ALLEGRI: «CON IL MILAN CON LUCIDITÀ E PERSONALITÀ»

Mister Massimiliano Allegri ha presentato, in conferenza stampa, Milan – Juventus, sfida in programma a San Siro sabato 8 ottobre alle ore 18:00:

«È Milan-Juvenuts, giochiamo contro i campioni d’Italia e domani sarà una partita più difficile del solito perché loro arrivano da una brutta sconfitta a Londra e domani vorranno rifarsi. Sarà una bella partita, una serata di sport meravigliosa in uno stadio pieno. Ci sono tutte le condizioni per poter fare bene».

IL MILAN
«Siamo pronti a giocare questa partita. Il Milan in questo momento è davanti a noi in classifica, sono una squadra forte, molto pericolosa in campo aperto, con giocatori di grande tecnica e velocità, un giocatore come Leao che può spostare gli equilibri di una partita e in più giocano davanti ai loro tifosi. Si esaltano in campo aperto, dovremo essere bravi a non concedere ripartenze e affrontare la sfida con attenzione. Ci vorranno lucidità e personalità, sarà un buon test».

LA SQUADRA
«Bonucci dovrebbe rientrare tra i titolari, ma valuterò dopo l’allenamento. Milik sta meglio, dovrebbe essere a disposizione per poter giocare, valuterò anche lui tra oggi e domani mattina. In questo momento dobbiamo solo pensare a ottenere i risultati che vogliamo, ci aspettano dieci partite da qui al 13 novembre e dovremo pensare a una alla volta. Intanto cominciamo con una grande prestazione a San Siro, sono sicuro che la squadra giocherà una grande partita».

(Foto LaPresse)

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PIOLI: “MILAN-JUVE HA UN PESO DIVERSO”

Qualche giorno per ricaricare le pile a Milanello e domani si torna subito in campo: a San Siro c’è Milan-Juventus, una partita che trasuda storia e rivalità. L’occasione migliore per rialzarsi dopo la sconfitta di Stamford Bridge. Alla vigilia della sfida, Mister Pioli è intervenuto in conferenza stampa da Milanello:

IL PESO DELLA PARTITA
“All’interno di una stagione ci sono due o tre partite che pesano di più, e quella contro la Juventus ha un peso specifico importante, per tante ragioni. Le motivazioni ci sono tutte e ci sarebbero state contro qualsiasi altro avversario, siamo tutti responsabili della prestazione di Londra e c’è in noi la determinazione di dimostrare che siamo una squadra diversa rispetto a quella di mercoledì”.

IL PERCORSO DI DE KETELAERE
“Il percorso è quello corretto, sono soddisfatto di quello che sta facendo, mi ricordo il Rafa di tre anni fa, il Tonali del primo anno, molti erano pronti a criticarli e a mettere in dubbio le loro qualità. Charles ha talento e deve avere il tempo per adattarsi e conoscere le situazioni, la strada è quella giusta. Per me non è un mistero”. 

IL RECUPERO DI THEO
“Ieri ha fatto tutto l’allenamento con la squadra, stava bene e se conferma i miglioramenti sarà a disposizione”. 

GLI INFORTUNI
“Sono momenti che possono capitare durante la stagione ma sono circondato da uno staff di grandi professionisti, e vedo un gruppo di giocatori volenteroso di continuare il nostro cammino. Oltre a Theo, non ci sono grosse novità sugli altri”.

I GOL SUBITI
“Ne abbiamo subito qualcuno di troppo, si può fare meglio, soprattutto l’altra sera il Chelsea è stato bravo a sfruttare i nostri errori. Su situazioni semplici una squadra del nostro livello deve essere più attenta. Siamo un po’ più offensivi dell’anno scorso ma non credo che dipenda da quello, perché spesso siamo in superiorità numerica e certe situazioni possiamo interpretarle meglio”.

LA REAZIONE
“La partita di Londra l’abbiamo archiviata subito e ci ripenseremo da domenica in poi, i giocatori sono vogliosi di reagire, non significa matematicamente che vinceremo la partita perché esistono anche gli avversari, ma noi non mancheremo di volontà, motivazione e determinazione”. 

VARIABILI DI FORMAZIONE
“Krunić non l’ho utilizzato come esterno di destra, ha fatto un ruolo da mezzala di inserimento molto simile a quello che ricoprirà McKennie contro di noi. Le soluzioni ci sono e le troveremo, per avere una manovra offensiva più varia possibile e non dare punti di riferimento alla Juventus. Di solito loro approcciano le gare con un baricentro alto e poi si abbassano, non so se credere ad Allegri fino in fondo, domani varrà tanto non sbagliare cose semplici. La formazione la sceglierò domani mattina, Giroud sta bene mentalmente e fisicamente”. 

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MISTER DIONISI PRIMA DI SASSUOLO-INTER

Di seguito le dichiarazioni rilasciate da Mister Dionisi alla vigilia della gara contro l’Inter:

“Siamo soddisfatti dell’ultima partita giocata. Domani giochiamo contro una squadra che è tra le candidate alla vittoria finale. Dobbiamo cercare di convogliare la sicurezza acquisita nelle ultime gare e metterla nella partita di domani. Le ultime due gare ci hanno dato consapevolezza e maggior spirito di squadra ed hanno cambiato anche i commenti esterni, ma sappiamo che la partita di domani sarà quasi proibitiva, però stimolante. L’Inter con la Roma meritava di vincere e col Barcellona ha fatto una partita da Inter, mi aspetto la squadra che ho visto nelle gare precedenti. Berardi domani non sarà disponibile, chiaro che è una perdita importante, brava la squadra a non farlo rimpiangere, io spero comunque rientri presto”.

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MISTER ITALIANO COMMENTA LA VITTORIA IN SCOZIA

Queste le dichiarazioni rilasciate da Mister Vincenzo Italiano dopo il successo 3-0 contro l’Hearts:

“Eravamo alla ricerca di una serata come questa, abbiamo fatto gol con gli attaccanti e un centrocampista, avevamo bisogno di punti per dare un’accelerata nel girone e l’abbiamo fatto. Il secondo gol ti indirizza le partite e chiudere sul 2-0 il primo tempo è stato importante. Una vittoria lontano da Firenze mancava da tanto tempo, bravi i ragazzi, questa vittoria ci servirà”.

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SARRI: “GIRONE EQUILIBRATO, POTREBBERO BASTARE 7 PUNTI PER PASSARE”

Al termine di Sturm Graz-Lazio, il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa:

“Le partite europee sono sempre di alta intensità e molto aggressive. Noi abbiamo sofferto sia per meriti loro che per nostri demeriti perché a livello tecnico non si può sbagliare così tanto. A livello di qualità non abbiamo fatto bene però mi è piaciuta la solidità difensiva perché se perdi tanti palloni nella tua metà campo puoi anche rischiare dei pericoli. Se non fossimo stati forti a livello mentale, avremmo rischiato.

Nel finale invece avremmo potuto sfruttare meglio il calo fisico dello Sturm Graz per vincere. Gila ha fatto un’ottima partita, ci sono tanti aspetti positivi da tenerci. Poi quando si gioca tante partite, possono capitare serate così. Di certo non abbiamo sottovalutato l’impegno come avvenuto in Danimarca. In Europa finora abbiamo giocato i 60′ più belli della stagione, contro il Feyenoord, mentre oggi siamo stati sporchi a livello tecnico.

Lo Sturm Graz me lo aspettavo così aggressivo, è il loro classico stile di gioco. Non credo che il fattore campo ci crei problemi a livello di gioco, il nostro ultimo k.o. in trasferta in campionato risale a molti mesi fa. Non mi sembra che la squadra soffra il fattore campo, in Europa invece ci sono altri aspetti, come l’intensità, che in Italia si vede raramente. In Serie A poi spendi di più rispetto agli altri campionati perché non esistono gare scontate.

Ora vedremo i prossimi risultati, questo girone potrebbe rimanere equilibrato fino alla fine. Forse potrebbero bastare anche 7 punti per passare, a patto che tre arrivino contro il Feyenoord”.

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SALERNITANA: TECNICA DINAMICA, TATTICA E PARTITE

Prosegue il lavoro della Salernitana in vista della gara di domenica contro il Verona. Questa mattina presso il C.S. “Mary Rosy” gli uomini di Davide Nicola hanno aperto la seduta con una fase di attivazione fisica. I granata sono quindi stati impegnati con esercizi di tecnica dinamica seguiti da un lavoro tattico. L’allenamento è terminato con partite a tema.

Bohinen, Dia (trauma contusivo all’anca) e Fazio hanno svolto lavoro atletico specifico.

La preparazione dei granata riprenderà domani alle ore 10:30 presso il C.S. “Mary Rosy”.

(Foto LaPresse)

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DE GIORGI: UNA PASSIONE “MONDIALE”

Fefè De Giorgi è una leggenda vivente della pallavolo mondiale. Dopo aver fatto parte della ‘Generazione di Fenomeni’ che a cavallo degli anni ottanta e novanta ha vinto tre Mondiali e un Europeo si è ripetuto anche da alleantore, conquistando nuovamente Mondiali ed Europei alla guida della Nazionale italiana. Ma tutto è nato quasi per caso, a causa del troppo amore per calcio…

Cominciamo dalla fine… La vittoria dei mondiali di Polonia e Slovenia: a qualche settimana dal trionfo vi siete resi conto di cosa avete combinato?
Diciamo che più i giorni passano, più prendiamo consapevolezza di aver fattio qualcosa di speciale. Per noi rivincere dopo 24 anni è stata una cosa storica e a questo si aggiunge anche il discorso di un progetto nuovo, con un gruppo giovane e un cambio generazionale importante: un po’ a sorpresa dopo pochi giorni dall’inizio del lavoro abbiamo vinto l’Europeo lo scorso anno, vincere anche il Mondiale e riuscire confermarci è stato qualcosa di particolare, bellissimo e importante per la squadra e per tutto il movimento!

Anche l’ultima volta, sei stato protagonista, nel 1998. Giocavi…
Sono emozioni e sensazioni diverse, da giocatore la gioia è molto dirompente: vivi le emozioni con la squadra ma senti molto la vittoria anche a livello personale. Da allenatore è diverso, è come se ti sedessi a tavola a mangiare e potessi gustare tutti gli ingredienti del piatto. E’ una sensazione più completa, più lenta, perchè sai che hai dovuto incidere su tante cose, dalla scelta della squadra, alla formazione, alla preparazione.

La tua generazione è passata alla storia come ‘Generazione di Fenomeni’, questa ha già vinto Mondiali ed Europei…
Intanto non credo che convenga fare paragoni, quella è stata una generazione che si è guadagnata uno spazio importante nella storia ed è stata fondamentale per il volley italiano. Questi sono ragazzi giovani, talentuosi: avevamo una media di 23,8 anni, con 12 esordienti su 14. E’ un gruppo che sa stare bene insieme, ha buoni valori, una grande cultura del lavoro. Non so che nomignolo gli troverà la stampa, sicuramente ci sono grandi valori umani, non solo tecnici. 

Piu difficile allenare o giocare?
La verità è che allenare è piu decisamente più complicato. Da giocatore hai i tuoi tempi ma fondamentalmente devi pensare a fare bene tu. Da allenatore potenzialmente non ti bastano 24 ore tra allenamenti, video, incontri, riunioni: se dovessi dare un consiglio a uno dei miei ragazzi gli direi di giocare fino a che può…

Hai giocato fino a 41 anni, ecco perchè… Come è cambiata la pallavolo in questi anni?
La pallavolo è cambiata, non molto ma è cambiata. Basta pensare alle nuove regole e all’eliminazione del cambio palla: si è di fatto dimezzato il numero delle azioni e lo sviluppo del gioco è diventato molto più veloce. La gestione degli errori è molto diversa, però alcune cose rimangono sempre le stesse, come la tecnica, la capacita di usarla e di metterla al serivzio della squadra e del gruppo.

Prossimo obiettivo? L’Oro Olimpico ancora ci manca…
Onestamente non sono ossessionato da questa cosa, la nostra filosofia è stata quella di credere in questo progetto, di crescere cercando di vincere: affronteremo le situazioni di volta in volta per continuare a crescere e costruire. L’anno porssimo ospiteremo gli Europei in Italia, non vogliamo porci limiti, senza dimenticarci però il processo di crescita. 

Parliamo un po’ di calcio, sei tifoso, hai mai giocato?
Certo! Come tutti ho inziato a giocare a calcio da bambino. Credo che in Italia sia praticamente impossibile non giocare a pallone da bambino. Ho giocato fino alle medie, moltissimo, forse troppo. La pallavolo è arrivata proprio per questo motivo: pensavo troppo al calcio e poco alla scuola e non andavo benissimo, quindi i miei genitori mi hanno gentilmente invitato a giocare meno. Ho trovato una squadra di volley che si allenava (solo) tre volte a settimana, ho cominciato a giocare e mi sono innamorato di questo sport.

E come te la cavavi?
Secondo me non ero malaccio, mi mettevano in difesa, come libero alla Scirea: ero uno che riusciva ad avere visione di gioco e tempi di intervento corretti e poi già avevo una buona elevazione… Mi mandavano in area a saltare. Insomma qualcosa del pallavolista già si intravedeva. 

Mai pensato di passare al calcio?
No, sarebbe troppo complicato. I meccanismi di squadra li conosco e ci possono stare anche nel mondo del calcio, ma devi consecere bene la materia. Un allenatore, per essere credibile, deve consocere bene tecnicamente e tatticamente lo sport: il calcio mi piace molto, ma non lo conosco così bene… dovrei rimanere a Coverciano per due anni (ride)…

Però Julio Velasco a fine anni 90 è stato direttore generale della Lazio e ha lavorato anche con l’Inter…
Si, anche Montali ha fatto qualcosa con il calcio. La figura dell’allenatore in generale è importante e può portare il suo contributoa livello di idee e di cultura sportiva. Anche Guardiola ha un pallanuotista nel suo staff, Manuel Estiarte: da giocatore ha vinto tutto e mette a disposizione del calcio la sua enorme cultura sportiva. Io non escludo mai nulla, sono molto curioso e molto aperto ma è chiaro che ora ho un progetto importante con la Nazionale, almeno fino alle Olimpiadi di Parigi 2024, quindi la mia testa è li!

Secondo te cosa manca in questo momento al movimento calcistico per essere vincente come quello del volley?
E’ complicato e dare giudizi non è semplice e non mi piace. Roberto Mancini ha fatto una cosa importantissima con il cambio generazionale della Nazionale, io devo confessare che ho tratto ispirazione dalla sua iniziativa. Forse è mancata un po’ di continuità. 

Parliamo di stacchi aerei… Qualche anno fa Cristiano Ronaldo ha colpito il pallone di testa a 2.56 metri di altezza, chi vedresti bene come schiacciatore tra i calciatori di serie A?
Ahahah, quelli che sanno usare le mani meglio sono i portieri, Handanovic ad esempio. Il portiere in generale avrebbe le caratteristiche del pallavolista. Come opposto invece vedrei bene Lukaku, ha il fisico per spaccare tutto, bisognerebbe insegnargli a prendere la rincorsa! 

E invece un palleggiatore di qualità? Chi rubiamo a Mancini?
Direi Barella, ma anche Jorginho è uno che detta bene tempi di gioco. Sono tutti piccolini come me! Ero l’unico che aveva in’altezza normale quando giocavo. Un regista se lo può permettere perchè l’importante è la gestione e la visione del gioco che può sopperire a qualche carenza fisica.

Svelaci qual è la tua squadra del cuore!
Sono salentino doc e quindi tifoso del Lecce, e poi mi piace l’Inter. Il Lecce è partito bene, ho grande fiducia in Pantaleo Corvino che è l’uomo giusto per ottenere buoni risultati e conciliarli con un bilancio sano, poi Marco Baroni è molto bravo e la società è seria. Mi sembra una squadra che alla fine troverà risultati. Sull’Inter… Come si dice? Amala! Non è un caso, o la ami oppure ogni tanto fai fatica a starle dietro. Ora è un momento un po’ difficile ma credo e spero che Inzaghi possa trovare gli equilibri giusti.

Chi vince lo scudetto?
Ho visto un bellissimo Napoli, ma anche il Milan è molto forte. Sarebbe carino che vincesse il Napoli, ma non voglio gufarla a nessuno (ride).

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ITALIANO: “CERCHEREMO IL RISULTATO GIOCANDO SPAVALDI”

La conferenza stampa del tecnico viola Vincenzo Italiano in vista della gara di Conference League:

RISULTATO – Veniamo per cercare di essere spavaldi, di forzare un po’ la mano ci serve una vittoria. La classifica del torneo ci chiede questo ed è una gara importante. Vogliamo ottenere un risultato pieno e ci proveremo. 

ATTACCANTI – Gli ultimi venti minuti di Bergamo abbiamo provato a mettere dentro tutti gli attaccanti per cercare di fare goal. Ho visto risposte positive anche cambiando assetto e mettendo Cabral e Jovic insieme. Lo abbiamo interpretato bene quel modo di stare in campo contro l’Atalanta, ma domani gli Hearts giocano in modo diverso e quindi valuteremo quale assetto usare. 

GONZALEZ – Non gioca da moltissimo tempo, si sta però allenando bene e magari nell’ultima mezz’ora potrebbe avere spazio. 

MODULO – Non è solo una questione di modulo. Dobbiamo interpretare bene le gare e giocare in trasferta con lo stesso atteggiamento con cui giochiamo in casa. 

JOVIC – Da chi è subentrato ho visto uno spirito diverso come da Jovic a Bergamo per esempio. Lui ha bisogno di fiducia da sé stesso e da chi gli sta intorno. L’ho visto bene in allenamento e dagli attaccanti continuando a creare a proporre e provare sono sicuro che sicuro che arriveranno i goal. Anche gli esterni devono andare verso la porta. Cosa serve a Jovic? Anche un goal sporco per far crescere l’autostima.

(Foto LaPresse)

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