DE SIERVO: “MERITO SPORTIVO UNICO CRITERIO PER L’ACCESSO ALLE COMPETIZIONI UEFA. NON PIÙ DI 8 GARE AI GRUPPI DI UCL”

Si è svolta oggi a Istanbul, in Turchia, l’Assemblea Generale delle Leghe Europee, ospitata dall’Unione dei Club turca, alla presenza dei membri di 30 Leghe di calcio professionistiche e Associazioni di Club.

Nel corso della riunione, i rappresentanti delle Leghe Europee hanno ribadito la loro ferma posizione su due importanti questioni relative alla riforma delle competizioni UEFA per Club post 2024: il calendario e i criteri di accesso.

“Per quanto riguarda l’ultima riforma del calendario della UEFA Champions League (UCL), che potrebbe essere votata il prossimo 9-10 maggio, riteniamo necessario che le partite della fase a gironi siano al massimo 8. Un eventuale aumento, infatti, comporterebbe un incremento di altre 100 gare e di fatto raddoppierebbe la quantità di partite disputate in UCL (da 125 a 225), danneggiando ulteriormente le competizioni nazionali e la stragrande maggioranza delle squadre in Europa, a beneficio dei soli top Club – ha commentato l’Amministratore Delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, al termine dell’incontro.

I Club partecipanti all’UCL passeranno da 32 a 36, con i quattro posti aggiuntivi che dovranno essere “assegnati solo ed esclusivamente tramite la qualificazione diretta dai campionati nazionali – ha chiarito De Siervo -. I meriti sportivi devono essere l’unico criterio di accesso alle competizioni UEFA per Club. Siamo, infatti, contrari all’introduzione del cosiddetto sistema European Performance Spot Coefficient, che rappresenterebbe una seconda opportunità ingiustificata per alcune squadre che hanno mancato la qualificazione diretta attraverso la prestazione nel loro campionato nazionale”.

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TIM E LEGA SERIE A PER LA PACE, NELLE NUOVE SIGLE DEL CAMPIONATO UN MESSAGGIO PER L’UCRAINA E CONTRO LA GUERRA

Le prossime partite del Campionato di Serie A TIM 2021/2022 saranno accompagnate da una nuova sigla di apertura e di chiusura che veicola un messaggio di solidarietà e di pace alla nazione ucraina e a tutti i popoli colpiti dalle guerre.

TIM e Lega Serie A riuniscono i tifosi di tutte le squadre sotto un’unica bandiera: quella della pace.

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SPALLETTI: “DE LAURENTIIS CI HA STIMOLATO, VOGLIAMO L’OBIETTIVO CHAMPIONS”

“Vogliamo raggiungere l’obittivo Champions e dare tutto in queste ultima 4 partite”. Luciano Spalletti parla in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Sassuolo

“De Laurentiis è stato presente agli allenamenti e la sua presenza dà sempre stimoli. Le certezze le ha tracciate il Presidente questa settimana. Ha mostrato grande sensibilità, ha parlato con tutti e ripartiamo da questo gruppo compatto che vuole raggiungere l’obiettivo di inizio stagione ovvero la Champions”.

Quale futuro immagina per lei?

“Io mi sento benissimo in questa città e in questa posizione, ho un contratto di due anni e non vedo problemi. Ovviamente quando si parla di futuro si parla di futuro immediato e quindi riguarda il match di domani”.

“Non siamo contenti dell’ultimo risultato, abbiamo avuto una grande occasione, non è contento nessuno dei componenti né della squadra, né della Società.  Adesso però bisogna fare uno zoom avanti e cercare di raggiungere l’obiettivo Champions”.

“Credevo allo scudetto, penso che questa squadra sia stata competitiva ma ha perso troppi punti per strada anche non meritando. Abbiamo espresso un ottimo calcio per lunghi tratti. Accettiamo il risultato del campo però non oscuriamo il fatto che siamo  in lotta per la Champions dalla prima giornata e sempre al vertice davanti a squadre di livello alto”.

Fino agli ultimi 10 minuti di Empoli eravamo competitivi, certo che quel finale di gara fa male e deve darci la spinta per riscattarci. Domani sarà una partita scomoda e difficile contro un avversario di qualità”

Si aspetta la spinta dei tifosi domani?

“Io credo che il Maradona ci sarà sempre vicino, i napoletani sono innamorati del Napoli e quindi mi aspetto che manifestino l’affetto di sempre per la squadra”.

(Foto LaPresse)

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MISTER DIONISI PRESENTA LA SFIDA TRA NAPOLI E SASSUOLO

Queste le dichiarazioni di Mister Dionisi alla vigilia della sfida contro il Napoli:

“Abbiamo più di un rammarico sulla partita precedente, ma dobbiamo guardare avanti e confermarci nella prestazione. Abbiamo tante motivazioni, veniamo da una partita fatta molto bene, affrontiamo il Napoli che è un avversario forte. Le difficoltà ci sono, ma gli stimoli anche. Vogliamo ottenere risultati, ma sappiamo che sarà difficile. Il Napoli è una squadra forte che ci metterà in difficoltà, ma abbiamo armi per metterli in difficoltà. L’obiettivo è arrivare a 50 punti, vogliamo fare meglio di quello che abbiamo fatto nel girone d’andata. Siamo in costruzione, giochiamo con tanti giovani, quello che stiamo facendo non ero convinto che saremmo riuscire a farlo. Ora dobbiamo andare a prenderci qualcosa in più”.

(Foto LaPresse)

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MISTER MAZZARRI ALLA VIGILIA DI CAGLIARI-HELLAS VERONA

Il Cagliari torna in campo sabato alle 15 contro l’Hellas Verona e Walter Mazzarri presenta nel consueto incontro con i media la sfida agli scaligeri di Igor Tudor. “Ci sono ancora 12 punti a disposizione, dobbiamo guardare a noi stessi e non agli altri o al calendario. Contro il Sassuolo abbiamo fatto una grande prestazione, bisogna partire da quella per affrontare al meglio la partita di domani”.

GRUPPO FORTE
“Personalmente sono molto carico, sono convinto che anche la squadra abbia la mia stessa fame, un sentimento che dovremo essere bravi a trasmettere alla nostra gente affinché ci spingano. Nandez? Non può essere al top, ha pochi allenamenti nelle gambe e potrò sfruttarlo per una porzione di partita. Vedo una squadra per nulla fragile, spesso non sono arrivati i punti che avremmo meritato: guardiamo avanti, dobbiamo chiudere al meglio un’annata complicata. La squadra è viva, domani dovrà esserlo ancora di più”.

LA FORZA DELLE PRESTAZIONI
“Abbiamo sbagliato una gara importante come quella di La Spezia, mentre quella di Udine è stata molto particolare. A Genova non meritavamo certo la sconfitta, arrivata per un gol rocambolesco, perché la squadra aveva comunque costruito buone azioni e creato i presupposti per spuntarla. Se guardo al nostro cammino vedo partite condotte con personalità e perse per episodi, anche all’ultimo, e per questo c’è rammarico. Siamo cresciuti nel tempo, siamo diventati una realtà, gli altri ci hanno studiato e imparato a limitare, talvolta con atteggiamento più guardingo. Adesso tocca a noi andare a prenderci ciò che vogliamo e meritiamo”.

PERICOLO DIFFIDE
“Non faccio ragionamenti su questo aspetto. Quando abbiamo ottenuto i migliori risultati eravamo in situazioni di difficoltà a livello numerico per infortuni o squalifiche. Questo vuol dire che la rosa è valida in tutti i suoi effettivi e in ogni ruolo, a patto che i ragazzi stiano bene a livello mentale e atletico. Durante la stagione ci sono mancati elementi fondamentali: stanno tornando al top, purtroppo siamo alla fine del cammino. Dobbiamo valorizzare le nostre risorse, avere più scelte è sicuramente un fattore di aiuto”.

NIENTE ALIBI
“Non ne ho mai dati alla squadra, lì nella zona calda siamo in tanti a giocarcela e ogni partita può determinare in un senso o nell’altro. Dobbiamo mantenere alta la fiducia e l’attenzione. Siamo in debito con la sorte, gli episodi parlano chiaro, per questo il Cagliari oggi merita più di altri di mantenere la categoria. Adesso dobbiamo pensare al prossimo impegno, una gara alla volta, e centrare l’obiettivo”.

(Foto LaPresse)

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FOCUS: MILAN – FIORENTINA

* Dopo il successo per 4-3 della gara d’andata, la Fiorentina potrebbe vincere entrambe le gare stagionali di Serie A TIM contro il Milan per la prima volta dal 2000/01: 4-0 all’andata con Fatih Terim e 2-1 al ritorno sotto Roberto Mancini.

+ Il Milan ha segnato almeno due gol in tutte le ultime tre sfide di Serie A TIM contro la Fiorentina e non registra una striscia più lunga contro la Viola nella competizione da quella di sei tra il 1992 e il 1996.

* Milan e Fiorentina non pareggiano al Meazza in Serie A TIM dall’1-1 del 26 ottobre 2014, firmato da Nigel de Jong e Josip Ilicic – da allora quattro vittorie interne e due viola.

* Dall’inizio del 2022, il Milan ha subito otto reti in 15 incontri di Serie A TIM, risultando la seconda miglior difesa dell’anno solare nei maggiori cinque campionati europei, alle spalle del Liverpool (sei).

* Il Milan ha tenuto la porta inviolata nelle ultime tre gare interne di campionato e non arriva a quattro di fila nella competizione dal marzo 2019, quando alla guida del club c’era Gennaro Gattuso.

* La Fiorentina di Vincenzo Italiano ha sempre subito gol nelle ultime 13 trasferte di Serie A TIM: nell’era dei tre punti a vittoria solo due volte i viola sono arrivati a 14 gare fuori casa consecutive con almeno un gol al passivo con lo stesso allenatore in panchina: con Cesare Prandelli nel dicembre 2020 (15) e con Roberto Mancini nel dicembre 2001 (14).

* La Fiorentina ha perso nelle ultime due gare di campionato e non colleziona tre Ko di fila in Serie A TIM addirittura da dicembre 2019 (quattro in quel caso, con Vincenzo Montella in panchina).

* Zlatan Ibrahimovic ha nella Fiorentina sia la sua vittima preferita in Serie A TIM (11 reti, come alla Roma) che l’avversaria contro cui ha partecipato a più gol nel torneo (15, grazie anche a quattro assist): l’unica marcatura multipla dello svedese in questo campionato è arrivata all’andata contro la Viola (doppietta nel 4-3 toscano finale).

* Il giorno di questa partita, Zlatan Ibrahimovic avrà 40 anni e 210 giorni – con un gol diventerebbe il secondo più anziano marcatore nella storia della Serie A TIM, superando Silvio Piola nel 1954 (40 anni e 131 giorni) – davanti solo Alessandro Costacurta (41 anni e 25 giorni nel 2007).

* Riccardo Saponara, in gol nell’ultima trasferta contro la Salernitana, ha segnato quattro reti contro il Milan in Serie A TIM, sua ex squadra, tra cui una nel match d’andata al Franchi: quella rossonera è l’unica squadra contro cui il centrocampista della Fiorentina vanta più di due gol nel massimo campionato.

(Foto LaPresse)

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MOURINHO: “L’1-1 È UN RISULTATO ACCETTABILE, ALL’OLIMPICO SARÀ UNA FINALE”

Mister Mourinho ha commentato così il pareggio ottenuto dalla Roma sul campo del Leicester nell’andata delle semifinali di Conference League.

Zalewski è un progetto vinto?

“È importante per noi ed è anche bello. Perché è un ragazzino arrivato alla Roma a 9, 10 anni e ora è in Prima Squadra: al di là del fatto che sia importante, è bello”.

Soprattutto nella prima ora, la Roma ha tenuto il ritmo di una squadra di Premier senza soffrire.

“Dopo abbiamo perso troppo palla. In possibili situazioni di uscita per il contropiede, non abbiamo fatto troppo bene. La squadra è sempre stata organizzata. Quando l’energia era alta abbiamo pressato e abbiamo giocato come volevamo. Quando abbiamo perso palla e abbiamo abbassato l’intensità, la squadra si è abbassata, il blocco era più basso e la partita è stata difficile nel secondo tempo.

Però, sono sicuro che prima di questa partita tutti i romanisti avrebbero firmato con il sorriso perché si decidesse tutto all’Olimpico. Io non sorrido, perché capisco che anche con settantamila tifosi allo stadio e tanti altri fuori, sarà difficile”.

Li sente alle spalle? È la colonna sonora…

“Sono incredibili. Però adesso dobbiamo pensare anche al Bologna, perché è una squadra che gioca, che vince. E sarà molto difficile per noi domenica, al contrario del Leicester che gioca solo la Conference perché in Premier non hanno possibilità di qualificarsi in Europa, mentre noi abbiamo questa possibilità, abbiamo il quinto posto, abbiamo quattro partite e dipende solo da noi.

La partita di domenica sarà veramente difficile. Abbiamo bisogno di essere concentrati, abbiamo bisogno dei nostri tifosi e dimenticare per tre giorni la semifinale, mettendo come il focus il Bologna”.

Cosa ti aspetti nella partita di ritorno? Il Leicester sembra più pericoloso fuori casa? Come pensi di impostare la gara?

“Adesso devo pensare, devo analizzare e devo anche dimenticare. Mi devo concentrare sul Bologna, perché per noi finire quinti o sesti ovviamente è importante. Vogliamo avere la sicurezza di giocare l’Europa League e non possiamo aspettare di vincere la Conference o no. Abbiamo il quinto posto nelle nostre mani, abbiamo quattro partite: mi devo concentrare sul Bologna.

Ma in modo molto veloce, le rispondo che è vero: il Leicester è una squadra che gioca in profondità, che già dai tempi di Ranieri attaccava la profondità come pochi. Ora, con Brendan (Rodgers, ndr) e con un’altra qualità di giocatori, fa più costruzione di gioco, ma davanti ha gente brava in profondità.

È vero che fuori casa spesso si abbassano un po’ e dopo attaccano la profondità con Vardy, con Iheanacho, con Barnes e hanno una panchina che gli consente di fare tanti cambi. Dovremo giocare con più testa che emozioni. L’emozione verrà da fuori: abbiamo bisogno di questa emozione dai nostri tifosi, però noi in campo dobbiamo usare la testa. Perché ok, sarà la partita numero 14 di Conference, ma se la vinciamo siamo in finale. Dovremo giocare con molta testa. Ma adesso pensiamo al Bologna, perché è importante”.

Mi sembra che ci sia una grande crescita della personalità da parte della Roma.

“Sono d’accordo. Cinque mesi fa, questa partita l’avremmo persa sicuramente. Abbiamo avuto il coraggio di giocare come abbiamo giocato. Inizialmente, pressando alto e saltando con l’ala sui loro difensori, pressando due a due con Zaniolo e con Tammy. Abbiamo avuto questo coraggio.

Poi, come dicevo, quando non hai palla è impossibile resistere e i nostri difensori hanno smesso di attaccare, rimanendo più in blocco basso. E abbiamo preso un gol che potevamo non prendere: potevamo uscire da qua con un 1-0 che sarebbe stato meglio. Ma l’1-1 è un risultato accettabile. E ora c’è una finale da giocare: non a Tirana, ma a Roma”.

(Foto LaPresse)

www.asroma.com

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THIAGO MOTTA: “LAVOREREMO AL MASSIMO FINO ALLA FINE”

In vista della sfida casalinga contro la Lazio, il tecnico aquilotto Thiago Motta ha parlato come di consueto ai microfoni della stampa dalla sala “Rino Capellazzi” del centro sportivo di via Melara: 

“Ieri abbiamo visto un Torino che è riuscito a mettere in difficoltà una grande squadra come l’Atalanta, l’Inter perdere contro il Bologna. Tutte le squadre stanno lottando al massimo come è giusto che sia, sempre con rispetto, cercando di portare a casa il miglior risultato possibile. Dalla Lazio mi aspetto lo stesso, è una grande squadra che sta lottando per raggiungere l’Europa, ma anche noi scenderemo in campo dando il 200% per fare del nostro meglio e raggiungere il nostro obiettivo.

La partita dell’andata ormai fa parte del passato, niente scuse. Oggi la cosa più importante è affrontare giorno dopo giorno, dando il massimo sia in allenamento che in partita per scendere in campo e dare il meglio di noi stessi.

Credo che si possa sempre migliorare sotto ogni aspetto, il calcio è come la vita, ogni giorno abbiamo la possibilità di fare meglio del giorno precedente.

La Lazio è una squadra che sa molto bene cosa vuole in campo, sia per quanto riguarda la fase offensiva che quella difensiva. Affronteremo una squadra che ha giocatori di qualità che cercano sempre di costruire da dietro senza buttare mai palla. Quando riescono ad uscire dalla prima pressione sono capaci di mantenere il possesso e di attaccare velocemente, ma sono in grado anche di ripiegare e di stare dietro, come un gruppo, sempre con l’idea di recuperare palla e attaccare veloci come abbiamo visto contro il Cagliari. Sappiamo che squadra stiamo per affrontare, staremo molto attenti e scenderemo in campo con grinta ed energia.

Il ruolo del portiere? Potremmo stare qui a parlare per ore, ma tutto dipende dalla filosofia dell’allenatore e della squadra. Il calcio è libero, ognuno ha il suo modo di fare. Tutti cerchiamo di trasmettere ai ragazzi le nostre idee e il nostro modo di pensare per raggiungere il miglior risultato possibile, che è quello che conta alla fine.

Nel calcio niente è scontato. Quello che è sicuro e che possiamo controllare è il nostro lavoro, le nostre azioni, e noi continueremo a dare il massimo come abbiamo sempre fatto, lo faremo fino alla fine per il bene della squadra e per raggiungere il nostro obiettivo.

I complimenti di Allegri? Posso solo ringraziarlo, e considerando che è un uomo esperto e intelligente spero solo che abbia ragione.”

(Foto LaPresse)

www.acspezia.com

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