezza al gioco ed era difficile per Tammy pressare. Penso che la partita sia finita quando abbiamo messo gambe fresche: Shomurodov è entrato bene, mentre Abraham era in uno stato fisico e anche mentale stanco. Shomurodov ha iniziato a dare profondità e a creare più difficoltà.
Per 30, 35 minuti nel secondo tempo abbiamo giocato per controllare e per vincere, però senza quel fuoco necessario per chiudere la partita. Molto, molto bene i difensori centrali: hanno giocato con grande sicurezza.
Un buon arbitro, Manganiello ha diretto con sicurezza, senza grandi problemi. Mi auguro che la Samp finisca bene il campionato e di tornare il prossimo anno in questo stadio bellissimo, con gente che respira calcio”.
Cosa ha pensato dopo avere pescato di nuovo il Bodo?
“Il primo pensiero è stato che quando arrivi ai quarti di finale – e io per fortuna ci sono arrivato tante volte – tutte le squadre pensano di arrivare in fondo e devi rispettare il tuo avversario.
E noi abbiamo una doppia ragione per farlo: perché è una squadra giunta ai quarti e perché il Bodo ha fatto qualcosa di storico, positivamente per loro e negativamente per noi. E a Roma, senza la scusa di un campo sintetico e di un freddo da morire, ha pareggiato e ci ha messo in difficoltà. Sarà una partita difficile, dovremo dare tutto”.
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Nella serata più importante, l’Inter ritrova il successo e dopo quasi dieci anni torna a espugnare il campo della Juventus: a Torino è un gol su rigore di Calhanoglu a decidere il posticipo della 31^ giornata e a regalare i tre punti ai nerazzurri.
“È una tappa fondamentale perché in questo momento stiamo rincorrendo e volevamo rimanere lì, con Milan e Napoli. Abbiamo perso dei punti, lo sappiamo e vogliamo provare a recuperarli nelle prossime partite” ha commentato Simone Inzaghi ai microfoni di DAZN.
“Non è una questione di pressione perché siamo più avanti di quello che pensassi e all’Inter è normale ci sia sempre pressione. Non dimentico quello che si diceva in estate sul nostro percorso. Sono mancati i risultati nelle ultime partite ma abbiamo avuto anche fuori dei giocatori importanti, come è successo in altre squadre, per noi però si è parlato di moduli sbagliati e altro. La strada è ancora lunghissima, questa è solo una tappa che ci deve avvicinare a Napoli e Milan”.
La fiducia nel lavoro dello staff non è mai mancata e il tecnico nerazzurro lo ribadisce in maniera chiara: “Ho un contratto di due anni e con la Società abbiamo già ipotizzato di allungarlo, ma ho chiesto io di parlarne solo alla fine della stagione. Siamo all’Inter e sette mesi sono stati offuscati da qualche pareggio. Sento grande fiducia da parte del Club e dei nostri tifosi, che anche ieri sono venuti ad Appiano ad incitarci prima della partenza per Torino. Ci siamo divertiti per sette mesi e sappiamo come va nel calcio, quindi bisogna concentrarsi solo sulle critiche costruttive”.
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Compiono gli anni oggi Walace, centrocampista dell’Udinese, nato a Salvador (Brasile) nel 1995 e David Strelec, attaccante dello Spezia, nato a Nové Zamky (Slovacchia) nel 2001.
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