FINISCE IN PAREGGIO IL DERBY DI TORINO

Juventus e Torino tornano a casa con un punto a testa dopo un derby combattuto ad armi pari, come certificato anche dai principali indicatori statistici del match (2 parate a testa per i portieri – 3 tiri in porta per parte, 11 quelli in totale per la juventus e 10 per il torino – vicini anche nei corner, 9 per i granata e 7 i bianconeri e nel possesso palla col 54% alla squadra di Juric).

La Juventus scende in campo con Alex Sandro difensore centrale stante le molte assenze nel reparto, poi col solito tridente offensivo, mentre il Torino ritrova il suo centravanti e capitano al centro dell’attacco. La squadra di Allegri parte forte e al 13′ sblocca il risultato con un colpo di testa di De Ligt su angolo di Cuadrado. Il Torino è la prima formazione contro cui il difensore segna in due incontri diversi in Italia. Lo stesso De Ligt chiude bene poco dopo su Brekalo in area di rigore. La squadra di Juric risponde con un grande prressing alle trame bianconere, con Allegri che a inizio ripresa perde Dybala per infortunio. Il pareggio arriva al 62′, quando Belotti in area devia un traversone di Brekalo. Gli allenatori provano nel finale diversi cambi (entrano Kean e Arthur da una parte, Pjaca e Sanabria dall’altra), ma il risultato non cambia più.

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MOURINHO: “STADIO DI NUOVO ESAURITO, LA SQUADRA GIOCHI CON I TIFOSI NEL CUORE”

Alla vigilia di Roma-Verona, in calendario sabato alle 18, mister Mourinho ha incontrato la stampa a Trigoria.

Queste sono state le parole dell’allenatore giallorosso.

Partiamo dall’emergenza: ci sono diversi giocatori fuori.

“Sono nove”.

Tra loro c’è Zaniolo?

“No, non c’è”.

In che condizioni è?

“Voi ne sapete più di me. L’allenamento è alle 17 e la partita è domani alle 18. C’è tempo per aspettare. Vediamo domani mattina”.

Anche i nostri ragazzi guardano più volentieri il calcio straniero …

“A Roma non è così, perché domani lo stadio è esaurito di nuovo”.

In questa settimana ha provato nostalgia per la Champions League?

“Ho fatto sicuramente più di 150 partite in Champions, sono un privilegiato. Non posso piangere perché adesso gioco in Conference League. No, non provo nostalgia. E non ho visto tante grandi partite di Champions”.

Psg e Real sono due grandi squadre…

“La partita non mi è piaciuta. Inter-Liverpool sì”.

Lei è anche un grande comunicatore: come si rapporta con una proprietà sempre silente? Non crede che per placare le polemiche possa essere utile un intervento mediatico dei Friedkin?

“Non so se sono un grande comunicatore. So che sono sufficientemente intelligente a e sempre rispettoso verso le proprietà. Ma quando un allenatore può fare una considerazione sulla proprietà? Chi sono io per dire qualcosa sulla mia proprietà? La mia proprietà è la mia proprietà, sono i miei superiori. Cosa devo commentare?

Per la famiglia Friedkin porto solo rispetto, personale e professionale. Quello personale mi porta a un rapporto con loro e nel privato possiamo scambiarci idee ed esperienze. Ovviamente, nel mondo imprenditoriale io non sono nessuno rispetto a loro. Mentre io nel mondo del calcio ho esperienza sufficiente e loro hanno umiltà sufficiente per parlare con me in modo molto aperto. Ma dal punto di vista istituzionale, chi sono io per esprimere pubblicamente delle opinioni? Lei la domanda me la può fare, ma quale allenatore le risponderebbe? Io no”.

All’andata con il Verona è arrivata la prima sconfitta stagione. Pensa che sia cambiato qualcosa rispetto a quella partita, che ci siano stati progressi dal punto di vista mentale?

“È cambiato il tempo: lì fece freddo e piovve e non penso che domani a Roma sarà freddissimo o pioverà durante tutta la partita. Scherzi a parte, io non la penso così. Il Verona è una squadra di grande qualità e sarà dura come è stata all’andata anche per loro, perché non è stato facile vincere il match per loro. Domani sarà dura per entrambe. Tudor è un bravo giovane allenatore che si identifica molto con quello stile di gioco che hanno loro e una squadra che si identifica nell’idea del suo tecnico. La scelta di puntare su Tudor è stata molto intelligente, perché la squadra era stata allenata da tecnici che avevano idee molto simili. È una squadra di qualità, con esperienza, in una posizione di classifica tranquilla. Sarà sicuramente una partita dura.

Però, spero che lo sarà anche per loro. Perché sì, noi abbiamo nove giocatori assenti, ma in una stagione senza risultati straordinari, che facciano impazzire i tifosi, è incredibile che la gente una volta in più sia lì. E i giocatori in campo devono sentire per forza questa passione e devono giocare con questa gente in testa, per non dire nel loro cuore.

Nove sono tanti, ogni squadra sarebbe in difficoltà e non sarà diverso per noi. In panchina non avrò nemmeno tutti i giocatori. Mi dispiace ma dovrò ‘distruggere’ metà della Primavera che domani gioca con il Milan e metà della squadra sarà ‘distrutta’, perché i suoi giocatori dovranno stare con noi. Però siamo lì. E speriamo che con l’appoggio di sempre della nostra gente potremo fare la gara e prendere punti”.

Lei e la Società potete sfruttare queste ultime partite della stagione per valutare la squadra in vista dell’anno prossimo e decidere chi è all’altezza della Roma? E poi: da due mesi a questa parte, Veretout sembra svanito.

“La valutazione si fa ogni giorno. Anche in allenamento. Meglio che rispondo anche alla seconda domanda, perché la prima risposta è piccolina. Non ci sono tanti giocatori che hanno una stagione uniforme, e uniforme a un livello molto alto. Sono pochi.

Per essere onesto con lei, se devo scegliere un giocatore dei nostri con una stagione più uniforme a un livello alto, direi Mkhitaryan. Perché è uno che aiuta a risolvere problemi, è uno che può giocare in diverse posizioni quando c’è bisogno. Ed è uno che mantiene un livello più alto di performance. Jordan ha iniziato molto bene e poi è stato meno bene. Adesso mi sembra che stia tornando a un livello per me abbastanza accettabile.

Ma Mkhitaryan ha giocato sempre: non ha avuto infortuni, non è stato diffidato, non è stato squalificato. Fisicamente è anche molto forte, molto resistente. Gioca tre partite in una settimana quando è capitato. Quello di Veretout è un esempio di quella che di solito è la stagione di un calciatore che difficilmente gioca a un livello sempre alto”.

Cosa può fare di più Abraham per la Roma e la Roma per Abraham, per farlo migliorare?

“Sta facendo bene, però può fare meglio. La squadra ha bisogno che lui faccia meglio e lui ha bisogno che la squadra faccia meglio. E questa è l’interazione di sempre. Però, per un giocatore straniero che è nato ed è cresciuto in un calcio completamente diverso, andando in una società completamente diversa, uscire dall’Inghilterra è stata una decisione difficile. Sta facendo bene. Ma confido in più da lui. Ha le potenzialità per fare meglio. Però. Sta facendo bene”.

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GIAMPAOLO: “CON L’EMPOLI PARTITA IMPORTANTE”

«D’ora in avanti saranno tutte partite importanti. Poi arriveranno anche quelle determinanti. I giocatori lo sanno». Marco Giampaolo presenta così la gara con l’Empoli, che precede i blucerchiati di otto punti e si trova in una zona di comfort in classifica, ma non vuole essere riassorbito nella lotta per non retrocedere. «L’Empoli è squadra costruita per giocare a calcio – spiega il mister -, come nella loro tradizione. Andreazzoli è bravo e loro hanno idee innovative, conoscenza, freschezza, spregiudicatezza e conoscenza. Andranno affrontati con il giusto atteggiamento. È una partita da prendere con le molle: dobbiamo essere consapevoli dell’importanza di questa sfida. Hanno uno score invidiabile in trasferta, avendone persa solo una delle ultime otto. Affrontiamo una squadra che ha la leggerezza per giocare a calcio e fare imprese».

Meglio. L’incrocio con gli azzurri suscita dolci ricordi all’allenatore, che proprio dopo una grande stagione in Toscana sbarcò alla Sampdoria. «L’Empoli per me è stato un crocevia della carriera – racconta -. Hanno avuto il coraggio di ripescarmi in Serie C e io gliene sono riconoscente. Poi però questo rimane nell’ambito del sentimento, quando si scende in campo si pensa solo a portare a casa i tre punti. In settimana abbiamo lavorato come al solito per preparare al meglio la gara. Ora dobbiamo essere bravi a trovare risorse interne per capire come giocare partita per partita: probabilmente non giocheremo sempre in maniera uguale, ma contestualizzata. Dobbiamo tirare fuori il meglio da ogni calciatore».

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PIOLI: “UNA PARTITA CON TANTE INCOGNITE”

Tre vittorie a San Siro hanno inaugurato il mese di febbraio, che ora per i rossoneri prosegue con la trasferta di Salerno. Il Milan torna all’Arechi dopo quasi 24 anni, per la 26ª giornata di campionato. Mister Pioli è intervenuto in conferenza stampa da Milanello per presentare la sfida con i granata.

LA “NUOVA” SALERNITANA
“Ci sono più incognite del solito, abbiamo sviluppato una settimana più concentrata su di noi perché il cambio di allenatore ci impedisce di sapere cosa aspettarci da loro anche se i giocatori li conosciamo. Prima di ogni partita sono sempre preoccupato, sarà una partita da affrontare con attenzione e concentrazione, sarà molto importante l’approccio e la qualità delle scelte che faremo”. 

IL MILAN DOPO IL DERBY
“Ogni partita ha una lettura e una interpretazione particolari, se giochiamo con continuità e restiamo dentro il match, abbiamo le carte in regole per vincere. Questa è la consapevolezza che la squadra deve avere, mantenendo fiducia, determinazione e mettendo sempre in campo i nostri principi di gioco”.

LE SCELTE
“Quando scelgo la prima discriminante è la condizione fisica dei giocatori, poi le caratteristiche che meglio si sposano con la partita. Cercherò di schierare una squadra compatta, con energia e con qualità. Ci sarà spazio per tutti i giocatori nelle prossime partite, stanno bene e questa è la cosa più importante”.

LA PRESSIONE DEL PRIMATO
“La classifica non è veritiera, sia Inter che Atalanta devono recuperare una partita, noi siamo concentrati solo nel dare continuità alle nostre prestazioni. Avere queste pressioni è un privilegio, significa che siamo saliti di livello e che la squadra è più pronta per reggerle. Nei miei giocatori io vedo positività, fiducia, sappiamo che la stagione è lunga e che dobbiamo dare sempre il massimo, è questo il nostro unico pensiero. Cercheremo di vincerle tutte, per migliorare il punteggio della scorsa stagione”. 

IL RECUPERO DI IBRA E REBIĆ
“Zlatan sta sicuramente meglio, a breve comincerà a correre e da lì valuteremo la sua condizione. Prematuro dire quando rientrerà in gruppo. Il minutaggio con la Samp ha aiutato Ante a trovare ritmo e lucidità, è entrato bene ma gli è mancata la giocata vincente. Ci darà il suo contributo”. 

LA SITUAZIONE DI KESSIE E LA STAGIONE DI MAIGNAN
“Ho visto Franck sereno e concentrato sul lavoro, come lo è sempre stato e come lui tutta la squadra. Il gruppo è volenteroso, compatto, e sappiamo che dobbiamo dare il massimo, c’è serenità. Non sono sorpreso da Mike perché fin dal primo giorno ha dimostrato di essere curioso e voglioso di lavorare, ha una grande personalità e in un gruppo così giovane la sua presenza è importante”.

IL MOMENTO DI MESSIAS E L’INSERIMENTO DI LAZETIĆ
“Junior sta bene, si sta inserendo sempre di più e lavora bene in entrambe le fasi di gioco. Credo possa essere ancora più determinante. Marko è indietro fisicamente, ha bisogno ancora di una settimana/dieci giorni per mettersi in pari con i compagni e per prevenire infortuni, dobbiamo scoprirlo totalmente ma ha belle caratteristiche”.

LO SPIRITO DEL GRUPPO
“Per noi quella di domani è una partita importantissima e non di secondo piano, per un allenatore avere la disponibilità totale dei giocatori è fondamentale. Durante gli allenamenti c’è intensità e voglia di mettersi in mostra, su questo dobbiamo insistere”. 

IL MILAN E LA CHAMPIONS LEAGUE
“Le 16 squadre più forti si stanno giocando gli Ottavi e dispiace non aver passato il turno. Oggi però siamo molto più forti rispetto a quando abbiamo affrontato l’inizio del girone e mi sarebbe piaciuto affrontare ora le prime partite di Champions League. Per questo è importante tornarci”.

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SERIE A TIM, 26ª GIORNATA – I RECORD PIÙ VICINI

Prende il via oggi la 26ª giornata di Serie A TIM. Sulla base delle statistiche raccolte da Opta, nel corso di questo turno di campionato potrebbero essere raggiunti i seguenti record:

L’attaccante della Juventus Paulo Dybala è vicino a servire il suo 50° assist in Serie A TIM (al momento è a quota 49), diventando il terzo giocatore argentino capace di tagliare questo traguardo dall’inizio dello scorso decennio (dopo i 70 assist del Papu Gómez e i 57 di Rodrigo Palacio).

La prossima sarà la 200ª partita in Serie A TIM per Lukasz Skorupski.

Scendendo in campo contro il Sassuolo Federico Dimarco raggiungerà le 100ª partite in Serie A TIM.

Lautaro Martinez è a due gol dal raggiungere le 50 marcature in Serie A TIM.

Se scenderà in campo contro il Sassuolo Stefan De Vrij raggiungerà le 150 presenze con la maglia dell’Inter.

La prossima sarà la 100ª partita in tutte le competizioni con il Torino per Bremer.

Luis Muriel è ad una sola rete dal diventare il giocatore con più gol segnati subentrando dalla panchina in Serie A TIM nell’era dei tre punti a vittoria (attualmente in testa alla classifica c’è Alessandro Matri a quota 25 gol, secondo il colombiano con 24 reti).

Fabio Quagliarella è a due gol dal raggiungere quota 100 reti con la maglia della Sampdoria in Serie A TIM.

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MISTER GASPERINI DOPO IL SUCCESSO CONTRO L’OLYMPIACOS

Di seguito alcune delle dichiarazioni rilasciate dal tecnico dell’Atalanta Gasperini dopo la gara contro l’Olympiacos:

“Avendo vinto l’andata al ritorno abbiamo due risultati. Ci giocheremo tutto ad Atene, ma questo era prevedibile. Questa sera abbiamo finalmente fatto due gol su palla inattiva che aiutano e abbiamo la sensazione di potercela giocare. Con la Juventus è stata una partita molto dispendiosa e forse oggi si è visto un po’. Questa è una squadra generosa e alla fine è stata premiata, seppur in una partita tirata. Non dobbiamo essere troppo fiduciosi, la troveremo un ambiente molto difficile, però abiamo la sensazione che facendo un’ottima gara ce la possiamo fare”.

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SARRI: “C’È RAMMARICO PER IL RISULTATO, MA SONO SODDISFATTO DELLA PRESTAZIONE”

Nel post partita di Porto-Lazio, il tecnico Maurizio Sarri è intervenuto in conferenza stampa.

“L’ aspetto più importante di oggi è che abbiamo disputato una buona gara contro una squadra forte. Lo abbiamo fatto con personalità, dispiace che il primo tempo sia finito in parità. Nel secondo tempo potevamo essere più cattivi anche se abbiamo avuto delle occasioni per ottenere il pareggio.

A livello di prestazione sono soddisfatto, c’è la sensazione che stiamo crescendo. A livello di risultato c’è rammarico, ma ora azzeriamo tutto e pensiamo ad Udine. Sul ritorno ci concentreremo da lunedì.

Gli ultimi cambi sono stati motivati semplicemente dalla voglia di ravvivare gli ultimi minuti. Luis Alberto ha giocato una buona partita.

Il tridente ha disputato una buona prestazione secondo le loro caratteristiche. Siamo venuti qui ed abbiamo costruito cinque palle gol nitide. Questo è un segnale evidente.

La difesa ha fatto molto bene, il Porto è una formazione pericolosissima. Non gli abbiamo concesso molto, c’è rammarico per il secondo gol che, senza togliere meriti a Martinez, mi è apparso causale.

Jovane Cabral mi sembra stia meglio rispetto a quando è arrivato, anche se devo dire che è ancora leggermente indietro rispetto agli altri”.

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SPALLETTI: “ABBIAMO GIOCATO ALLA PARI COL BARCELLONA”

“Abbiamo giocato alla pari con Barcellona, al ritorno possiamo cercare la qualificazione”. Luciano Spalletti plaude alla prestazione ma ha un rammarico sul penalty catalano.

“Posso dire con serenità che il Barca ha meritato il pareggio, però il rigore non c’era. Juan Jesus non ha influito sulla traiettoria del cross. In tutta onestà il nostro giocatore mette le mani all’indietro e si limita a seguire una posizione normale di corsa”.

“Mi spiace perchè questo rigore è inesistente, ma con la stessa onestà dico che il pareggio è l’esito più giusto della sfida”.

“La squadra mi è piaciuta per buona parte della gara ma poi ci siamo abbassati troppo e questo è un errore che non dobbiamo fare. Sotto questo profilo abbiamo fatto un passo indietro”

“In alcuni atteggiamenti dobbiamo ancora crescere, in assoluto stasera sono soddisfatto della prova e adesso possiamo rimettere le cose a nostro favore al ritorno. Abbiamo ficuia e consapevolezza di potercela giocare”.

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SAMPDORIA: TECNICO-TATTICO AL “MUGNAINI”

Meno due alla sfida con l’Empoli. La Sampdoria continua la preparazione a Bogliasco, dove Marco Giampaolo e il suo staff hanno diretto una seduta tecnico-tattica mattutina sul campo 1 del “Mugnaini”. Kristoffer Askildsen (fastidio al ginocchio sinistro) e Sebastian Giovinco (miglioramento della condizione atletica) hanno svolto programmi specifici in piscina e in palestra. Mikkel Damsgaard continua invece a seguire in Danimarca il proprio percorso riabilitativo.

Ha fatto infine rientro a Genova Manolo Gabbiadini che trascorrerà in famiglia i prossimi giorni post-intervento al ginocchio sinistro, quindi avvierà l’iter di recupero. Domani, venerdì, è in agenda al mattino la seduta di rifinitura.

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