GLI AMBASSADORS DI LEGA SERIE A AL GP DI MONZA GRAZIE A CRYPTO.COM

Giornata speciale, domenica, per gli Ambassadors di Lega Serie A Fabio Cannavaro e Ciro Ferrara. I due campioni hanno prima visitato l’IBC di Lissone e poi hanno assistito al GP di Formula 1 a Monza, ospiti di Crypto.com.

Nella prima parte della mattinata, all’International Broadcast Center di Lissone, Cannavaro e Ferrara hanno visitato il centro insieme allo Sponsorships Director di Crypto.com Alexander Shapiro.

La giornata è poi proseguita all’Autodromo di Monza dove gli Ambassadors di Lega Serie A hanno avuto la possibilità di vivere l’emozione di un giro di pista con un pilota professionista, prima di visitare il box Aston Martin, ospitati da Crypto.com, partner della scuderia.

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THIAGO MOTTA NUOVO ALLENATORE DEL BOLOGNA

Il Bologna Fc 1909 comunica di aver affidato la guida tecnica della Prima Squadra a Thiago Motta, nato a São Bernardo do Campo (BRA) il 28/8/1982, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2024. Il nuovo allenatore sarà presentato ufficialmente domani alle 15 nella sala stampa del centro tecnico Niccolò Galli.

Lo staff di Thiago Motta:

Allenatore in seconda: Alexandre HUGEUX (Meudon, 5/3/1984)

Collaboratore tecnico: Alessandro COLASANTE (Roma, 2/8/1973)

Collaboratore tecnico: Simon COLINET (St. Agnan, 7/12/1980)

Collaboratore tecnico: Alfred DOSSOU-YOVO (Cotonou, 21/4/1984)

Collaboratore tecnico: Flavio GARCIA (Sao Paulo, 10/10/1978)

Collaboratore tecnico: Iago LOZANO (Santa Fe, 14/11/1995)

Preparatore atletico: Paolo AIELLO (Cosenza, 20/2/1974)

Preparatore atletico: Nicolò PRANDELLI (Torino, 18/4/1984)

(Foto LaPresse)

www.bolognafc.it

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ZANETTI: “MI ASPETTO UNA PARTITA CORAGGIOSA”

“Dalla mia squadra – ha dichiarato Zanetti mi aspetto una partita coraggiosa, di mentalità, di sofferenza in alcune situazioni perché dobbiamo avere l’umiltà di accettare che incontriamo anche squadre più forti di noi. Ma non significa niente: è già successo che qualche piccola batta una grande. È successo all’Empoli, è successo a me: ci dobbiamo credere senza nessuna paura, avere rispetto della Roma ma non paura, altrimenti meglio che andiamo a mangiare una pizza invece di giocare la partita. Invece no: andiamo a caccia di punti davanti al nostro pubblico, che ci sta sostenendo numeroso in casa e fuori e non smette mai di cantare. Il nostro pubblico è l’uomo in più, tutti quanti insieme sappiamo che l’ostacolo è difficile però spesso si fanno le imprese. Abbiamo voglia di provare a fare un’impresa. Sorprese tattiche per domani? Ogni gara è diversa – spiega Zanetti – nello specifico la nostra idea di calcio è fondata sulla nostra identità e non tanto sull’avversario. Anche in questa partita, nonostante il grande rispetto che abbiamo per la Roma e il suo allenatore, vogliamo fare la nostra gara. Non vogliamo essere spettatori della Roma, guardare loro giocare e difenderci ci porta alla sconfitta, un tipo di sconfitta che non ci lascia niente nel futuro. Dovremo avere la capacità mentale, l’organizzazione e il cuore per sopperire agli attacchi di un avversario indiscutibilmente forte e dall’altra parte serve coraggio per fare il nostro calcio. Che gara mi attendo e se avendolo già battuto ho una ricetta per vincere con Mourinho? No, nessuna ricetta particolare. Del momento della Roma non spetta a me parlare, parlo della mia squadra. Posso solo dire che la Roma è una grandissima squadra, a livello individuale più forte dell’anno scorso. Sarà una partita difficile come spesso accade quando c’è una piccola contro una grande. Normale, la Roma ha in campo dei fuoriclasse e sarà ferita dal momento che sta attraversando. La gara sarà difficile ma noi dobbiamo guardare in casa nostra continuando a fare delle belle prestazioni: rimarco che siamo al quarto risultato utile consecutivo, sono quattro partite di fila che non perdiamo in un campionato dove tanti fanno fatica a fare punti, significa che la squadra ha valori e organizzazione. Stiamo mettendo la base per il futuro, dobbiamo avere fiducia in noi stessi e nel nostro lavoro: domani dovremo dimostrarlo ancora contro una squadra evidentemente superiore a noi. Come arriviamo fisicamente alla partita? Ho visto bene la squadra. Spero che inizi un periodo in cui ho tutti i calciatori a disposizione in modo da mettere tutti in pari dal punto di vista fisico ma anche nelle sinergia fra di loro. Fisicamente stiamo bene, abbiamo uno staff medico e fisico importante e la disponibilità dei ragazzi al lavoro è sempre massima. Ci presentiamo bene dopo un periodo in cui abbiamo speso tanto ma anche i nostri avversari: nessun alibi, ci giocheremo la partita con le nostre forze. In cosa deve migliorare ancora la squadra? Abbiamo tutto da migliorare, nel momento in cui pensiamo di essere arrivati a un livello sufficiente è finita: dobbiamo migliorare i nostri difetti e consolidare i nostri pregi. Si cresce con il lavoro, non conosco altra via. Abbiamo tanti ragazzi giovani, questo ci dà grande margine. Faccio un nome: Satriano, da un mese fa a oggi è completamente un altro giocatore. E parliamo di un 2001. La squadra ha ampio margine se crede in quello che fa”.   

“La gestione del vantaggio in queste prime cinque gara? È una cosa che abbiamo analizzato – osserva l’allenatore azzurro – fa parte del percorso. Dobbiamo essere bravi a fare in modo che che certe cose non si ripetano nel tempo, dovremo capirne i motivi che sono vari: a Salerno c’è stata una mancanza di attenzione sul gol su calcio d’angolo, è inaccettabile e mi sono arrabbiato molto; in quella gara abbiamo preso due gol evitabili. Poi, momenti di difficoltà nella gara ci possono stare, non possiamo credere di andare a Salerno e dominare 95 minuti: in quella fase dobbiamo essere bravi a essere uniti con mentalità e grande attenzione per non subire gol soprattutto quando si è fatto fatica per andare in vantaggio. Un aspetto sul quale stiamo lavorando e in cui dovremo migliorare. Staffetta Bajrami-Pjaca? Nedim ha doti e capacità importanti. Apprezzo il fatto che stia facendo di tutto per tornare quello che è. A Salerno lo si è visto, la squadra ha alzato il livello quando lui è entrato ed è ciò che mi aspetto da un giocatore come lui. La staffetta nel tempo diventerà automatica ma non nego che possano giocare anche insieme. Davanti mi interessa avere tanta competizione. Grassi e Marin? Grassi è un play difensivo, Marin ha capacità tecniche di altissimo livello. Le gerarchie sono alla pari, scelgo in base a quello che vogliamo fare durante la gara. Domani sfida tra due terzini che sono presente e futuro della Nazionale italiana? Sì. Parisi sta facendo prestazioni impressionanti, è un ragazzo di sicura prospettiva. Anche Cacace è forte, meriterebbe dei minuti e di giocare. Liberato è un calciatore che sto apprezzando molto, sarà il futuro quando Parisi spiccherà il volo. Gli esordi di Akpa-Akpro e Pjaca? Hanno fatto quello che mi aspettavo, hanno dimostrato ciò che ci possono dare”.

(Foto LaPresse)

www.empolifc.com

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EDUARDO MACÍA NOMINATO CHIEF FOOTBALL OFFICER DELLO SPEZIA CALCIO

Spezia Calcio è lieto di annunciare la nomina di Eduardo Macía a Chief Football Officer del club per le prossime quattro stagioni. 

Macía, oltre ad essere uno stimato talent scout, è senza dubbio uno dei direttori tecnici e sportivi più esperti del calcio europeo e supervisionerà e coordinerà tutte le aree direttamente collegate all’attività calcistica dello Spezia Calcio, compresa la supervisione dei reparti tecnici e di scouting.  

Prima di approdare allo Spezia, Eduardo Macía ha lavorato per club militanti in quattro dei cinque maggiori campionati europei, tra cui la Serie A italiana, la Premier League inglese, la Liga spagnola e la Ligue 1 francese. Il suo impressionante curriculum include le esperienze al Bordeaux, alla Fiorentina, al Leicester, al Liverpool, al Real Betis e al Valencia. Proprio con la compagine valenciana ha vinto due titoli della Liga, disputando anche due finali di Champions League, traguardo raggiunto in un’occasione anche con il Liverpool.

Eduardo Macía ha una profonda conoscenza e comprensione del calcio italiano, avendo trascorso quattro anni alla Fiorentina, durante i quali ha contribuito alla crescita del club, che è stato in grado di arrivare al quarto posto in campionato per tre anni consecutivi, raggiungendo anche la finale di Coppa Italia e le semifinali di Europa League. Gli ottimi risultati in Serie A e in Europa sono arrivati senza mai trascurare lo sviluppo dell’Academy, rinnovando il reparto calcio del club e contribuendo alla crescita e allo sviluppo di diversi calciatori che sono arrivati a vestire la maglia azzurra della Nazionale.

“Siamo lieti di accogliere Eduardo per sostenere il nostro impegno a lungo termine e la nostra strategia di sviluppo del club” – ha dichiarato Phillip Platek, Presidente dello Spezia Calcio – “Il nostro approccio ‘step by step’ per migliorare continuamente il club prosegue e Eduardo porterà un immenso patrimonio di know-how, esperienza e una profonda rete calcistica per aiutare lo Spezia a progredire al livello successivo”.

“Eduardo Macía” – ha concluso il Presidente – “comprende il nostro progetto e ciò che vogliamo raggiungere. Il fatto che una persona con una tale esperienza e successo nel mondo del calcio voglia unirsi a noi in questa fase iniziale del nostro percorso è una vera e propria affermazione per il club e dobbiamo essere tutti entusiasti e uniti per il prosieguo della stagione e per quelle che verranno”. 

“Sono molto entusiasta di entrare a far parte dello Spezia Calcio e non vedo l’ora di contribuire a portare questa società al livello successivo” – le prime parole di Eduardo Macía“Ci aspetta un duro lavoro e tutti noi dovremo fare la nostra parte. Io e la Proprietà siamo perfettamente allineati sugli obiettivi a breve, medio e lungo termine e non vedo l’ora di iniziare!”. 

Macía inizierà ufficialmente il nuovo incarico lunedì 19 settembre.

(Foto LaPresse)

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SOTTIL: “CONTENTISSIMI, MA PIEDI PER TERRA”

“Non siamo partiti brillanti come in altre partite, ma questo ci può stare”. A dirlo dopo una vittoria per 1-3 in rimonta è il mister Andrea Sottil. L’appagamento è nemico, e lui lo dimostra piazzando l’asticella sempre più in alto. “È stata anche una settimana un po’ particolare per alcuni giocatori. Nonostante questo non abbiamo subito praticamente niente, siamo stati puniti da una palla nostra sbagliata. Il Sassuolo si chiudeva e ripartiva, noi pressavamo. La squadra ha reagito subito, abbiamo attaccato la profondità ed è arrivata un’espulsione giusta contro di loro. Da lì – prosegue l’allenatore – è stato un monologo, ma queste partite non sono così semplici da trasformare in vittorie. Ci è capitato contro la Salernitana, che è una squadra che si chiude molto bene, ma siamo stati bravi. I ragazzi sono stati bravi. Hanno dimostrato di saper leggere la partita”.
Un plauso va, come sempre, “a chi è entrato, che fa la differenza e deve farla sempre. Si sono tutti fatti trovare pronti e per me questa è una cosa importantissima”. Sotto per 1-0 all’intervallo, Sottil ha riconosciuto che “nel secondo tempo andava cambiato qualcosa, perché eravamo in superiorità. Ho cercato di inserire subito delle coppie esterne perché pensavo che avremmo dovuto velocizzare la manovra. Lazar e King sono entrati bene, una volta schiacciato il Sassuolo ho deciso di mettere una coppia di attaccanti più fresca, Success e Deulofeu erano stanchi. La velocità di Beto e la presenza di Nestorovski servivano per le palle dentro e il tiro da fuori”.
L’1-1, poi “una volta pareggiato ho dovuto fare una scelta, che è stata togliere Deulofeu. Sicuramente può sembrare un cambio conservativo, però c’erano due punte e Samardzic, che è una mezzala-trequartista, come la descrivo io. Ha la capacità di fare assist ed è dotato un gran tiro in porta. E infatti ha segnato un gran gol e abbiamo ribaltato la partita”, spiega l’allenatore.
Quarta vittoria consecutiva che certo fa morale. “Sono soddisfatto, ma resto coi piedi per terra. Non mi piace la retorica, ai ragazzi dico di restare equilibrati. Siamo contentissimi, ma pensiamo partita per partita. Ci riposeremo e quello che stiamo facendo ci dà ulteriore spinta”, conclude Sottil.
Beto “va gestito un pochino, siamo attenti a gestirlo e sta tornando in condizione top allenandosi e giocando”.

(Foto LaPresse)

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LA CONFERENZA STAMPA DI MISTER ALVINI DOPO ATALANTA-CREMONESE

“Ciofani è il nostro capitano e quando è entrato si è caricato la squadra sulle spalle”. Massimiliano Alvini ha esordito così nel corso della conferenza stampa. “Aver recuperato il risultato in questo stadio così caldo e aver retto fino alla fine è merito dei miei ragazzi. Anzi, alla fine ho creduto anche in qualcosa di più del punto anche se qualcosa abbiamo rischiato”.“Fin da Firenze – ha proseguito Alvini – questa squadra, seppur con un progetto nuovo e giocatori nuovi, ha sempre avuto idee e identità. Siamo consapevoli di quello che ci attende ma vogliamo giocarcelo con le nostre armi”.

(Foto LaPresse)

www.uscremonese.it

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SARRI: “SQUADRA BRAVA AD AVERE PAZIENZA”

A margine di Lazio-Hellas Verona, l’allenatore biancoceleste Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa:

“La partita di oggi era difficile contro una squadra molto  complicata. I problemi della sfida sono stati nettamente amplificati dal terreno di gioco, che non è degno di rappresentare la città di Roma e per questo faccio un appello a riguardo.

La squadra è stata brava ad aspettare il calo della loro intensità negli ultimi venti minuti. Oggi tutti hanno dato una bella risposta, sia chi è partito dall’inizio sia chi è entrato ha risposto bene.

Purtroppo, al momento, davanti siamo un po’ limitati e sto chiedendo tanto ai calciatori offensivi. Speriamo che Pedro recuperi presto.  

Conosco il direttore dell’Hellas Verona da molti anni, abbiamo avuto un’ incomprensione e nel finale abbiamo scherzato e riso sull’accaduto.

Luis Alberto, quando entra contro squadre che stanno calando, può mettere in mostra tutte le sue qualità tecniche. Nel momento in cui si crea una situazione simile può essere il cambio che fa la differenza. 

In questo momento, sono maggiormente contento della solidità difensiva rispetto alla fase realizzativa. Ora la solidità difensiva è un valore fondamentale per noi.

Quando in un posto ti trovi bene, e per un allenatore non è semplice, vuol dire che i meriti sono di tutti. La tifoseria ha tanti meriti, le persone che trovo a Formello sono di un affetto micidiale nei miei confronti. Questo ambiente ho iniziato a sentirlo mio.

Casale dopo i primi cinque minuti si è sciolto e ha giocato sereno. La partita di oggi non era l’ideale per Marcos Antonio, un calciatore di palleggio con grande personalità che ha comunque fatto bene. Sono due prestazioni che danno fiducia del futuro.

Dal punto di visto atletico stiamo bene, siamo la squadra che corre di più in Serie A. Se perdiamo delle partite, il problema è maggiormente mentale”.

(Foto LaPresse)

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PARI PIENO DI EMOZIONI TRA JUVENTUS E SALERNITANA

A Torino è andata in scena una partita ricca di emozioni, con un finale di gara da non mostrare ai deboli di cuore. Pronti via e la Juventus pare padrona del campo, ma la Salernitana si mostra concreta e passa in vantaggio al 18′ con Candreva, puntuale a deviare sottoporta un tiro-cross di Mazzocchi. Il gol subito disorienta i bianconeri, oggi in maglia rosa, che accusano il colpo e lasciano il campo agli ospiti che nel recupero del primo tempo passano ancora con un rigore trasformato da Piatek. Dagli spogliatoi la formazione di Allegri esce determinata a rimontare e già al 51′ Bremer, svettando di testa su cross di Kostic, riapre il match. Nei restanti minuti la gara scorre tesa e combattuta con i padroni di casa in forcing, ma è nel finale che si vede di tutto. Pareggia al 93′ Bonucci, ribattendo in gol il rigore che si era fatto parare da Sepe. Passano pochi secondi e su calcio d’angolo Milik devia in porta di testa il pallone del 3 – 2. Lo stesso centravanti polacco, togliendosi la maglia, riceve il secondo giallo che gli fa terminare anzitempo l’incontro. Con la Salernitana pronta a battere a centrocampo interviene il Var e il gol viene annullato, scatenando proteste e polemiche. Ne fa le spese Cuadrado, espulso come Allegri. 

Alla fine tutti scontenti, Nicola che al 92′ assaporava i tre punti, Allegri che aveva appena visto i suoi rimontare in modo incredibile, ma per entrambi arriva un punto solo. In classifica i bianconeri salgono a 10 raggiungendo il Torino, i granata si portano a 7.

Clicca QUI per le statistiche della partita.

(Foto LaPresse)

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LA LAZIO VINCE 2 – 0 CONTRO L’HELLAS VERONA

La Lazio si riscatta subito davanti ai propri tifosi e conquista tre punti importanti che la portano a 11 in classifica. I biancocelesti faticano nel primo tempo contro l’Hellas Verona, poi nella ripresa, complice l’ingresso di Luis Alberto, alzano il livello di fantasia in campo e trovano le giocate per aprire la difesa gialloblù.

Gara equilibrata nella prima frazione, con la Lazio a manovrare a lungo (63% di possesso palla nella prima frazione) e l’Hellas a pungere nei contropiedi veloci sfruttando le ripartenze di Lasagna. Un legno per tempo nei primi quarantacinque: i biancocelesti colpiscono il palo con un tiro da fuori di Basic deviato da Montipò al 27′, poco prima dell’intervallo, nell’altra area, Henry colpisce in acrobazia su angolo e manda il pallone a scheggiare la traversa. Nel secondo tempo arrivano le reti. Al 68′ Ciro Immobile arriva puntuale sul secondo palo per deviare di testa sotto la traversa il traversone di Milinkovic-Savic, al 95′ Luis Alberto dal limite semina il panico nella difesa avversaria prima di infilare il rasoterra impossibile da prendere per Montipò.

Clicca QUI per il match report e il tabellino dell’incontro.

(Foto LaPresse)

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