TUDOR: “VITTORIA CHE VALE DOPPIO”

Le principali dichiarazioni dell’allenatore gialloblù Igor Tudor, rilasciate ai microfoni di Sky Sport nel post partita di Sassuolo – Hellas Verona, match valido per la 22a giornata della Serie A TIM 2021/22.

Che vittoria è stata? “Penso che quello di oggi sia un risultato molto importante per noi. Abbiamo vinto su un campo difficile contro una squadra forte e organizzata: è una vittoria che sicuramente vale doppio per la salvezza. I ragazzi hanno disputato un primo tempo strepitoso, il migliore della stagione sinora, dominando dal punto di vista del gioco e creando tantissime occasioni. Siamo riusciti a segnare quattro reti, disputando in generale un’ottima gara. Sono soddisfatto della prestazione di questo pomeriggio: è stata una bella dimostrazione di tutte le nostre qualità”.

Barak? “Sono felice di averlo a disposizione nuovamente a pieno regime, è un giocatore molto importante per noi. Antonin è un trequartista atipico, che riesce a legare perfettamente il nostro gioco e a fare da collante tra il centrocampo e l’attacco. Oltre ad essere un bravissimo ragazzo, è anche un giocatore con grandi qualità, un professionista di alto livello: sono contento di averlo nella mia ‘rosa’. Simeone? Giovanni quest’anno ha già segnato 12 reti e penso abbia la possibilità di arrivare a quota 20. È un giocatore che si sacrifica molto per i compagni, gioca per la squadra e offre ottime prestazioni anche quando non segna, grazie alla sua generosità. È un calciatore importantissimo per noi, non ho dubbi che tornerà presto a segnare”.

Se ho avuto timore che il Sassuolo potesse privarci di una vittoria meritatissima dopo le due reti segnate dalla squadra di Dionisi? “Conosciamo il calcio, non è matematico che chi crea più occasioni alla fine ottenga il massimo risultato. Questo pomeriggio però penso che abbia vinto la squadra che più ha meritato di ottenere i tre punti sul campo, creando molto e mettendo in difficoltà l’avversario nell’arco di tutti i 90′. Permettetemi, infine, un ringraziamento alla Società per come ha gestito in maniera esemplare l’emergenza Covid che ci ha colpito”.

(Foto LaPresse)

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MOURINHO: “ABBIAMO DOMINATO, MA SAREBBE POTUTA FINIRE 1-1”

La Roma batte 1-0 il Cagliari con un rigore del “deb” Sergio Oliveira e non perde terreno dalla Juventus quinta in classifica.

Ecco come mister Mourinho ha commentato il successo giallorosso.

Perché la Roma non riesce a chiudere prima una partita?

“Grande domanda, non ho risposta”.

Quanto è importante questa vittoria?

“Ovviamente, è super importante. È stata una partita per la tranquillità, una partita in cui fare subito gol nel secondo tempo, poi due, tre, quattro… Una partita completamente controllata. Poi, poteva finire 1-1: Rui Patricio fa una parata su Joao Pedro e la palla va sulla traversa. Mi sembra una grandissima parata, però è completamente fuori dal contesto della partita. La partita è stata dominata da noi, e quando parlo di dominio parlo con e senza palla. Senza palla abbiamo giocato veramente bene contro un avversario che gioca un calcio molto diretto e che oggi è venuto con due attaccanti più Pereiro.

Abbiamo avuto controllo, controllo, controllo, però poteva finire 1-1 una partita che avremmo potuto vincere, quattro, cinque, sei a zero. Per questo ho avvertito sempre la pressione. Quando si gioca così bene, un allenatore non la sente, ma io l’ho avvertita fino alla fine. Perché quando non chiudi una partita, puoi perdere punti come sarebbe potuto succedere a noi senza quella parata di Rui Patricio”.

A parte le decisioni sbagliate in fase di rifinitura, le vorrei parlare dei due centrali nella difesa a 4: che giudizio dà della loro prestazione?

“Per me, Kumbulla è stato il migliore della Roma. Ha fatto una partita fantastica e questo mi dà una grande soddisfazione, perché in un determinato momento della stagione lui ha avuto delle difficoltà e io sono stato molto negativo nel feedback e nell’aggressività che ponevo con lui in allenamento. E lui è sempre stato molto tranquillo, sempre molto umile ed è cresciuto. Penso che sia un giocatore più da difesa a 3, il sistema nel quale è cresciuto e con cui si sente più a suo agio.

Ha fatto una partita molto buona anche Mancini, così come molto buona è stata la copertura dei due giocatori a centrocampo, a differenza della partita con la Juve, dove non l’avevamo fatta bene. Abbiamo lavorato su questo e oggi i due giocatori più centrali, Vereout e Sergio, lo hanno fatto molto bene.

Ieri, ho finito l’ultimo allenamento con quattro contro il portiere: Felix, Tammy, Zaniolo e Pellegrini, solo per cercare di dargli fiducia e di decidere bene. Quello con la palla fa l’appoggio agli altri tre senza palla”.

E in quattro contro zero hanno fatto gol?

“Hanno fatto gol ma hanno anche preso qualche decisione sbagliata. A Felix è difficile chiedere di più, è un ragazzo a cui chiedo le cose più basiche possibili: l’utilizzo della sua velocità e della sua profondità. Non gli posso chiedere la tranquillità, la visione, la pace di spirito davanti alla porta, davanti all’avversario. Tammy soffre di frustrazione. Quando non esce bene con la palla per lui o per gli altri, non è capace di nascondere la frustrazione. Soffre un po’ a questo livello.

Quanto a Nico (Zaniolo, ndr), ieri l’ho fatto per dargli fiducia. Onestamente, secondo me ha fatto una partita molto, molto positiva. Per noi è importante anche nel suo lavoro di nascondere palla e di prendere palla per il terzo offensivo e anche in un momento di difficoltà negli ultimi 10, 15 minuti è stato bravo a prendere palla. Però, subito nel primo tempo deve tirare di prima su una palla di Felix, quando la palla arriva e il portiere è a metà strada. Invece la controlla e poi la palla va sulla gamba destra. Io spero che in qualche partita facciamo tanti gol, perché le opportunità le abbiamo: ho visto velocemente qualche statistica e siamo la squadra con più conclusioni in porta”.

Lei parla di personalità. Pensa che si possa vedere nel prossimo ciclo di cinque partite?

“Eh, però abbiamo avuto il Cagliari e abbiamo fatto fatica a vincere”.

Però avete vinto.

“Certo, lo so, era importante vincere e l’ho detto ai giocatori oggi: 4-0, 5-0 o 1-0 all’ultimo minuto, però era una partita da vincere per forza. E loro hanno dimostrato questo sacrificio, sono arrivati fino alla fine, soffrendo come nel finale. Tu parli delle cinque o sei prossime squadre, che sono nella seconda parte della classifica, e io penso anche alle partite perse con il Bologna e il Venezia e ai due punti persi con la Sampdoria. Non è scontato che vinceremo queste partite. Però, i ragazzi avevano bisogno di una vittoria e oggi è arrivata. Questo per noi è molto importante”.

Questa squadra aveva bisogno di Sergio Oliveira? È stato dovunque.

“Per dire la verità, noi abbiamo bisogno di più Sergio Oliveira. Nel senso di giocatori di performance, giocatori di 29 anni, con esperienza, che sa quello che deve fare in determinati momenti della partita. Ho detto che non è quello che voi in Italia definite un regista, non è un Pirlo o un Pjanic, ma è un giocatore di cui la nostra squadra ha bisogno veramente.

Maitland-Niles ci dà opzioni: oggi Karsdorp è arrivato senza allenarsi ed è andato in panchina senza allenarsi. Se non ci fosse stato Maitland-Niles, oggi la squadra sarebbe stata veramente in difficoltà. Per questo, abbiamo fatto il nostro mercato con questi due ragazzi che, come minimo, possono migliorare le opzioni di squadra”.

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ATALANTA E INTER IMPATTANO SENZA RETI

A Bergamo termina senza gol il big match tra Atalanta e Inter, ma il risultato non deve ingannare sulle emozioni, che non sono mancate, offerte dalle due formazioni. Sono state infatti tante le occasioni create dai giocatori in campo, non trasformate in gol un pò per l’imprecisione degli attaccanti, in particolare Dzeko, un pò per la bravura dei portieri, soprattutto Handanovic su Pessina e Muriel nel secondo tempo. L’estremo nerazzurro si è infatti superato quando si è trovato a tu per tu con il centrocampista di Gasperini, deviando con la gamba il suo tiro a porta spalancata, mentre nell’altra porta il miracolo lo compie Pezzella con un recupero su Darmian lanciato a rete. I due attacchi più prolifici del campionato non vanno quindi a segno, e per l’Inter si interrompe una serie di 39 partite in gol. 

In classifica l’Inter sale a 50 punti, l’Atalanta va a 42. Tutte le prime 4 hanno una partita in meno delle immediate inseguitrici alla zona Champions.

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VITTORIA DI MISURA DELLA ROMA SUL CAGLIARI

Dopo le due sconfitte con Milan e Juventus la Roma ritrova la vittoria contro il Cagliari, superato 1 – 0 grazie al gol di Sergio Oliveira, primo portoghese a trovare il gol in Serie A TIM con la maglia giallorossa. Il nuovo arrivo si è procurato il rigore decisivo poco dopo la mezz’ora (mani di Dalbert rilevato dal Var), trasformandolo con la consueta freddezza (per lui 11 reti negli ultimi 12 penalty tirati). Nel secondo tempo poche occasioni, la più clamorosa la traversa colpita da Joao Pedro con deviazione miracolosa di Rui Patricio, che mantiene inviolata la propria porta all’Olimpico per la sesta volta (nessuno ha fatto meglio).
La Roma aggancia così la Lazio al sesto posto con 35 punti in classifica, i rossoblù invece si fermano dopo due successi e restano al penultimo posto. 

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PARI AL PENZO TRA VENEZIA E EMPOLI

Finisce col segno X l’unica partita delle ore 15 di questa domenica. A Venezia i padroni di casa, presentatisi col nuovo acquisto Nani inizialmente in panchina e senza i quattro casi di giocatori positivi al covid-19, subiscono nel primo tempo la forza della squadra di Andreazzoli, al miglior risultato di punti esterni di sempre in A (19, con ancora 8 partite lontano dal Castellani da disputare). Il vantaggio lo sigla Zurkowski con una conclusione al volo al 26′. Nella ripresa i lagunari riprendono in mano la partita trascinati da Okereke, che al 73′ pareggia su assist di Nani. L’Empoli sale a 29 punti, il Venezia a 18, ma la formazione di Zanetti non vince da 8 partite e non riesce ad allontanarsi dalla zona calda della classifica. 

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POKER DELL’HELLAS AL MAPEI

La squadra di Tudor si riscatta dopo lo stop interno andando a vincere con 4 reti al Mapei Stadium. Gara caratterizzata dalla tripletta di Barak, primo centrocampista scaligero a realizzare tre reti in un incontro di Serie A TIM. Il numero 7 è protagonista anche della rete del vantaggio fornendo l’assist al compagno Caprari, poi raddoppia con un rimpallo fortuito al 44′ e segna il rigore al 57′. I padroni di casa erano riusciti a riaprire la gara portandosi sul 3 – 2 con i gol di Scamacca (bella girata al volo) e Defrel (colpo di testa), ma sul finire Barak ha chiuso il conto con un pallonetto sul portiere in uscita in pieno recupero. 

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LA JUVENTUS BATTE L’UDINESE 2 – 0

Prosegue la rincorsa della Juventus alla zona Champions. I bianconeri superano l’Udinese 2 – 0 e agganciano il quarto posto a 41 punti, gli stessi dell’Atalanta che però viaggia con due gare in meno della squadra di Allegri. Partita subito in discesa per il gol di Dybala che al 19′ sfrutta una sponda di Kean per entrare in area e superare Padelli. L’Udinese resta aggrappata al risultato fino a 10 dalla fine, anche se Szczesny non deve compiere parate difficili. Nell’altra area De Sciglio e McKennie prima fanno le prove con il centrocampista che non trova la deviazione su cross dell’esterno, poi, al 79′ il duo replica l’azione di pochi minuti prima e confeziona il raddoppio con un colpo di testa del n. 14. 

Ottavo risultato utile consecutivo per la Juventus che in casa mantiene la propria porta inviolata per la quinta volta (meglio solo il Napoli con 6). Per Allegri gara numero 300 alla guida dela Juventus: questa è la vittoria numero 208; tra i tre allenatori che hanno raggiunto questa cifra in bianconero (Trapattoni e Lippi gli altri), lui é quello con la percentuale di vittorie piú alta (69%).

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LA LAZIO ESPUGNA L’ARECHI

Trascinata da Immobile la Lazio trova la prima vittoria del 2022 superando la Salernitana all’Arechi. il centravanti sblocca il match al 7′ sfruttando uno splendido assist di tacco al volo di Milinkovic-Savic. Passano tre minuti e raddoppia, questa volta su passaggio di Pedro. Gara in archivio dopo solo 10′, con i padroni di casa, falcidiati da molte assenze in evidente difficoltà nel contenere Immobile, fermato poco prima dell’intervallo dalla traversa. Nel primo tempo Sarri deve rinunciare a Pedro, sostituito per infortunio da Felipe Anderson, ed è proprio quest’ultimo che nella ripresa serve a Lazzari in corridoio un perfetto pallone che l’esterno deposita in rete per il terzo gol. 

La Lazio supera la Salernitana con lo stesso punteggio ottenuto all’andata e sale a 35 punti in classifica, mentre per la Salernitana si complica la situazione, con la sesta sconfitta consecutiva in casa (la quinta di fila senza segnare).

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IL TORINO VINCE A MARASSI

Continua la serie positiva del Torino che in Serie A TIM ha vinto quattro delle ultime cinque partite, perdendo, di misura, solo a San Siro contro la prima della classe. Oggi la formazione di Juric è andata sotto al 18′ per la rete di Caputo, ben imbeccato in verticale da Gabbiadini. Il pari arriva poco prima della mezz’ora con un colpo di testa di Singo, appostato sul secondo palo sul traversone di Vojvoda. Nella ripresa arriva il gol dell’ex Praet, che punisce la sua prima squadra italiana deviando di testa il cross di Lukic. Il Torino sale in classifica a 31 punti, si complica invece la situazione per la Sampdoria, ferma a 20 e assente dalla vittoria dal derby del 10 dicembre scorso. 

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