CALCIO IS BACK: L’EVENTO INAUGURALE AL METROPOLITAN MUSEUM OF ART DI NEW YORK

Si è svolto ieri sera, nella prestigiosa cornice del Metropolitan Museum of Art di New York, l’evento inaugurale “CALCIO IS BACK”, che segna ufficialmente lo sbarco della Lega Serie A negli Stati Uniti d’America.

Numerose le personalità del mondo istituzionale, imprenditoriale, culturale, sportivo e dello spettacolo che hanno preso parte al Galà della Serie A, al quale hanno partecipato anche tutti i Club del massimo Campionato e fuoriclasse come Alessandro Del Piero, Alessandro Nesta, Andrea Pirlo e Christian Vieri, Ambassadors di Lega Serie A, oltre ad acclamati campioni del basket NBA e del football NFL.

“Il nostro progetto prende il via oltre due anni fa, ci crediamo molto, è un arrivo in ritardo di 20 anni su quello che avrebbe dovuto essere”, ha spiegato Luigi De Siervo, Amministratore Delegato della Lega Serie A, durante la conferenza stampa di presentazione. “Chi ci ha preceduto si era concentrato solo sull’Italia e su altre priorità. Ora abbiamo strumenti nuovi. La Lega Serie A non è più quella di un tempo, sta internazionalizzando le sue competenze, siamo sempre più una Media Company, facciamo a tutti gli effetti intrattenimento, non giochiamo solo a calcio”.

L’intrattenimento quest’anno non è certo mancato, ha evidenziato Bobo Vieri, uno degli Ambassador della Lega Serie A: “Calcio is back è uno slogan perfetto. Quest’anno il campionato è stato meraviglioso, emozionante, il più bello degli ultimi 11-12 anni. Fino a un mese fa c’erano tre squadre in lizza per lo Scudetto, e anche nella zona salvezza si è lottato fino all’ultimo minuto”.

Con l’apertura dell’ufficio a New York, la Lega Serie A punta a “far crescere progressivamente il prodotto Serie A, a recuperare il tempo perduto e a intercettare chi negli Stati Uniti guarda al calcio”, ha spiegato De Siervo. Rispetto alle altre Leghe “il numero dei fan all’estero non è molto diverso, ma c’è una differenza enorme di fatturato, perché loro prima di noi hanno lavorato sul concetto di ‘community’. Per questo c’è un margine di miglioramento significativo”. De Siervo si è detto “entusiasta” del rapporto con Cbs, il main broadcaster della Lega Serie A negli Stati Uniti. “Stiamo lavorando per metterli in condizione di accrescere l’audience”.

“Cercheremo anche di sfruttare il nostro modo di far relazioni, per fare in modo che la Serie A diventi un elemento di socializzazione. L’obbiettivo è entrare in empatia con chi gioca a calcio o guarda il calcio”, ha concluso De Siervo, anticipando che “verranno aperti altri due hub come quello di New York, l’obiettivo è avere una serie di presidi diretti in tutto il mondo, da qui a un anno e mezzo. La Serie A è l’oggetto del desiderio di una serie di investitori importanti. Il valore del nostro calcio tornerà a galoppare”.

(Foto LaPresse)

Read More

MOURINHO: “DOBBIAMO FARE TUTTO IL POSSIBILE PER SCRIVERE LA STORIA”

Queste sono le parole di mister Mourinho alla vigilia della Finale di Conference League contro il Feyenoord.

È stato un lungo viaggio. Arriva qua con quale consapevolezza?

“Siamo arrivati alla fine del percorso, al termine di questa stagione, con due finali da giocare nello spazio di quattro giorni. La prima ci dava quello che noi meritavamo e quello che noi dal primo giorno avevamo come target, ossia giocare in Europa League la prossima stagione, migliorando la nostra classifica. Siamo riusciti a vincerla.

Per me, era una finale dove non si poteva scrivere la storia ma semplicemente finire il lavoro di una stagione e raggiungere un obiettivo nostro. Ma per la Roma, finire con una qualificazione in Europa League è una cosa normale.

Questa finale invece è Storia. È Storia che abbiamo già scritto, per essere arrivati qui, in finale dopo tanti anni. Ma ovviamente, quando arrivi in finale, devi fare tutto il possibile per scrivere la vera Storia. E quindi vincerla”.

È riuscito a recintare l’euforia della squadra? Come sta la squadra psicologicamente e quali sono le condizioni di Mkhitaryan?

“Lo abbiamo fatto prima della partita di Torino. Era una gara difficile, era importante il focus lì. Era importante sapere che giocare una finale ha già un livello alto di tensione, tale che non c’era bisogno di avere una doppia tensione: arrivare qui sapendo di doverti giocare la Coppa e la qualificazione per l’Europa League. Non avevamo bisogno di questa tensione extra.

Lo abbiamo tolto, ci siamo qualificati, l’obiettivo è stato raggiunto, e questo è stato il miglior modo di pensare solo a questa finale.

Io e il mio staff da venerdì sera siamo insieme a Trigoria. Non siamo mai usciti, non siamo andati a casa. Siamo rimasti lì. Ovviamente, non potevo chiederlo ai giocatori. Ma penso che loro stiano molto bene. Vedo la squadra concentrata, con la tensione giusta e anche con la gioia, perché occorre avere gioia per giocare una partita così.

Stiamo bene. Mkhitaryan si è allenato oggi per la prima volta con la squadra. È stata una sessione molto piccola, senza alcun tipo significato ai fini del lavoro per la finale, perché era aperta a voi (ai media, ndr). Non dico che fosse ‘fake’ per lui, ma molto molto basica. Però per lui è stata importante per la sensazione del ‘sì’ o del ‘no’.

Io mi fido molto della sua esperienza, ne ha tanta, conosce molto bene il suo corpo e sa interpretare bene le sue sensazioni. Alla fine dell’allenamento, mi ha detto di sentirsi bene e a disposizione per giocare”.

Ho visto che c’è una grande attenzione per questa partita, per la Roma e per la sua persona. La sua esperienza, il suo carisma, la sua leadership, può fare la differenza?

“Penso di no. Prima di tutto, penso che la gente sbagli un po’ nell’analisi. Credo che l’unico motivo per cui esiste questo feeling pro Roma è perché abbiamo un giocatore albanese. Mi sembra la cosa più logica e più normale.

Se la Roma vince, un albanese alza la coppa. E questo ha un significato. Ho giocato una Supercoppa Europea Manchester United-Real Madrid in Macedonia del Nord ed è stato bellissimo: un Paese e una città in festa, con l’opportunità unica di vedere una Supercoppa Europea. Qui a Tirana è lo stesso. Siamo arrivati qui ed è facile capire come sia un momento importante per loro, un momento che meritano come Paese per la crescita.

Lo stadio è molto bello, anche se è un peccato perché la capacità non è quella che farebbe la gioia di molti tifosi. Sono comunque contento di giocare qua.

Se il mio carisma potrebbe fare la differenza? Penso di no. Le finali sono le ultime partite della stagione. Qualche volta si gioca una finale di coppa nazionale, ma le finali delle competizioni europee sono sempre l’ultima partita di una stagione. E quando arrivi all’ultima partita, il lavoro è fatto. Soprattutto per noi che abbiamo giocato venerdì, non c’è stato niente da fare in questi ultimi due, tre giorni. La leadership non è una cosa che si può mettere sul tavolo o che produrre un effetto per due o per tre giorni. Fa tutto parte di un processo.

Domani è il giorno dei giocatori e noi allenatori siamo fuori. Cerchiamo ovviamente di aiutare, di leggere la partita, di aiutare la squadra. Ma il lavoro è fatto. E domani è solo l’ultima partita, che fortunatamente è una finale. Dico fortunatamente, perché quando arrivi in finale devi essere solo felice di esserci arrivato e di giocarla con l’atteggiamento giusto”.

Questa sua serietà è determinata solo dal fatto che è una finale?

“È una finale. Fino a domani, non c’è altro nella mia testa. È solo la finale. È solo il mio modo di essere. L’esperienza non aiuta. Io pensavo di sì, ma non è così. Il mio modo di sentire è uguale alla mia prima finale: non cambia venti anni dopo. Se mi vedi un po’ più serio, magari è concentrazione, magari è un mio modo per prepararmi alla partita. Penso solo a questo”.

Lei è anche un allenatore scaramantico?

“No, no, no. Non lo sono. Credo di essere una delle poche persone nel calcio a non esserlo. Qualche volta litigo con qualcuno che lo è”.

Quindi, a tal proposito, lei non ha nulla da dire sul fatto che ci saranno 50 mila tifosi davanti ai maxischermi. Perché nella storia questa cosa a Roma non è andata sempre bene.

“No, no. Il sostegno dei tifosi, la passione dei tifosi, può solo fare bene, non può fare male. Se la Roma qualche volta ha perso una finale con gente all’Olimpico davanti agli schermi, sicuramente non è colpa loro.

Non c’è una questione scaramanzia. Per darti un’idea: mi hanno chiesto con che maglia giochiamo domani, con quella di questa stagione o con quella della prossima. Io ho risposto che non voglio saperlo. È uguale. Non sono affatto scaramantico”.

Come sta la sua caviglia, colpita da Kumbulla? E qual è il futuro di Marash? Se vince domani, può diventare l’unico tecnico che ha conquistato tutte le coppe europee.

“Se vinco”.

Se vince.

“Non sono scaramantico, ma è la verità. A me non piace parlare con i ‘se’. Vediamo. Quanto a Marash, mi ha fatto male. Veramente male. E scherzando ho detto che, tra tutti i giocatori che mi potevano colpire, lui avrebbe dovuto essere l’ultimo, perché è il più pesante.

Pensavo di andare alla partita con le infradito, perché il piede non entrava nella scarpa. Ma Marash è un bravo ragazzo, è un bravo giocatore. Ha imparato tanto in questa stagione e il prossimo anno sarà con noi al 100%, perché ha le potenzialità per diventare ancora più bravo”.

Come mai le squadre olandesi non vincono mai le finali?

“Non è vero. L’Ajax ha vinto delle finali, il PSV ha vinto la Champions. Il Feyenoord ha vinto la Coppa UEFA, col mio amico Pierre Van Hoijdonk. Voi avete una straordinaria storia”.

Qual è la sua prima impressione del Paese? Le persone mi hanno detto di chiederle come uno Special One può vincere un match speciale?

“Questa storia dello Special One è vecchia. È una storia quando sei agli inizi. E quando sei più maturo, hai maggiore stabilità, pensi molto di più alle persone e meno a te stesso. Quindi, per me questa cosa dello Special One è davvero una vecchia storia. Domani posso fare quello che ogni allenatore può fare, ossia cercare di aiutare. Non credo alle pozioni magiche, non credo nei momenti magici. Quando arrivi a una finale dopo quasi un anno, il lavoro è fatto. Questo è il momento della squadra, è la squadra che gioca domani. Del team, mio, dello staff: è il nostro momento, non lo è di un singolo individuo.

Non dobbiamo fare niente di speciale, dobbiamo essere solo noi stessi, come una squadra, conoscendo le nostre qualità e i nostri limiti. E tu ovviamente sei una buona squadra se riesci a nascondere questi piccoli problemi che ogni squadra ha. E noi ne abbiamo alcuni.

L’Albania? Onestamente, è la prima volta che vengo. È uno dei pochi Paesi europei che non avevo visitato, perché il calcio mi ha portato ovunque ma non qui. Sono felice di essere venuto. Non ho visitato la città, sono veramente felice dell’aeroporto, perché per esempio, quando abbiamo giocato contro il Vitesse, siamo rimasti in aeroporto a Eindhoven per due ore. Non so perché, ma ci siamo sottoposti a tanti controlli, come se fossimo criminali e loro stessero cercando qualcosa.

Il campo è buono e lo stadio è molto bello. Penso che sia stato criticato perché non può contenere 50 o 60 mila persone. Ma la UEFA non deve essere criticata per avere portato il calcio ovunque, per avere portato il calcio in Paesi emergenti. Quindi, sono felice di essere venuto e di giocare questa finale albanese, se si può chiamare così”.

Zalewski ha avuto un brutto inizio di stagione, anche per la perdita del papà. E’ sorpreso da quello che ha fatto nella seconda parte? Quali sono le sue qualità che apprezza di più?

“Non sono d’accordo con lei quando dice che ha avuto una brutta prima parte di stagione. Quello è stato forse il momento più importante della sua carriera. La realtà è che un anno fa lui giocava in Primavera e in questo momento gioca nella prima squadra. Questi sei mesi sono stati importanti per la sua carriera.

Quanto alla sua posizione, per essere onesti, lui può giocare ovunque. Questo è un aspetto positivo o meno per i giocatori? La gente ha opinioni differenti. Il mio pensiero è che quando hai venti anni, e hai la possibilità di giocare, difensore centrale o centravanti non conta, devi solo andare e giocare. È un bravo a imparare, è un bravo ragazzo. Ha un grande futuro per noi, ha un grande futuro per la sua Nazionale”.

Comunque vada la finale, la stagione è positiva?

“Per me sì. Per me, è una stagione positiva”.

Volevo sapere se ha ancora dei dubbi di formazione? Spinazzola ha delle concrete chance o il suo impiego era un premio?

“No, non è un premio, è un giocatore disponibile per domani. Dieci mesi fuori sono tanti. Però, ha lavorato tanto per tornare. Gli mancavano dei minuti, gli mancavano delle sensazioni, gli mancava avere quello che ha avuto col Torino, ossia 75 minuti in campo che è diverso dal tornare in campo per sei, sette minuti a Firenze. Quelle sensazioni di Torino sono state positive e domani è un’opzione per noi”.

(Foto LaPresse)

Read More

JUVENTUS PRIMAVERA: I COMMENTI DOPO IL SUCCESSO CONTRO L’ATALANTA

«Siamo molto contenti. Conoscevamo il coefficiente di difficoltà di questa sfida, sono contento per i ragazzi – le parole di Mister Bonatti -. La partita è stata un po’ contratta, il che è normale considerando la posta in palio. Siamo stati bravi a crederci fino alla fine, siamo stati premiati per lo sforzo fatto quando, dopo il pareggio, non abbiamo smesso di provarci. Cerri? C’era poco da spiegargli, poi lì c’era ancora meno da dire perché dovevamo provare il tutto per tutto: è stato molto bravo, ha segnato un gol che ha messo in mostra tutte le sue doti. Ora testa alla Roma, i numeri dicono che è stata la squadra più forte del campionato, li abbiamo già affrontati tre volte senza mai vincere e speriamo ci sia una prima volta»

«Siamo stati molto bravi – sintetizza in pochissime parole il man of the match, Leonardo Cerri -. Chi è entrato dalla panchina è sceso in campo con il piglio giusto e questo è stato molto importante. Siamo contenti, da adesso potremo cominciare a pensare alla Roma»

«Cerri è entrato e ha fatto il suo dovere, facendoci passare il turno – così Ervin Omic -. Siamo molto contenti. La Roma è l’avversario più forte, adesso recuperiamo bene per essere pronti e andremo in semifinale per vincerla. Il Mister? In queste partite ci carica tantissimo, ci dà tanta fiducia: lo ringraziamo tantissimo».

(Foto LaPresse)

www.juventus.com

Read More

FASE FINALE PRIMAVERA 1 TIMVISION – LA JUVENTUS VINCE 2-1 E APPRODA IN SEMIFINALE

Allo stadio “Ricci” di Sassuolo si sfidano l’Atalanta e la Juventus per la prima gara del 1° turno della Fase Finale del Campionato Pirmavera 1 TIMVISION.

I primi 10 minuti di gara sono equilibrati con le due squadre che si studiano e cercano di mantenere il possesso del pallone. Al 12′ la prima conclusione è dell’atalantino Sidibe, ma il tiro termina debolmente a lato. Minuto 18 e la Juventus cerca di impensierire Sassi, ma il colpo di testa di Mulazzi è debole. Al minuto 28 la prima grande occasione della gara è dell’Atalanta con Cisse che vince il duello con Nzouango e prova a piazzare il pallone con il destro, la sfera si stampa sul palo interno, attraversa tutta la linea di porta e termina fuori dallo specchio. Ancora Cisse pericoloso al 38′, ma il suo colpo di testa su azione d’angolo finisce alto. La Juventus risponde un minuto dopo con il tiro da fuori area di Turicchia dopo una bella azione manovrata, palla a lato. Al 42′ altra grande occasione per Cisse, questa volta il numero 9 nerazzurro è impreciso e calcia alto da ottima posizione. Nel primo minuto di recupero è la Juventus a passare in vantaggio: Mbangula recupera palla su Berto e innesca Chibozo per il contropiede bianconero, il numero 17 arriva davanti al portiere e appoggia il pallone in mezzo dove lo stesso Mbangula firma lo 0-1.

Nella ripresa la prima buona occasione è della Juventus, con la conclusione al 7′ di Iling, palla fuori alla destra di Sassi. Al 12′ Atalanta pericolosa con il tiro da fuori area di Renault respinto da Senko. Al 16′ arriva il pareggio nerazzurro: pallone messo in mezzo dalla fascia sinistra, il primo ad arrivarci è Cisse che con il sinistro trova la traiettoria giusta che batte Senko. Al 28′ ancora Cisse entra nell’area di rigore della Juventus, prova a servire in mezzo Pagani, allontana la difesa della Juventus. Al 31′ la Juventus risponde con il cross di sinistro di Mulazzi che per poco non trova sul secondo palo Chibozo. L’occasione per la Juventus per tornare nuovamente in vantaggio capita al minuto 38 sui piedi di Turco che però non trova la deviazione vincente. A un minuto dal novantesimo Muharemovic si libera sul secondo palo sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma non inquadra lo specchio della porta da posizione ravvicinata. La Juventus trova ancora la rete nel primo minuto di recupero, questa volta è Cerri, servito in profondità, a difendere il pallone e battere Sassi per il gol dell’1-2. L’Atalanta risponde e Muhameti di testa costringe Senko a distendersi sulla sua sinistra per deviare il pallone. La Juventus resiste e vince 2-1 conquistando il passaggio in semifinale dove affronterà la Roma.

(Foto LaPresse)

Read More

GLI INTEGRATION HEROES DI SAMUEL ETO’O ILLUMINANO SAN SIRO E LANCIANO IL LORO MESSAGGIO DI SOLIDARIETÀ

Il dream team guidato dal fuoriclasse camerunense diverte la Scala del Calcio e mette a segno un gol importante contro ogni forma di discriminazione. Il successo della serata di San Siro è solo il primo passo verso la lunga ricerca di un futuro scevro da disuguaglianze e con più opportunità per le nuove generazioni.

Gli Integration Heroes convocati da Samuel Eto’o portano a termine la missione e, nella serata di San Siro, divertono il numeroso pubblico presente sugli spalti, lanciando il loro messaggio di solidarietà. Grazie ad un parterre de roi che vanta giocatori del calibro di Francesco Totti, Javier Zanetti, Filippo Inzaghi, Andrea Pirlo, Clarence Seedorf, Andriy Shevchenko, Sara Gama, Valentina Bergamaschi, Júlio César, Maicon, Barbara Bonansea e Paulo Dybala, il terreno del “Giuseppe Meazza” è stato teatro di una partita frizzante e piena di momenti sportivamente importanti. 

Non solo campo, però, perché anche la musica è stata protagonista assoluta della serata. Ad aprire le danze è stata la madrina della Serata Federica Nargi, che ha lanciato in apertura Sergio Sylvestre il quale, accompagnato dal coro Gospel, ha subito scaldato i cuori dei presenti con la sua voce. Durante l’intervallo, il microfono è passato a Ghali: il rapper, nominato per l’occasione “voce dell’integrazione”, si è esibito in un mash-up dei suoi brani più famosi e ha aggiunto un’altra tappa nel suo lungo viaggio di sensibilizzazione contro le discriminazioni e le oppressioni. A chiudere il trittico di artisti, troviamo Jimmy Sax, che con il suo inconfondibile sound ha incantato il pubblico milanese. 

Tra i tanti campioni del mondo del calcio, hanno fatto capolino due esponenti d’eccellenza del mondo del cinema e della televisione: Alessandro Borghi e Alessandro Cattelan hanno fatto a sorpresa il loro ingresso a squadre già in campo, diventando a loro volta protagonisti della serata.

Ad onor di cronaca il match tra Inclusion Icons e United Icons è terminato 4-2, ma la vera sfida è stata vinta fuori dal rettangolo verde. Il ricavato del match è stato devoluto in beneifcenza alla Samuel Eto’o Foundation (http://hosteum.com/etoo/a_index.html), dell’ambassador Samuel Eto’o, e a Slums Dunk (https://www.slumsdunk.org/it/progetto/), dei cestisti Bruno Cerella e Tommaso Marino. 

L’evento è stato organizzato da Stars On Field per Samuel Eto’o, con il supporto di Lega Serie A. L’agenzia di comunicazione ha creato e curato in passato anche l’evento la “Notte del Maestro”, una serata a San Siro con grandi campioni riunitisi per omaggiare Andrea Pirlo. La comunicazione è invece stata seguita dall’agenzia di comunicazione Mate.

La speranza, al termine dell’incontro, è che l’Integration Heroes Match sia stato un primo passo nella ricerca di un mondo più equo e privo di discriminazioni. Un mondo che le nuove generazioni possano crescere con il sostegno di una società che condanni ogni oppressione e promuova inclusività e integrazione. Vedendo la risposta del pubblico e il coinvolgimento dei campioni in campo, la strada intrapresa è quella giusta. 

Samuel Eto’o, ambassador Integration Heroes: “Sono commosso dalla risposta che abbiamo ottenuto questa sera. Non soltanto dagli amici che ho invitato, e che non ringrazierò mai abbastanza per aver accettato di supportarmi in questo progetto, a cui tengo tantissimo. Ad aver toccato il mio cuore è stata la partecipazione della gente di Milano e di questo meraviglioso paese, che mi ha accolto da giocatore e che continua ad essere un punto di riferimento della mia vita ancora oggi. La strada è ancora lunga e servirà molto più di una partita di calcio per cambiare le cose. Ma il calcio per me può essere un vero strumento di sensibilizzazione per i ragazzi più giovani, un veicolo educativo fondamentale che può aiutarci a crescere le nuove generazioni in un mondo migliore”.

“Siamo contenti di aver dato il nostro contributo alla riuscita di questo evento – ha affermato Lorenzo Casini, Presidente della Lega Serie A -. I valori dell’integrazione hanno trovato ieri sera posto sia sul campo che sugli spalti, come sempre dovrebbe essere. Ancora una volta il calcio ha dato un contributo concreto a una giusta causa, ringrazio Eto’o e tutti gli altri protagonisti che hanno partecipato al match e le numerose famiglie accorse allo stadio. Quello di ieri è stato un primo passo, ne servono altri, noi come Lega Serie A saremo sempre al fianco di iniziative di questo genere perché lo sport può fare molto per l’inclusione e la crescita culturale delle nuove generazioni, il nostro pubblico del domani”.

Simone Marcucci, Media, PR & Influencer Marketing Manager – Philips Personal Health Italia, Israele e Grecia: «Uguaglianza e inclusione sono aspetti fondamentali per la nostra società, è necessario comunicare ed educare all’integrazione, all’accettazione e al rispetto reciproco. Per questo abbiamo aderito a Integration Heroes Match, con cui Philips OneBlade condivide gli stessi valori. Non ci può essere tutela della diversità senza un impegno vero. Abbiamo quindi deciso di esserci, di essere parte attiva e sposare questo progetto. Contro la discriminazione in ogni forma».

«E’ un piacere accompagnare un’iniziativa del genere. Lo sport per noi di McFIT rappresenta un grande driver di valori come il rispetto della diversità e l’integrazione ed è stato naturale accettare l’invito ad essere parte di questo evento», afferma Luca Torresan, Direttore Marketing e Comunicazione di RSG Group Italia. «L’inclusività, in tutte le sue forme, è da sempre uno dei valori fondanti del nostro gruppo e negli anni abbiamo continuato a comunicare come tutte le nostre strutture Fitness in Italia siano aperte ad ogni tipo di diversità».

(Foto LaPresse)

Read More

SAMPDORIA PRIMAVERA, MISTER TUFANO: “ORA PROVIAMOCI”

Una nuova opera da completare. La Sampdoria ha chiuso al sesto posto la regular season del campionato Primavera 1 TIMVISION 2021/22, centrando per il secondo anno consecutivo la qualificazione alla Fase Finale che assegna lo Scudetto. Una stagione complicata ma ricca di soddisfazioni per i giovani blucerchiati di Felice Tufano. «È stata una qualificazione non scontata ma meritata – taglia corto il mister alla vigilia del quarto con il Cagliari, in programma al “Ricci” di Sassuolo -. Ho la fortuna di allenare un gruppo che ogni giorno ha lavorato per migliorarsi e ora andremo a giocarci i playoff con grande orgoglio».

Appartenenza. «Allestire una rosa di ragazzi italiani non è stata una scelta strategica – prosegue Tufano -. Abbiamo fatto di necessità virtù e questo aspetto ha contribuito ad aumentare il senso di appartenenza, la sampdorianità della squadra. Ora sotto con il Cagliari: una squadra forte, con ottime individualità, che per temperamento ci somiglia molto. Sappiamo che troveremo di fronte un osso duro ma noi non saremo da meno e proveremo con tutte le nostre forze a proseguire il nostro percorso».

Read More

CAMPIONATO PRIMAVERA 1 TIMVISION – OGGI IL VIA ALLA FASE FINALE

Prende il via oggi la Fase Finale del Campionato Primavera 1 TIMVISION. La prima gara sarà Atalanta-Juventus, valida per il primo turno. Fischio d’inizio previsto allo stadio “Ricci” di Sassuolo oggi alle ore 18.00.

La seconda partita del primo turno vedrà invece il Cagliari affrontare la Sampdoria domani alle ore 17.00. Nelle gare del primo turno non sono previsti i supplementari: in caso di parità al termine dei 90 minuti accederà alle semifinali la formazione meglio classificata nella stagione regolare.

Le Semifinali vedranno la Roma, che ha concluso il campionato in testa alla classifica, affrontare il 27 maggio alle ore 18.00 allo stadio “Ricci” di Sassuolo la vincente di Atalanta-Juventus, mentre l’Inter, che si è qualificata seconda, sfiderà la vincente di Cagliari-Sampdoria, sempre a Sassuolo, il 28 maggio alle ore 17.00. In Semifinale in caso di parità al termine dei 90 minuti verranno disputati i tempi supplementari; in caso di ulteriore parità non ci saranno invece i calci di rigore, ma accederà alla Finale la formazione meglio classificata in campionato.

La Finale è prevista per il 31 maggio alle ore 20.30 al “Mapei Stadium – Città del Tricolore” di Reggio Emilia.

Read More