SERIE A TIM: LA TOP 5 GOL DELLA 7ª GIORNATA

Sul canale ufficiale Youtube di Lega Serie A è presente, come in ogni turno di Serie A TIM 2022/2023, la Top 5 Gol della 7ª giornata.

Tra le reti più belle sono presenti l’azione personale di Ikoné per il gol del vantaggio della Fiorentina contro l’Hellas Verona e la perfetta punizione di Barella per la rete dell’Inter in trasferta contro l’Udinese.

CLICCA QUI per il video della Top 5 Gol.

(Foto LaPresse)

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HELLAS VERONA, CABAL: “FELICE DI ESSERE QUI”

Le principali dichiarazioni del nuovo difensore dell’Hellas Verona, Juan Cabal, in occasione della sua presentazione ufficiale alla stampa tenutasi oggi, martedì 20 settembre.

Perché hai scelto il Verona? “Ho deciso di venire a Verona con la mia famiglia perché era un’occasione interessante considerando il valore del Club, della sua storia e della città. Sono sicuro di poter crescere professionalmente in questa squadra”.

Parlando del tuo debutto: il tuo ruolo è quello di difensore sinistro? “E’ stata una partita molto difficile, ma sono stato molto felice per il mio ingresso in campo. Un debutto che sognavo da quando ero piccolo. In merito al mio ruolo, come difensore posso giocare sia sulla sinistra che al centro”.

Sei qui in Europa anche per merito di tuo padre…“Vero, sicuramente è merito suo e di quello che mi ha insegnato. Ma devo ringraziare anche le persone che mi stanno vicino e le lezioni che mi ha dato e mi sta dando la vita. Ho avuto la fortuna di essere arrivato in Europa, sono felice per questo”.

Come vedi la tua crescita nel Verona e in Italia? “In Serie A maturano i grandi difensori, è una scuola per i centrali e sono contento che il ruolo del nostro mister, in passato, sia stato proprio quello. Sicuramente mi insegnerà tanto”.

Il primo impatto in Serie A? “Il campionato colombiano è di buon livello, ma qui ho trovato ancora più intensità rispetto a ciò a cui ero abituato. Questo mi ha anche portato a cambiare mentalità. Parlando proprio di impatto, inoltre, quando ho visto i nostri tifosi mi sono emozionato”.

Come valuti il momento del Verona? “Siamo un buon gruppo, formato da tanti giovani che hanno voglia di migliorare. Lavoriamo duramente perché non siamo contenti dei risultati e credo che la pausa ci aiuterà a unirci e crescere ancor di più”.

C’è la convinzione di poter raggiungere la salvezza? “Sì, da quando sono arrivato ho visto un grande gruppo e ho capito quanto duramente devo impegnarmi. Per centrare la salvezza servirà essere uniti, come una grande famiglia”.

In un futuro potresti alzare il tuo baricentro di gioco? “Le mie caratteristiche sono la velocità, la dinamicità e la tecnica. Detto questo, sono disposto a giocare nel ruolo che mi viene richiesto”.

Per un colombiano cosa significa vestire una maglia europea? “Per il mio paese e per il quartiere dove sono cresciuto è molto importante vedere un giovane ragazzo colombiano vestire la maglia di una squadra europea. Quella dell’Hellas Verona è per me un grande vanto”.

Hai avuto modo di visitare Verona? “Non conosco ancora bene la città, soltanto il centro storico. Sono arrivato con l’intenzione di conoscere innanzitutto la squadra e i suoi tifosi. L’obiettivo era mettermi subito al lavoro”.

Perché ho scelto il 32? “Il 23, che per tutti i giocatori di basket e di calcio è molto importante, era occupato, e così ho deciso di invertirlo”.

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ROMA: INTERVENTO RIUSCITO PER RICK KARSDORP

Rick Karsdorp è stato sottoposto in data odierna a intervento chirurgico al ginocchio sinistro per meniscectomia mediale.

L’intervento, effettuato dal Professor Georg Ahlbäumer presso la Klinik Gut di St. Moritz, è terminato con successo.

Il calciatore resterà nella clinica svizzera per poi iniziare a breve il ciclo di riabilitazione presso il Centro Sportivo Fulvio Bernardini.

(Foto LaPresse)

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ATALANTA: LE CONDIZIONI DI JUAN MUSSO

Juan Musso è stato sottoposto ad intervento di riduzione e contenzione con placche e viti di frattura scomposta del complesso orbitario/mascellare di destra. L’ intervento, effettuato presso la clinica Villa Stuart di Roma ed eseguito dal Prof. Bruno Andrea Pesucci e dal Dott. Vincenzo Marcelli, è perfettamente riuscito.

Intanto per i nerazzurri è stato un lunedì di riposo dopo il successo dell’Olimpico sulla Roma. Gli allenamenti riprenderanno oggi, martedì 20 settembre, al Centro Bortolotti di Zingonia con una seduta pomeridiana a porte chiuse.

(Foto LaPresse)

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SPEZIA, MACÍA: “PROGETTO AMBIZIOSO E SOLIDO: VOGLIAMO MIGLIORARE GIORNO DOPO GIORNO”

Arrivato questa mattina negli uffici di via Melara, Eduardo Macía, ha parlato per la prima volta da Chief Football Officer dello Spezia Calcio:

– Com’è stato il suo primo impatto con lo Spezia Calcio? 

Il mio primo impatto è il motivo per cui sono qui. Ho colto fin da subito l’opportunità stimolante di contribuire a costruire il futuro di questo Club e indirizzare i prossimi passi per elevarne il pedigree: facendo un esempio automobilistico, attualmente siamo nella F1 del calcio, abbiamo una vettura con buone basi e ora dobbiamo concentrarci per svilupparla insieme.

– Cosa l’ha particolarmente attratta del progetto della famiglia Platek? 

Come abbiamo ampiamente discusso nei nostri incontri, quello che mi ha attratto fin da subito è la reale opportunità di costruire un progetto ambizioso e solido, che possa portare avanti l’intera visione del Gruppo Platek da un punto di vista strategico, ma sempre tenendo presente dove e chi siamo al momento per apportare i continui miglioramenti che vogliamo ottenere; mi è stata data l’opportunità di fare qualcosa di diverso, di pensare al futuro e portare un fattore di avanguardia nelle strategie del club.

– Quali valori considera indispensabili nel suo lavoro e cosa si aspetta dalle sue squadre?

Ho sempre considerato la competitività come un punto chiave notevole: non possiamo sbagliare in termini di personalità, comprensione del gioco e coerenza all’interno della squadra e dobbiamo costruire le nostre fondamenta a partire da questo, da giocatori che portino questo approccio al gioco. Quando si gioca ai massimi livelli non si possono privilegiare gli aspetti tecnici, tattici o fisici, ma l’intensità, la capacità di prendere decisioni in campo, l’alta percentuale di successo nelle giocate: in parole povere, un club deve “pagare per la testa e il cervello, non solo per i piedi”. Quando si ottiene questo risultato, si porta l’intera macchina al livello successivo e la si può far evolvere al massimo livello, poiché i giocatori si divertono a competere e non hanno in mente la pressione della montagna da scalare.

Un approccio simile lo dobbiamo adottare per i nostri ragazzi del Settore Giovanile, in modo che quando toccherà a loro affacciarsi al calcio dei pro, questi siano giovani pronti a giocare e non semplicemente dei giovani. Questa è la caratteristica principale dell’identità che dobbiamo sviluppare. Poi, naturalmente, viene lo stile di calcio, ovvero il modo in cui si imprime la nostra identità sul campo, e questo inizia selezionando un allenatore capace di farlo, come abbiamo fatto con Luca Gotti, passando poi per i giocatori che devono svilupparlo sul campo.

– Ha già avuto modo di parlare con l’allenatore Luca Gotti? Cosa vi siete detti? 

Abbiamo avuto un primo colloquio positivo, nel quale ho voluto in primis esprimere la mia fiducia nei suoi confronti, trasmettergli serenità e sottolineare quanto sia importante far crescere la squadra attraverso il suo lavoro. Abbiamo parlato un po’ della rosa e del momento attuale, di cui parleremo approfonditamente nei prossimi giorni. Dobbiamo continuare a lavorare e migliorare sempre, anche quando pensiamo di stare facendo bene, perchè il mondo del calcio è così competitivo che appena ci si rilassa, si fa presto ad andare a fondo molto velocemente, pertanto dobbiamo sempre mantenere alta l’asticella della concentrazione.

– Sicuramente avrà già visto giocare lo Spezia Calcio. Quali margini di miglioramento vede?

Come ho detto prima, questa è una rosa che può ancora crescere tanto e deve essere l’obiettivo di tutti, perchè solo così sarà possibile togliersi grandi soddisfazioni. Il lavoro aiuta tutti, perchè l’allenatore ne può apprezzare i frutti e i giocatori devono capire che non bisogna mai fermarsi o accontentarsi: vogliamo portare a casa altri successi, ma sempre restando con i piedi per terra, dando il 100% e non pensando mai che basti dare di meno.

– La rosa dello Spezia Calcio è una delle più giovani del campionato quest’anno. Può essere un valore aggiunto sia nel presente che nel futuro? Come si fa a tirare fuori il meglio dai giovani?

È molto interessante: i giovani giocano in modo molto energico, senza paura e questo è positivo per la squadra. Poi c’è la comprensione del gioco, l’intelligenza, la consistenza, tutte qualità che bilanciano abbastanza bene ciò che i giovani apportano, ed è qualcosa che dobbiamo assolutamente avere in squadra, se vogliamo fare prestazioni e allo stesso tempo valorizzare i nostri calciatori.

– Nella sua carriera lei ha lanciato molti giovani brillanti nel mondo del professionismo. Qual è il suo approccio al calcio giovanile e quali progetti ha per il settore giovanile?

Molte volte penso all’esperienza come a un pettine che qualcuno ti dà quando sei calvo. A volte l’esperienza ti fa rimanere nel passato, replicando gli errori perché pensiamo che qualcosa che hai fatto bene cinque anni fa funzioni anche oggi e ciò non ti permette di vedere il processo di crescita che puoi portare alla tua nuova squadra. Voglio crescere giovani pronti a giocare al fianco di giocatori con un alto livello di intelligenza, una buona comprensione del gioco e un approccio competitivo, invece che farli giocare al fianco di calciatori che “hanno esperienza e saranno un buon acquisto” semplicemente perché hanno giocato 150 partite in precedenza. I giovani sentono di più il sostegno di leader coerenti e propositivi, piuttosto che di “ragazzi con esperienza”. Questo è un segreto: se porti un approccio proattivo, tutti diventeranno proattivi, passo dopo passo.

– Nel suo curriculum ci sono soprattutto club molto importanti. Sarà diverso in una realtà emergente come lo Spezia Calcio?

Il calcio è fatto di sfide, e bisogna capire cosa significa quella parola a seconda del club in cui si lavora. Ci sono differenze evidenti tra gli obiettivi del Liverpool, del Valencia o della Fiorentina e quelli dello Spezia. Ma la cosa più importante è tenere a mente che, se non si raggiunge un obiettivo finale, si può sempre migliorare. Le realtà emergenti hanno bisogno di basi solide, questa è la sfida di partenza e da lì saliremo, aggiungendo miglioramenti fino a raggiungere il nostro livello massimo. Questo è in accordo con la nostra strategia: non basta parlare di “salvezza”, ma di come vogliamo raggiungere questo obiettivo; a quel punto ci evolveremo ulteriormente, ovviamente senza dimenticare quell’obiettivo raggiunto, ma pronti per il passo successivo.

– La Spezia è una piccola città, ma ha una tifoseria molto calda e appassionata. Ha un messaggio per loro?

In termini di comportamento mostrano qualcosa di simile alla passione che i tifosi del Liverpool hanno sempre portato in tutti gli stadi. Entrambe le città e le persone hanno delle similitudini: il porto, si trovano nella parte nord-occidentale del Paese, il calore che portano alle partite i tifosi e il sostegno che danno ai giocatori. In questa città i tifosi sono davvero orgogliosi del loro Club e questo l’ho visto anche in passato quando sono venuto all’Alberto Picco. Mi piacerebbe vedere questa passione in ogni minuto: allo stadio e per le strade, nei momenti belli e in quelli difficili, in poche parole per me la passione deve essere sempre in primo piano.

(Foto LaPresse)

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SOTTIL: “GIOCHIAMO COME CI ALLENAIAMO”

Andrea Sottil può sorridere, eccome, per l’ultima vittoria prima della sosta, la quinta consecutiva. Tre delle sette sorelle sono cadute in Friuli. “Oggi è stata fatta una grande partita, dall’inizio alla fine. Con fame, con grinta, con qualità – commenta il tecnico – Non è facile ribaltare una partita contro una squadra come l’Inter dopo uno svantaggio immediato, ma ho sempre detto ai ragazzi di pensare solo a noi. E allora siamo saliti in avanti e creato tanto, vincendo meritatamente la partita”.
La vittoria è stata “strameritata, una prestazione di grande pressing e intensità. La forza è essere coinvolti tutti noi. Siamo sulla buona strada e la dobbiamo proseguire”. Parole di elogio per titolari e non solo: “Bene chi ha iniziato e chi è entrato, vogliono tutti giocare il nostro calcio. Complimenti ai ragazzi e allo staff. Il professor Cristian Bella lo porto con me dalla Serie D, siamo cresciuti insieme. Ma la preparazione atletica è merito di tutto lo staff. Quando si raggiungono gli obiettivi è sempre grazie a tutti. Ho dei collaboratori straordinari”.
Sottil afferma di “non voler passare per retorico, ma sono stracontento e festeggerò per la soddisfazione che dà la classifica oggi, però rimango sempre equilibrato. Siamo ancora all’inizio. Dobbiamo essere orgogliosi, abbiamo dimostrato di essere molto competitivi, ma poi penseremo a preparare la trasferta di Verona”.
Ambizioni sempre più in alto. “Credo che questa squadra abbia ancora margini di miglioramento – fa notare il mister – Possiamo divertirci a lavorare forte tutti i giorni, i giocatori hanno un motore incredibile. Io dico sempre che giochiamo come ci alleniamo. Il martellamento è anche sull’aspetto mentale, di arrabbiarsi anche di sbagliare un passaggio in allenamento”.
Nel corso della gara “abbiamo creato tanto e messo l’Inter alle corde. Avanti così perché oggi i ragazzi sono stati encomiabili. Il clima di questo stadio è meraviglioso. La Dacia Arena è fantastica e si presta a questo tipo di atmosfera. I ragazzi hanno incendiato l’entusiasmo della tifoseria, l’hanno trascinata. Si è creata una simbiosi, perché si ama chi suda per la maglia. Bisogna continuare così”.
Tra i giocatori oggi in risalto, Bijol, che “a volte è troppo buono, ma ha già molta esperienza e deve farne altra come difensore centrale. C’è una selezione molto rigida, e sono convinto che Jaka possa crescere ancora in termini di leadership difensiva”. Interpretare l’inerzia della gara è un fattore fondamentale. Questo perché “durante la partita i momenti cambiano. Ci alleniamo sulle varie situazioni e ho la fortuna di avere giocatori molto intelligenti calcisticamente”.
In risalto, ancora una volta, la prestazione di “Pereyra a destra, è un giocatore straordinario. Interpreta il ruolo in modo molto dinamico, non dà riferimenti. Ha una qualità estrema nel farci uscire, sarà difficile spostarlo da lì. Sta funzionando molto bene e può continuare in quel ruolo o cambiarlo in corsa”.
Sottil racconta poi un retroscena sul calcio d’angolo del 2-1: “Mi ero arrabbiato perché Samardzic non aveva battuto veloce il corner, poi è andata bene con Gerry che ha messo la palla su Bijol. È andata bene così”, ride il mister.

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GASPERINI: “UNA PARTITA DIFFICILE”

Di seguito le dichiarazioni rilasciate da Mister Gasperini dopo il successo contro la Roma:

“La vittoria fa vedere tutto in modo molto bello, siamo soddisfatti di questi ragazzi, questa era una partita difficile, la Roma ha avuto più occasioni. Il gol di Scalvini è stato fantastico, questo ragazzo quando arriva nei pressi dell’area di rigore può segnare o può fare assist, anche per questo l’ho schierato spesso a centrocampo, non so ancora quale sarà la sua collocazione, ma quando è in quelle condizioni, lucido e preciso, ha anche un ottimo piede. La gara è stata di sofferenza perchè giocavamo contro una Roma forte, con valori in attacco notevoli anche con l’assenza di Dybala, ci è voluta una prestazione importante a livello difensivo per riuscire a vincere”.

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INTERVISTA DEL PRESIDENTE CASINI A RADIO RAI

Il Presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini è intervenuto questa mattina in radio alla trasmissione “Radio Anch’io sport” su Radio RAI. Tanti i temi toccati nel corso della diretta:

I CONTI DEI CLUB
“Il tema più importante: l’impatto della pandemia non può essere dimenticato, sebbene prima dello scoppio della pandemia non è che vi fosse una situazione largamente positiva, che poi la pandemia ha ulteriormente esasperato. La priorità è quella di aiutare le squadre a mettere a posto i conti. Occorrono degli interventi immediati che sono quelli in parte proposti dalla Federazione, che noi stiamo seguendo e che si legano in qualche modo ai criteri Uefa: cioè di accompagnare le squadre progressivamente verso dei paletti rispetto al salario. Non parlo del ‘salary cup’, ossia del singolo stipendio, parlo della voce complessiva salario nel bilancio e quindi oggi noi abbiamo casi che superano il 90 per cento come impatto, un tetto che poi difficilmente consente a un’azienda di lavorare in modo efficace. Questo è solo uno degli esempi, ce ne sono diversi: comunque ora il tema fiscale è il più urgente, bisognerà trovare delle forme di rateizzazione per consentire alle squadre di pagare i contributi senza avere un impatto devastante sui loro bilanci”.

RISPARMIO ENERGETICO NEGLI STADI
“Sugli stadi abbiamo fatto interventi immediati, penso al consumo energetico, riducendo le ore di utilizzo delle luci. Meno partite in notturna? Il consumo energetico legato alla partita oggi è identico di giorno e di notte perché le tecnologie che usiamo, dalla Var alla goal-line, richiedono un’illuminazione perfetta del campo per evitare la presenza di ombre o comunque non perfette condizioni di luce”.

FUORIGIOCO SEMIAUTOMATICO
“Vogliamo evitare il più possibile polemiche o dubbi su interventi di gioco. Stiamo lavorando per accelerare l’introduzione del fuorigioco semiautomatico in Serie A TIM. Sappiamo perfettamente che non è la soluzione di tutti i problemi e che non può correggere gli episodi di natura umana, ma visto che siamo pronti possiamo introdurre questa miglioria. Tutto quello che va verso un miglioramento è ben accetto. L’effetto positivo che la tecnologia dovrebbe avere, e sta avendo, è quello di eliminare il più possibile questa cultura del sospetto che appartiene al contesto italiano, non solo a quello calcistico. La maggior trasparenza in questi dialoghi fra gli arbitri, che sono stati pubblicati nel documentario sulla Serie A, fa vedere come in realtà non ci deve essere questo sospetto, ma solo qualche errore. Meno male che c’è, almeno siamo umani”.

SUPERLEGA
“Il tema Superlega va analizzato bene. Le tempistiche e le modalità non sono state condivisibili, ma le ragioni che hanno portato le squadre a proporla vanno esaminate con attenzione. Dietro alla Superlega c’è anche il desiderio di rimodulare le partite all’estero. Come Lega di A nessun progetto che porti a danneggiare il campionato nazionale può essere avallato”.

STADIO DI SAN SIRO
“L’ipotesi di abbattere lo stadio di San Siro coinvolge la mia storia al ministero della Cultura, che si è già pronunciato, dicendo che la verifica dell’interesse culturale ha avuto esito negativo, per cui lo stadio può essere abbattuto. Io credo che gli stadi, al di là poi del loro valore storico, artistico e culturale, sono oggi delle infrastrutture, quasi delle industrie, rispetto a quello che devono rispettare gli standard di sicurezza, illuminazione, anche di abitabilità, quindi il rischio di avere un approccio troppo conservativo è quello di penalizzare le generazioni future. La scelta fatta dall’amministrazione comunale e dalle società ha portato come unica via quella della demolizione dello stadio, che poi c’è un tema di dove far giocare le squadre mentre si costruisce il nuovo stadio. Non vedo perché non essere poi favorevole all’iniziativa, purché Milan e Inter siano dotati di uno stadio all’altezza dei risultati sportivi che li attendono”.

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