SARRI: “GIRONE EQUILIBRATO, POTREBBERO BASTARE 7 PUNTI PER PASSARE”

Al termine di Sturm Graz-Lazio, il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa:

“Le partite europee sono sempre di alta intensità e molto aggressive. Noi abbiamo sofferto sia per meriti loro che per nostri demeriti perché a livello tecnico non si può sbagliare così tanto. A livello di qualità non abbiamo fatto bene però mi è piaciuta la solidità difensiva perché se perdi tanti palloni nella tua metà campo puoi anche rischiare dei pericoli. Se non fossimo stati forti a livello mentale, avremmo rischiato.

Nel finale invece avremmo potuto sfruttare meglio il calo fisico dello Sturm Graz per vincere. Gila ha fatto un’ottima partita, ci sono tanti aspetti positivi da tenerci. Poi quando si gioca tante partite, possono capitare serate così. Di certo non abbiamo sottovalutato l’impegno come avvenuto in Danimarca. In Europa finora abbiamo giocato i 60′ più belli della stagione, contro il Feyenoord, mentre oggi siamo stati sporchi a livello tecnico.

Lo Sturm Graz me lo aspettavo così aggressivo, è il loro classico stile di gioco. Non credo che il fattore campo ci crei problemi a livello di gioco, il nostro ultimo k.o. in trasferta in campionato risale a molti mesi fa. Non mi sembra che la squadra soffra il fattore campo, in Europa invece ci sono altri aspetti, come l’intensità, che in Italia si vede raramente. In Serie A poi spendi di più rispetto agli altri campionati perché non esistono gare scontate.

Ora vedremo i prossimi risultati, questo girone potrebbe rimanere equilibrato fino alla fine. Forse potrebbero bastare anche 7 punti per passare, a patto che tre arrivino contro il Feyenoord”.

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SALERNITANA: TECNICA DINAMICA, TATTICA E PARTITE

Prosegue il lavoro della Salernitana in vista della gara di domenica contro il Verona. Questa mattina presso il C.S. “Mary Rosy” gli uomini di Davide Nicola hanno aperto la seduta con una fase di attivazione fisica. I granata sono quindi stati impegnati con esercizi di tecnica dinamica seguiti da un lavoro tattico. L’allenamento è terminato con partite a tema.

Bohinen, Dia (trauma contusivo all’anca) e Fazio hanno svolto lavoro atletico specifico.

La preparazione dei granata riprenderà domani alle ore 10:30 presso il C.S. “Mary Rosy”.

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DE GIORGI: UNA PASSIONE “MONDIALE”

Fefè De Giorgi è una leggenda vivente della pallavolo mondiale. Dopo aver fatto parte della ‘Generazione di Fenomeni’ che a cavallo degli anni ottanta e novanta ha vinto tre Mondiali e un Europeo si è ripetuto anche da alleantore, conquistando nuovamente Mondiali ed Europei alla guida della Nazionale italiana. Ma tutto è nato quasi per caso, a causa del troppo amore per calcio…

Cominciamo dalla fine… La vittoria dei mondiali di Polonia e Slovenia: a qualche settimana dal trionfo vi siete resi conto di cosa avete combinato?
Diciamo che più i giorni passano, più prendiamo consapevolezza di aver fattio qualcosa di speciale. Per noi rivincere dopo 24 anni è stata una cosa storica e a questo si aggiunge anche il discorso di un progetto nuovo, con un gruppo giovane e un cambio generazionale importante: un po’ a sorpresa dopo pochi giorni dall’inizio del lavoro abbiamo vinto l’Europeo lo scorso anno, vincere anche il Mondiale e riuscire confermarci è stato qualcosa di particolare, bellissimo e importante per la squadra e per tutto il movimento!

Anche l’ultima volta, sei stato protagonista, nel 1998. Giocavi…
Sono emozioni e sensazioni diverse, da giocatore la gioia è molto dirompente: vivi le emozioni con la squadra ma senti molto la vittoria anche a livello personale. Da allenatore è diverso, è come se ti sedessi a tavola a mangiare e potessi gustare tutti gli ingredienti del piatto. E’ una sensazione più completa, più lenta, perchè sai che hai dovuto incidere su tante cose, dalla scelta della squadra, alla formazione, alla preparazione.

La tua generazione è passata alla storia come ‘Generazione di Fenomeni’, questa ha già vinto Mondiali ed Europei…
Intanto non credo che convenga fare paragoni, quella è stata una generazione che si è guadagnata uno spazio importante nella storia ed è stata fondamentale per il volley italiano. Questi sono ragazzi giovani, talentuosi: avevamo una media di 23,8 anni, con 12 esordienti su 14. E’ un gruppo che sa stare bene insieme, ha buoni valori, una grande cultura del lavoro. Non so che nomignolo gli troverà la stampa, sicuramente ci sono grandi valori umani, non solo tecnici. 

Piu difficile allenare o giocare?
La verità è che allenare è piu decisamente più complicato. Da giocatore hai i tuoi tempi ma fondamentalmente devi pensare a fare bene tu. Da allenatore potenzialmente non ti bastano 24 ore tra allenamenti, video, incontri, riunioni: se dovessi dare un consiglio a uno dei miei ragazzi gli direi di giocare fino a che può…

Hai giocato fino a 41 anni, ecco perchè… Come è cambiata la pallavolo in questi anni?
La pallavolo è cambiata, non molto ma è cambiata. Basta pensare alle nuove regole e all’eliminazione del cambio palla: si è di fatto dimezzato il numero delle azioni e lo sviluppo del gioco è diventato molto più veloce. La gestione degli errori è molto diversa, però alcune cose rimangono sempre le stesse, come la tecnica, la capacita di usarla e di metterla al serivzio della squadra e del gruppo.

Prossimo obiettivo? L’Oro Olimpico ancora ci manca…
Onestamente non sono ossessionato da questa cosa, la nostra filosofia è stata quella di credere in questo progetto, di crescere cercando di vincere: affronteremo le situazioni di volta in volta per continuare a crescere e costruire. L’anno porssimo ospiteremo gli Europei in Italia, non vogliamo porci limiti, senza dimenticarci però il processo di crescita. 

Parliamo un po’ di calcio, sei tifoso, hai mai giocato?
Certo! Come tutti ho inziato a giocare a calcio da bambino. Credo che in Italia sia praticamente impossibile non giocare a pallone da bambino. Ho giocato fino alle medie, moltissimo, forse troppo. La pallavolo è arrivata proprio per questo motivo: pensavo troppo al calcio e poco alla scuola e non andavo benissimo, quindi i miei genitori mi hanno gentilmente invitato a giocare meno. Ho trovato una squadra di volley che si allenava (solo) tre volte a settimana, ho cominciato a giocare e mi sono innamorato di questo sport.

E come te la cavavi?
Secondo me non ero malaccio, mi mettevano in difesa, come libero alla Scirea: ero uno che riusciva ad avere visione di gioco e tempi di intervento corretti e poi già avevo una buona elevazione… Mi mandavano in area a saltare. Insomma qualcosa del pallavolista già si intravedeva. 

Mai pensato di passare al calcio?
No, sarebbe troppo complicato. I meccanismi di squadra li conosco e ci possono stare anche nel mondo del calcio, ma devi consecere bene la materia. Un allenatore, per essere credibile, deve consocere bene tecnicamente e tatticamente lo sport: il calcio mi piace molto, ma non lo conosco così bene… dovrei rimanere a Coverciano per due anni (ride)…

Però Julio Velasco a fine anni 90 è stato direttore generale della Lazio e ha lavorato anche con l’Inter…
Si, anche Montali ha fatto qualcosa con il calcio. La figura dell’allenatore in generale è importante e può portare il suo contributoa livello di idee e di cultura sportiva. Anche Guardiola ha un pallanuotista nel suo staff, Manuel Estiarte: da giocatore ha vinto tutto e mette a disposizione del calcio la sua enorme cultura sportiva. Io non escludo mai nulla, sono molto curioso e molto aperto ma è chiaro che ora ho un progetto importante con la Nazionale, almeno fino alle Olimpiadi di Parigi 2024, quindi la mia testa è li!

Secondo te cosa manca in questo momento al movimento calcistico per essere vincente come quello del volley?
E’ complicato e dare giudizi non è semplice e non mi piace. Roberto Mancini ha fatto una cosa importantissima con il cambio generazionale della Nazionale, io devo confessare che ho tratto ispirazione dalla sua iniziativa. Forse è mancata un po’ di continuità. 

Parliamo di stacchi aerei… Qualche anno fa Cristiano Ronaldo ha colpito il pallone di testa a 2.56 metri di altezza, chi vedresti bene come schiacciatore tra i calciatori di serie A?
Ahahah, quelli che sanno usare le mani meglio sono i portieri, Handanovic ad esempio. Il portiere in generale avrebbe le caratteristiche del pallavolista. Come opposto invece vedrei bene Lukaku, ha il fisico per spaccare tutto, bisognerebbe insegnargli a prendere la rincorsa! 

E invece un palleggiatore di qualità? Chi rubiamo a Mancini?
Direi Barella, ma anche Jorginho è uno che detta bene tempi di gioco. Sono tutti piccolini come me! Ero l’unico che aveva in’altezza normale quando giocavo. Un regista se lo può permettere perchè l’importante è la gestione e la visione del gioco che può sopperire a qualche carenza fisica.

Svelaci qual è la tua squadra del cuore!
Sono salentino doc e quindi tifoso del Lecce, e poi mi piace l’Inter. Il Lecce è partito bene, ho grande fiducia in Pantaleo Corvino che è l’uomo giusto per ottenere buoni risultati e conciliarli con un bilancio sano, poi Marco Baroni è molto bravo e la società è seria. Mi sembra una squadra che alla fine troverà risultati. Sull’Inter… Come si dice? Amala! Non è un caso, o la ami oppure ogni tanto fai fatica a starle dietro. Ora è un momento un po’ difficile ma credo e spero che Inzaghi possa trovare gli equilibri giusti.

Chi vince lo scudetto?
Ho visto un bellissimo Napoli, ma anche il Milan è molto forte. Sarebbe carino che vincesse il Napoli, ma non voglio gufarla a nessuno (ride).

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ITALIANO: “CERCHEREMO IL RISULTATO GIOCANDO SPAVALDI”

La conferenza stampa del tecnico viola Vincenzo Italiano in vista della gara di Conference League:

RISULTATO – Veniamo per cercare di essere spavaldi, di forzare un po’ la mano ci serve una vittoria. La classifica del torneo ci chiede questo ed è una gara importante. Vogliamo ottenere un risultato pieno e ci proveremo. 

ATTACCANTI – Gli ultimi venti minuti di Bergamo abbiamo provato a mettere dentro tutti gli attaccanti per cercare di fare goal. Ho visto risposte positive anche cambiando assetto e mettendo Cabral e Jovic insieme. Lo abbiamo interpretato bene quel modo di stare in campo contro l’Atalanta, ma domani gli Hearts giocano in modo diverso e quindi valuteremo quale assetto usare. 

GONZALEZ – Non gioca da moltissimo tempo, si sta però allenando bene e magari nell’ultima mezz’ora potrebbe avere spazio. 

MODULO – Non è solo una questione di modulo. Dobbiamo interpretare bene le gare e giocare in trasferta con lo stesso atteggiamento con cui giochiamo in casa. 

JOVIC – Da chi è subentrato ho visto uno spirito diverso come da Jovic a Bergamo per esempio. Lui ha bisogno di fiducia da sé stesso e da chi gli sta intorno. L’ho visto bene in allenamento e dagli attaccanti continuando a creare a proporre e provare sono sicuro che sicuro che arriveranno i goal. Anche gli esterni devono andare verso la porta. Cosa serve a Jovic? Anche un goal sporco per far crescere l’autostima.

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SARRI: “SERVIRÀ UMILTÀ, FINORA ABBIAMO FALLITO UNA SOLA PARTITA”

Alla vigilia di Sturm Graz-Lazio, il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa:

“Le soddisfazioni me le danno i miei giocatori, non quello che si dice fuori. La Lazio sta bene, fa buone prestazioni da inizio stagione. Finora abbiamo fallito una sola partita per presunzione, visto che dopo aver battuto il Feyenoord si pensava che sarebbe stato tutto facile. Invece in Europa se non giochi al massimo, ne paghi le conseguenze. Domani dovremo rimediare alla sconfitta in Danimarca, servirà umiltà.

Romagnoli? Deciderò prima per domani, poi vedremo per Firenze. Alessio viene da una stagione complicata, dove ha avuto tanti problemi fisici. Per questo inizialmente ho deciso di preservarlo, soprattutto nelle settimane con tre partite. Ora sta raggiungendo un ottimo livello dal punto di vista fisico, valuterò domani se impiegarlo o meno.

Finora siamo all’inizio di un percorso, per quanto riguarda quello sulla mentalità abbiamo ripreso da zero. Stiamo cercando di migliorare, i ragazzi non devono ascoltare le voci esterne: dobbiamo crescere per poter essere competitivi, prima che vincenti. Domani sarà molto dura, visto che lo Sturm Graz mette molta intensità in campo. In questo momento non siamo pienamente competitivi su tre fronti, spero che la squadra possa esserelo tra qualche mese.

Immobile? Non so se riposerà, valuterò prima le condizioni di chi domenica ha giocato tutta la partita. Ciro in allenamento non ha mostrato particolari problemi. Pedro ha avuto difficoltà a trovare continuità ad inizio stagione, per fortuna ha avuto problemi fisici di poca entità. Ora si sta allenando bene e lo aspettiamo perché è importante.

Per quanto riguarda Mario Gila è giovane, forse non è stato presentato nella maniera giusta perché prima giocava nel Castilla e non nel Real Madrid. Sta facendo un percorso straordinario, deve crescere sotto il punto di vista tattico: ha personalità, doti fisiche ed è anche bravo tecnicamente”.

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JUVENTUS: I COMMENTI DELLA SERATA DI CHAMPIONS

MASSIMILIANO ALLEGRI
«La gara è andata bene fino al gol subìto. Siamo stati bravi e fortunati a trovare il gol del 3-1, ma siamo un po’ calati mentalmente nel finale. I ragazzi sono molto intelligenti e hanno già capito, gol escluso, che cosa non ha funzionato nell’ultimo quarto d’ora. Rabiot? E’ cresciuto molto nell’età giusta, è maturato. Ha ancora margini di miglioramento, deve migliorare sul lungo e nel gioco in verticale. La prestazione di Di Maria? Meraviglioso nella rifinitura, bravissimo nei passaggi. E’ un giocatore straordinario, ha tenuto bene dopo tanto tempo. Adesso bisogna vincere in Israele e poi vedremo cosa succederà a Lisbona, l’ultima partita sarà determinante».

ADRIEN RABIOT
«Sono molto felice per la vittoria e per i due gol segnati. Sicuramente la doppietta di questa sera mi darà ulteriore fiducia, ma mi sentivo bene già prima. Quello che è importante, però, è la vittoria di oggi. Sto dando sempre il 100%, il Mister ha tanta fiducia in me. La partita di martedì prossimo sarà molto complicata perchè giocheremo fuori casa, ma se abbiamo questo atteggiamento possiamo vincere. In questo inizio di stagione ci sono stati diversi alti e bassi, ma in queste ultime due partite abbiamo avuto sensazioni positive. Dobbiamo continuare così».

DUSAN VLAHOVIC
«Difficile da spiegare il gol subito: siamo entrati concentrati e determinati, io potevo fare meglio e di più, non sono soddisfatto, anche se aver fatto gol è importante. L’importante però era vincere, lo abbiamo fatto e dobbiamo continuare a lavorare in silenzio e a testa bassa, con umiltà. Giocare con Di Maria? Un genio del calcio, è un onore giocare con lui tutti i giorni, si impara tantissimo»

ANGEL DI MARIA
«Sono felice di aver giocato come volevo, per me è importante dare assist, più ancora perché l’importante è il gruppo. Ci mancava vincere, lo abbiamo fatto per la seconda volta con 3 gol: abbiamo lottato per cambiare il risultato. Al ritorno dovremo fare attenzione».

(Foto LaPresse)

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