SPALLETTI: “INSEGUIAMO IL SOGNO DI UN INTERO POPOLO”

“E’ stata una vittoria di carattere”. Luciano Spalletti commenta così il successo azzurro a Bergamo.

“Abbiamo disputato una prestazione di rango. Siamo stati bravi a sbloccare la gara e a segnare anche il secondo gol. Ma siamo stati ancor più bravi a resistere e contenere la pressione nel ritorno dell’Atalanta”

“La squadra ha mostrato maturità, ha avuto l’atteggiamento giusto anche quando è stata messa sotto pressione. Siamo usciti da situazioni difficili e se siamo qua significa che crediamo al nostro lavoro e alle nostre potenzialità”

“Non ci tiriamo indietro e lotteremo fino alla fine per inseguire il sogno di un intero popolo. Siamo tutti compatti e uniti dallo stesso intento. I ragazzi hanno capito che si giocano la felicità che questa città meriterebbe…”

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MOURINHO: “PARTITA VERAMENTE DIFFICILE, MI È PIACIUTO L’ATTEGGIAMENTO”

La Roma piega anche la Sampdoria e si porta a meno 5 dal quarto posto. Così mister Mourinho ha commentato il sedicesimo successo dei giallorossi in Serie A TIM.

È la partita che dà ancora più stabilità alla Roma dopo il Derby?

“È una partita difficile, è difficile giocare qui. Le squadre di Giampaolo sono sempre molto organizzate: non è mai facile. Però è vero che la cultura a Roma è che, se vinci il Derby vai in paradiso, e se lo perdi è un disastro totale. Siamo riusciti a mantenere i piedi per terra, consapevoli dell’importanza dei punti. È stata una partita veramente difficile e abbiamo ottenuto la cosa più importante: i tre punti.

Quanto al gol, secondo me, con un altro allenatore ora parlerebbero tutti di calcio fantastico e di organizzazione da dietro. Ma per come sono io, è difficile ammetterlo.

Nel secondo tempo, mi è piaciuto l’atteggiamento. Non mi è piaciuta un po’ non dico la mancanza di ambizione – abbiamo gestito molto bene – ma se avessimo fatto il secondo gol la partita sarebbe finita”.

Ieri in conferenza hai nominato Peppino: chi è?

“Non è nessuno. Ho fatto dei nomi. Era per dire che a Roma è difficile, perché invece di parlare del ragazzino Zalewski che sta giocando e che è arrivato in questo Club a 9 anni, o di Bove che sta giocando ed è arrivato qui che di anni ne aveva 10, si parla sempre di quello che è negativo, di chi non gioca… è dura”.

Oggi, e non solo oggi, Cristante è quello che più rapidamente riesce a cambiare il gioco e voi riuscite a sfruttare questi cambi di gioco con gli esterni, che creano tantissimi pericoli.

“Ti faccio ridere un po’. Quel giocatore è quello che la stampa di Roma sostiene che io non lo voglio, che non mi piace e che l’anno prossimo sarà in vendita”.

Anche Mkhitaryan ha un rinnovo da discutere: da che parte spinge Mourinho?

“Sta facendo una grande stagione. Io voglio Miki qui e lui vuole restare. Tiago Pinto e la proprietà vogliono che resti. Mino Raiola (il procuratore, ndr) è uno innamorato dei suoi calciatori. Se quindi Miki vuole rimanere, certamente Mino lo farà restare”.

Perché avete abbassato i ritmi? Perché inconsciamente i giocatori hanno pensato alla partita in Europa?

“No, non penso. Però, la realtà è che noi sappiamo come gioca la Samp ed era importante fare dei cambi di gioco, perché il loro rombo a centrocampo era molto chiuso e quando arrivi sul lato contrario di solito puoi trovare sempre un giocatore libero. Questo lo abbiamo fatto molto bene con Miki e con Cristante.

Non penso che la gente stesse pensando a giovedì. La realtà è che loro hanno cambiato sistema, hanno dato più ampiezza al gioco ed era difficile per Tammy pressare. Penso che la partita sia finita quando abbiamo messo gambe fresche: Shomurodov è entrato bene, mentre Abraham era in uno stato fisico e anche mentale stanco. Shomurodov ha iniziato a dare profondità e a creare più difficoltà.

Per 30, 35 minuti nel secondo tempo abbiamo giocato per controllare e per vincere, però senza quel fuoco necessario per chiudere la partita. Molto, molto bene i difensori centrali: hanno giocato con grande sicurezza.

Un buon arbitro, Manganiello ha diretto con sicurezza, senza grandi problemi. Mi auguro che la Samp finisca bene il campionato e di tornare il prossimo anno in questo stadio bellissimo, con gente che respira calcio”.

Cosa ha pensato dopo avere pescato di nuovo il Bodo?

“Il primo pensiero è stato che quando arrivi ai quarti di finale – e io per fortuna ci sono arrivato tante volte – tutte le squadre pensano di arrivare in fondo e devi rispettare il tuo avversario.

E noi abbiamo una doppia ragione per farlo: perché è una squadra giunta ai quarti e perché il Bodo ha fatto qualcosa di storico, positivamente per loro e negativamente per noi. E a Roma, senza la scusa di un campo sintetico e di un freddo da morire, ha pareggiato e ci ha messo in difficoltà. Sarà una partita difficile, dovremo dare tutto”.

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INZAGHI: “TAPPA FONDAMENTALE MA LA STRADA È ANCORA LUNGA”

Nella serata più importante, l’Inter ritrova il successo e dopo quasi dieci anni torna a espugnare il campo della Juventus: a Torino è un gol su rigore di Calhanoglu a decidere il posticipo della 31^ giornata e a regalare i tre punti ai nerazzurri. 

“È una tappa fondamentale perché in questo momento stiamo rincorrendo e volevamo rimanere lì, con Milan e Napoli. Abbiamo perso dei punti, lo sappiamo e vogliamo provare a recuperarli nelle prossime partite” ha commentato Simone Inzaghi ai microfoni di DAZN. 

“Non è una questione di pressione perché siamo più avanti di quello che pensassi e all’Inter è normale ci sia sempre pressione. Non dimentico quello che si diceva in estate sul nostro percorso. Sono mancati i risultati nelle ultime partite ma abbiamo avuto anche fuori dei giocatori importanti, come è successo in altre squadre, per noi però si è parlato di moduli sbagliati e altro. La strada è ancora lunghissima, questa è solo una tappa che ci deve avvicinare a Napoli e Milan”. 

La fiducia nel lavoro dello staff non è mai mancata e il tecnico nerazzurro lo ribadisce in maniera chiara: “Ho un contratto di due anni e con la Società abbiamo già ipotizzato di allungarlo, ma ho chiesto io di parlarne solo alla fine della stagione. Siamo all’Inter e sette mesi sono stati offuscati da qualche pareggio. Sento grande fiducia da parte del Club e dei nostri tifosi, che anche ieri sono venuti ad Appiano ad incitarci prima della partenza per Torino. Ci siamo divertiti per sette mesi e sappiamo come va nel calcio, quindi bisogna concentrarsi solo sulle critiche costruttive”.

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L’INTER VINCE LO SCONTRO CON LA JUVENTUS

Il big match tra Juventus e Inter termina con la vittoria della formazione di Inzaghi per 1 – 0. Era da novembre 2012 che i nerazzurri non tornavano con i tre punti dalla trasferta contro i bianconeri.

La formazione di Allegri ha impresso un gran ritmo alla partita nella prima mezz’ora di gioco, frenata dalla traversa su una mischia davanti ad Handanovic, e poi poco incisiva nelle conclusioni di Dybala e Morata. L’Inter si fa vedere con un colpo di testa respinto dal portiere bianconero in tuffo. Allo scadere del primo tempo rigore assegnato per i nerazzurri dopo ricorso al Var. Calhanoglu si fa parare il primo tentativo da Szczesny, ma sulla ripetizione, causa ingresso in area in anticipo di De Ligt nella prima esecuzione, il centrocampista turco fa centro. Nella ripresa ancora padroni di casa in pressione (23 tiri a 5 il dato finale), Vlahovic si libera bene, ma calcia debolmente di destro, Zakaria al 73′ parte palla al piede e dal limite trovia la deviazione sul palo di Handanovic, ma il risultato non cambia più ed è anzi Correa ad avere l’ultima occasione per modificarlo. La Juventus interrompe così una striscia di 16 risultati utili consecutivi e deve abbandonare probabilmente ogni speranza di entrare nella lotta per il titolo, l’Inter, dopo un periodo di risultati altalenanti, trova una forte spinta morale per il rush finale.

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IL NAPOLI RAGGIUNGE IL MILAN IN VETTA

La formazione di Spalletti sale a 66 punti e mette pressione al Milan in vista della partita dei rossoneri di domani, a San Siro contro il Bologna. Gli azzurri, oggi in tenuta rossa da trasferta, hanno vinto 3 – 1 a Bergamo, infilando il terzo successo consecutivo in Serie A TIM. Continuano invece le difficoltà dell’Atalanta in casa, dove fa meno punti e subisce più gol (21 contro 13) che in trasferta. 

Gli ospiti passano in vantaggio al quarto d’ora con Insigne su rigore, concesso per fallo di Musso in uscita su Mertens. Dopo un paio di occasioni per pareggiare per i padroni di casa (conclusioni fuori di Freuler e Malinovskyi) arriva il raddoppio, grazie a un’imbeccata di Insigne che su punizione pesca Politano, bravo a insaccare al volo. Al 58′ i nerazzurri riaprono il match con un colpo di testa di De Roon, trovato libero a centro area da Miranchuk. Nel momento di massima pressione degli uomini di Gasperini Elmas chiude la partita su assist di Lozano. 

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ALLA FIORENTINA IL DERBY TOSCANO

Con un gol di Gonzalez al 58′ i viola superano l’Empoli in casa. Per l’attaccante si tratta del terzo gol in campionato, tutti realizzati al Franchi. 

Gara con ritmi alti, Terracciano fa venire i brividi ai propri tifosi con un intervento non perfetto, Torreira sfiora il vantaggio, e sul finire di tempo ci pensa il Var a togliere la gioia del gol a Di Francesco. Al 57′ cambia il match: Luperto va anzitempo negli spogliatoi, dalla punizione scaturita dal suo fallo parte il cross di Biraghi che Gonzalez finalizza in gol. Avanti di un uomo i ragazzi di Italiano gestiscono il risultato e salgono a 50 punti in classifica, stabilendo anche il primato di partite vinte tra le mura amiche (10, come l’Inter). 

La formazione di Andreazzoli deve invece rimandare ancora la vittoria. Non vince da 14 turni, bisogna risalire a marzo 1999 per trovare una serie più lunga senza successi in A dell’Empoli.

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IL TORINO PASSA ALL’ARECHI

Il Torino non vinceva in Serie A TIM dal 15 gennaio scorso e ritrova i tre punti grazie al rigore trasformato al secondo tentativo da Belotti all’Arechi al 18′. La prima esecuzione, infatti, neutralizzata dal portiere, è stata fatta ripetere dal Var perchè alcuni difensori della Salernitana erano entrati in area in anticipo. La rete su rigore cancella la casella “0” sui tiri liberi dei granata, finora unica formazione di A che non aveva segnato dal dischetto. La Salernitana resta invece senza gol per la quindicesima volta in stagione, solo il Norwich, con 17, è stato finora più volte all’asciutto nei cinque top campionati europei. La formazione di Nicola ha però creato parecchie occasioni questa sera, trovando ad opporsi un Berisha in grande forma, in particolare su Verdi nella prima frazione (palla deviata sul palo) e su Ederson nella seconda. Nella ripresa Torino vicino al raddoppio, prima con Singo (gol annullato per fuorigioco), poi ancora con Belotti (traversa su conclusione dalla distanza). Il Torino sale a 38 punti, la Salernitana resta all’ultimo posto, con 2 partite da recuperare. 

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LA LAZIO SI AFFACCIA AL QUINTO POSTO

La Lazio riscatta la sconfitta nel derby e supera il Sassuolo 2 – 1, portandosi temporaneamente al quinto posto, davanti ad Atalanta e Roma che viaggiano però con meno partite disputate dei biancocelesti. La formazione di Sarri ha preso subito il possesso della gara, trovando al 17′ il vantaggio con una discesa sulla destra di Lazzari. Poco prima dell’intervallo gli ospiti sfiorano il pari con il palo colpito da Frattesi (solo Candreva, con 4, ha colpito più legni tra i centrocampisti in A). Nella ripresa è sempre la Lazio a fare la partita, trovando il raddoppio con un inserimento di Milinkovic-Savic su punizione di Luis Alberto al 51′. Lo stesso Luis Alberto prende poi la parte superiore della traversa direttamente da calcio d’angolo. Nel finale il Sassuolo accorcia le distanze (94′) con Traore, al quinto centro stagionale, quando però non c’è più tempo per provare la rimonta. 

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SCATTO SALVEZZA DELLO SPEZIA

La formazione di Thiago Motta supera il Venezia 1 – 0 e sale a 32 punti, avvicinandosi alla quota salvezza. Si complica invece la situazione per la squadra di Zanetti, oggi in tribuna per squalifica, che incappa nella quinta sconfitta consecutiva e resta ferma al penultimo posto a quota 22.

Gara equilibrata e tesa come da previsione della vigilia, con i punti in palio che pesano in vista del rush finale. Le speranze degli ospiti, senza gol da 3 partite, si fermano sulla traversa colpita su punizione da Aramu nel primo tempo. I padroni di casa esultano per il tap in vincente di Gyasi in pieno recupero (94′), il gol più tardivo per lo Spezia al Picco in Serie A TIM.

La seconda vittoria interna consecutiva senza subire gol per lo Spezia rende felice Motta, che nel commento post gara fa intuire come sia vicino l’obiettivo finale: “L’esultanza finale fotografa la compattezza tra squadra e pubblico, siamo stati premiati per i nostri sforzi per una vittoria davvero importantissima. Abbiamo vinto due scontri diretti, ora ci godiamo per un giorno questi successi e poi penseremo al futuro“. 

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