SPEZIA: PRESENTAZIONE UFFICIALE DI ALBIN EKDAL, MATTIA CALDARA E DANIEL MALDINI

Si è tenuta presso il Centro Sportivo ‘Bruno Ferdeghini’ la conferenza di presentazione dei tre nuovi acquisti dello Spezia Calcio: Albin Ekdal, Mattia Caldara e Daniel Maldini.

Il primo a prendere parola è stato il numero 8 Albin Ekdal: “L’impatto con la squadra è stato molto positivo, i ragazzi sono pieni di entusiasmo e voglia di dimostrare il proprio valore. Le cose stanno andando bene, stiamo lavorando moltissimo per arrivare pronti a domenica.

Il mio obiettivo personale è quello di lavorare il più possibile e aiutare la squadra ad ottenere risultati. Quello di squadra è quello di fare un bel calcio davanti ai nostri tifosi, raggiungere la salvezza il prima possibile e soprattutto divertirsi.

Il mister ha molta esperienza, è tranquillo e chiaro in campo, spiega le cose in maniera perfetta. Ho sensazioni molto positive a riguarda e il gruppo sta seguendo le sue indicazioni al meglio.

Ho giocato due volte al ‘Picco’ e ho perso entrambe le volte,, è uno stadio molto caldo con tifosi molto affezionati e non vedo l’ora di giocare davanti a loro indossando la maglia dello Spezia.

Domenica mi aspetto una partita tosta, ma siamo carichi, abbiamo lavorato tanto per essere pronti e sarà una bella sfida, speriamo di vincerla.”

Ha proseguito poi Mattia Caldara, che indosserà il numero 29: “Ho fatto l’ultima parte di ritiro con la squadra e credo che sia stato svolto un buon lavoro, sia a livello fisico che di impostazione tattica. Il mister ci ha trasmesso la sua idea di gioco e stiamo lavorando bene. La partita di Coppa Italia contro il Como ci ha aiutati a mettere altri minuti sulle gambe, ma ci sono ancora alcune cose da sistemare per farci trovare pronti per l’inizio del campionato.

Sabato in campo ho subito capito quanto è importante il Picco per noi, dev’essere il nostro fortino e la salvezza deve passare da lì.

Il mio obiettivo personale è quello di avere continuità e cercare di migliorare le prestazioni dell’anno scorso, quello di squadra invece è quello di raggiungere la salvezza il prima possibile.”

A chiudere la presentazione il numero 30 Daniel Maldini: “È stato bello segnare di nuovo al ‘Picco’, ma la cosa più importante è stata passare il turno di Coppa Italia.

Il tifo che c’è al Picco è molto caloroso, e per ora è uno stadio che mi ha portato fortuna, sono molto contento e non vedo l’ora di scendere in campo di nuovo.

I ragazzi al mio arrivo sono stati molto disponibili e mi hanno aiutato subito ad entrare in sintonia con loro.

La prima giornata sarà durissima, nessuno vorrà perdere punti all’inizio, sarà una guerra e speriamo di portare a casa la vittoria.

Il mio obiettivo personale è quello di fare del mio meglio, e quello di squadra è quello di raggiungere la salvezza e arrivare il più in alto possibile.”

(Foto LaPresse)

www.acspezia.com

Read More

SPEZIA: PRESENTAZIONE UFFICIALE UFFICIALE DI ALBIN EKDAL, MATTIA CALDARA E DANIEL MALDINI

Si è tenuta presso il Centro Sportivo ‘Bruno Ferdeghini’ la conferenza di presentazione dei tre nuovi acquisti dello Spezia Calcio: Albin Ekdal, Mattia Caldara e Daniel Maldini.

Il primo a prendere parola è stato il numero 8 Albin Ekdal: “L’impatto con la squadra è stato molto positivo, i ragazzi sono pieni di entusiasmo e voglia di dimostrare il proprio valore. Le cose stanno andando bene, stiamo lavorando moltissimo per arrivare pronti a domenica.

Il mio obiettivo personale è quello di lavorare il più possibile e aiutare la squadra ad ottenere risultati. Quello di squadra è quello di fare un bel calcio davanti ai nostri tifosi, raggiungere la salvezza il prima possibile e soprattutto divertirsi.

Il mister ha molta esperienza, è tranquillo e chiaro in campo, spiega le cose in maniera perfetta. Ho sensazioni molto positive a riguarda e il gruppo sta seguendo le sue indicazioni al meglio.

Ho giocato due volte al ‘Picco’ e ho perso entrambe le volte,, è uno stadio molto caldo con tifosi molto affezionati e non vedo l’ora di giocare davanti a loro indossando la maglia dello Spezia.

Domenica mi aspetto una partita tosta, ma siamo carichi, abbiamo lavorato tanto per essere pronti e sarà una bella sfida, speriamo di vincerla.”

Ha proseguito poi Mattia Caldara, che indosserà il numero 29: “Ho fatto l’ultima parte di ritiro con la squadra e credo che sia stato svolto un buon lavoro, sia a livello fisico che di impostazione tattica. Il mister ci ha trasmesso la sua idea di gioco e stiamo lavorando bene. La partita di Coppa Italia contro il Como ci ha aiutati a mettere altri minuti sulle gambe, ma ci sono ancora alcune cose da sistemare per farci trovare pronti per l’inizio del campionato.

Sabato in campo ho subito capito quanto è importante il Picco per noi, dev’essere il nostro fortino e la salvezza deve passare da lì.

Il mio obiettivo personale è quello di avere continuità e cercare di migliorare le prestazioni dell’anno scorso, quello di squadra invece è quello di raggiungere la salvezza il prima possibile.”

A chiudere la presentazione il numero 30 Daniel Maldini: “È stato bello segnare di nuovo al ‘Picco’, ma la cosa più importante è stata passare il turno di Coppa Italia.

Il tifo che c’è al Picco è molto caloroso, e per ora è uno stadio che mi ha portato fortuna, sono molto contento e non vedo l’ora di scendere in campo di nuovo.

I ragazzi al mio arrivo sono stati molto disponibili e mi hanno aiutato subito ad entrare in sintonia con loro.

La prima giornata sarà durissima, nessuno vorrà perdere punti all’inizio, sarà una guerra e speriamo di portare a casa la vittoria.

Il mio obiettivo personale è quello di fare del mio meglio, e quello di squadra è quello di raggiungere la salvezza e arrivare il più in alto possibile.”

(Foto LaPresse)

www.acspezia.com

Read More

LA CONFERENZA POST ALLENAMENTO DI MISTER GASPERINI

Queste le parole di Mister Gasperini in conferenza stampa:

“Qual è l’obiettivo dell’Atalanta non lo so, vediamo giocando e strada facendo. C’è un mercato ancora molto aperto, queste sono le date del mercato che impediscono di avere una visione più precisa alla vigilia dell’inizio di campionato. La mia sensazione è che il mercato inizi in questo momento un po’ per tutte le società. Ci sono squadre che si sono potenziate notevolmente, c’è il rischio che le squadre che sono nelle coppe europee possano prendere ulteriore distanza. Devo dire che i ragazzi sono arrivati motivatissimi da subito per cercare di riscattare l’uscita dalle coppe che sicuramente brucia. C’è stata grande applicazione e motivazione da parte di tutti. La squadra ha fatto un precampionato molto positivo. Con Newcastle e Valencia le partite hanno evidenziato quello che vediamo da tanto tempo, con partite dove se non sei compatto e con motivazione rischi di subire tanti gol, invece la squadra ha sempre tenuto. Domenica si inizia subito con una partita in trasferta, ci sono tanti abbonati e questo è un bel segnale per il calcio, e sarà una partita delicata, contro una squadra che non ha cambiato molto”.

(Foto LaPresse)

www.atalanta.it

Read More

WIJNALDUM: “SBALORDITO DAL CALORE DEI TIFOSI, ALLO STADIO ATMOSFERA FANTASTICA”

Dopo l’esordio con la maglia giallorossa, è il momento della conferenza. Wijnaldum è stato presentato oggi in sala stampa a Trigoria.

Come di consueto per i nostri nuovi giocatori, Gini è stato introdotto dal General Manager dell’area sportiva, Tiago Pinto.

“Penso che, al contrario di quello che ho detto in altre conferenze stampa, questa è stata una trattativa lunga. A me non piacciono le trattative lunghe, ma ha dimostrato che c’era da parte nostra e anche da parte di Gini la grande volontà di venire a Roma. E questo è stato il comune denominatore di questo mercato estivo, dove tutti i giocatori hanno dimostrato una grande voglia di venire qua.

E quando un calciatore del suo livello, con la carriera che ha fatto – è il capitano della nazionale olandese – fa tanti sforzi, ha lottato tanto per venire qua, vuol dire che il nostro progetto ha guadagnato credibilità

Devo dire che sono stanco, ma sono veramente felice di averlo portato qua. Ora è il momento per lui di restare tranquillo, di allenarsi, di mettersi a disposizione del Mister e, anzitutto, di rispondere alle vostre domande, ché magari è più difficile che allenarsi e giocare (il direttore ride, ndr)”.

Sei pronto per giocare già da domenica o pensi che sia meglio aspettare un po’?

“Sì, è vero, non ho fatto la preparazione fisica mia abituale questa estate, e anche la scorsa stagione ho giocato meno di quanto avrei voluto. Ma questo non significa che non abbia lavorato.

Ho lavorato duro con il gruppo al PSG e poi ho fatto del lavoro individuale, a parte, con i fisioterapisti e i preparatori. Fisicamente, mi sento pronto, preparato. Però dobbiamo vedere come si evolvono le cose nel corso della settimana e quali saranno i miei tempi di recupero fisico.

Per cui è difficile dire se potrò giocare già da domenica. Da parte mia c’è la disponibilità, ma dobbiamo sentire il parere dei medici. Sarà poi il mister a dover prendere la decisione”.

Klopp ti ha definito “il centrocampista perfetto”. Ti rivedi in questa definizione?

“È difficile dire, definire, il centrocampista perfetto. È chiaro che al Liverpool quel tipo di calcio, quello stile di gioco, mi si addiceva bene. Quindi, per il Liverpool probabilmente sì. Per un’altra squadra non lo so, perché può dipendere anche dal tipo di gioco. Ciascuno può avere la propria opinione.

È chiaro che se un allenatore del calibro di Klopp fa un’affermazione del genere, questo non può che far piacere e lusingare. Non è automatico che un centrocampista perfetto per una squadra lo sia per un’altra. La mia speranza – e lavorerò per questo – è di essere il centrocampista perfetto per la Roma”.

Perché ha voluto così tanto la Roma? E non le sembra che la Serie A sia un campionato di seconda fascia in Europa?

“Ho scelto la Roma per la manifestazione di interesse nei miei confronti, per lo sforzo che ha fatto per prendermi e portarmi qua. In secondo luogo, perché ogni volta che ho chiesto informazioni sulla città e sul Club a ex calciatori della Roma, come Salah e Strootman, me ne hanno parlato tutti in termini entusiastici. Persino Hakimi, che non ha giocato nella Roma ma all’Inter, mi ha parlato benissimo di questo Club e che sarei stato felice. Quindi, sicuramente questi argomenti mi hanno convinto.

Conoscevo la Roma perché ci avevo giocato contro con il Liverpool e l’atmosfera all’Olimpico era fantastica. Per cui, avevo la certezza che sarei arrivato in un Club dove avrei giocato con un’atmosfera fantastica, con dei tifosi meravigliosi che sostengono la propria squadra. Poi ho chiesto dei consigli a chi ne poteva sapere più di me, e tutti me ne hanno parlato bene, all’unanimità.

Però, ecco, ribadisco, l’impegno che la Roma ha profuso per portarmi qui – il direttore Pinto e tutta la dirigenza – mi ha fatto sentire apprezzato, voluto, e questo ha contribuito alla mia decisione.

Quanto alla domanda sulla Serie A, è difficile dire se sia un passo indietro agli altri campionati, perché non l’ho ancora provata. Ho giocato in diversi campionati, in carriera, e finora il più competitivo a mio avviso è la Premier League. Ma prima di esprimere un giudizio, voglio testare il campionato di Serie A in prima persona”.

Qual è la tua caratteristica che può essere più utile alla Roma e come può essere utile per te utile giocare nella Roma?

“Prima di tutto, sono arrivato in una squadra con degli ottimi calciatori. Prima mi si chiedeva come è il centrocampista perfetto, il centrocampista completo, e ho detto che dipende dalla squadra. Beh, da come intende giocare la Roma in mezzo al campo, dico che le mie caratteristiche bene si addicono al tipo di calcio che la Roma vuole fare, in cui i centrocampisti devono fare sia la fase offensiva e sia quella difensiva. Una cosa, questa, che io sono abituato a fare.

Ovviamente, ci sarà bisogno di una condizione fisica ottimale. Ma il tipo di calcio che intende fare la Roma si addice bene alle mie caratteristiche e viceversa. Spero che il nostro possa essere un matrimonio, un incastro, perfetto”.

Avete parlato con Mourinho di come preparare questa stagione, magari partendo forte per essere competitivi prima della sosta? E quanto sono state importanti le chiamate di Mourinho per farti decidere di venire alla Roma?

“Ritengo che sia sempre importante partire bene, anche se poi ancora più importante è essere regolari e continuare a crescere nel corso della stagione, perché inevitabilmente ci saranno delle difficoltà: verranno delle vittorie e delle sconfitte, a volte si giocherà bene e altre un po’ meno bene. Potranno esserci infortuni e magari sarà necessario cambiare il sistema di gioco.

Per cui sì, partire bene è importante, ma ancora di più lo è la regolarità, il fatto di crescere come squadra nel corso della stagione. Evidentemente, quest’anno sarà ancora più difficile, perché il Mondiale si svolgerà in inverno, per cui a novembre ci sarà una sosta di diverse settimane.

Quindi, magari sarà più difficile mantenere la serie positiva o progredire come squadra, ma non penso che sia impossibile. Detto questo, è chiaro che sarà importantissimo partire bene prima della sosta.

Quanto al ruolo del Mister, a dire il vero ci siamo sentiti quando le trattative erano in una fase avanzata. Quindi non mi ha dovuto convincere o insistere per venire. Mi ha ringraziato anche per avere mostrato interesse a venire in questo Club. E quando poi sono arrivato, abbiamo senz’altro parlato di calcio.

Per Mourinho parla la sua bacheca: i titoli che ha vinto, le squadre che ha allenato. Qualsiasi giocatore vorrebbe lavorare con lui, me compreso. Quindi sì, quando mi ha parlato mi ha fatto venire voglia di venire qua. Ma la trattativa era già in fase avanzata”.

Cosa hai provato in occasione della tua prima volta allo Stadio Olimpico con la maglia della Roma? E come sono stati questi primi giorni di lavoro a Trigoria con i tuoi nuovi compagni?

“Sensazioni, impressioni, ottime. L’atmosfera allo Stadio è stata davvero speciale, straordinaria. Sapevo che avrei trovato una bella atmosfera, perché ho già giocato qui in Champions League. Ma, davvero, questo benvenuto mi ha davvero sbalordito. Anche perché io sono una persona timida e tutto questo calore mi ha sorpreso: quello che hanno fatto per me e per la squadra. Quello che sono in grado di fare questi tifosi non smette mai di stupirmi.

Quanto ai compagni di squadra, il giorno in cui sono arrivato in hotel e poi ho raggiunto la squadra, a cena al ristorante, ho subito provato delle bellissime sensazioni. Anche loro hanno dimostrato di essere contenti che fossi arrivato. E il fatto di sentirsi benvoluto è importante per un giocatore.

Ho fatto loro una sorta di sorpresa, perché non lo sapevano. Sono stati subito tutti cordiali, disponibili ad aiutarmi. E lo stesso è accaduto in allenamento, due giorni dopo. Quindi, davvero, sensazioni molto buone”.

(Foto asroma.com)

www.asroma.com

Read More

ESCALANTE NUOVO CALCIATORE DELLA CREMONESE

U.S. Cremonese comunica di aver acquisito a titolo temporaneo con diritto di riscatto da S.S. Lazio il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Gonzalo Escalante.

Nato a Bella Vista (Argentina) il 27 marzo 1993, centrocampista, Escalante è cresciuto nel Boca Juniors, club argentino con il quale ha giocato 11 partite nella formazione maggiore. Il suo primo passaggio in Italia risale alla stagione 2014/15 quando con la maglia del Catania fece il suo esordio in Serie B (26 presenze, 1 gol). Al termine di quel campionato Escalante fu ceduto all’Eibar, in Spagna, dove è rimasto fino al 2020 collezionando 164 presenze e 10 gol nella Liga. Nel 2020/21 è arrivato il suo esordio con la maglia della Lazio (24 presenze in A e 4 in Champions League); nell’ultima stagione dal club biancoceleste è passato in prestito all’Alaves, nuovamente nella Liga, dove è sceso in campo 17 volte (5 gol).

(Foto uscremonese.it)

www.uscremonese.it

Read More

UDINESE, MASINA: “FAREMO GRANDI COSE”

“Sono molto contento di essere tornato in Italia per confrontarmi con la Serie A, un campionato d’élite a livello mondiale”. Le parole di Adam Masina a Udinese Tonight sono cariche di grinta. Oltre al “bagaglio della Premier League”, il difensore può portare la giusta dose di esperienza tra le fila bianconere. “Dobbiamo riuscire a fare qualcosa d’importante, sarebbe bello cominciare subito bene per riuscire a lavorare sulle ali dell’entusiasmo e arrivare lontano – spiega il giocatore – L’unico modo che conosco per arrivarci è lavorare, sempre con voglia ed energia. La squadra mi ha accolto nella maniera giusta, facendomi sentire a casa. Faremo grandi cose, sicuramente”.
Appena arrivato, Masina è sceso subito in campo in amichevole. Ma a chi gli chiede quale sia il segreto, se batterie ricaricabili o pannelli solari nascosti, il difensore risponde sorridendo che “non c’è nessun segreto! Sono qui per dare una mano, mi metto a disposizione del mister e dei compagni. Nel momento in cui serve una figura d’esperienza io mi metterò al servizio della squadra”. L’ex Watford dice: “Amo dare tutto, sono quel tipo di giocatore che mette il noi davanti all’io. Credo sia la ricetta per andare lontano con l’Udinese e fare insieme un’ottima stagione, ma solo il tempo potrà dircelo. Abbiamo giocatori di grande qualità e prospettiva”.
Dopo aver giocato a lungo come terzino sinistro in una difesa a quattro e quinto di centrocampo dallo stesso lato, il rischio sembrava essere un periodo di adattamento prima di rendere come braccetto nella retroguardia di mister Andrea Sottil. Ma Masina ha mostrato sicurezza dal primo istante. “Mi sto trovando bene con la difesa a tre, ne avevo già parlato col mister. Credo che nell’evoluzione di un giocatore ci sia anche arrivare a mettersi al servizio delle necessità della squadra: spostandomi al centro posso essere più utile per la gestione dei tempi di gioco – racconta – In questo posso migliorare e crescere, che non vuol dire dimenticare ciò che ho fatto fino ad adesso. Se l’allenatore volesse mettermi quinto non ci sarebbero problemi, è il ruolo che ricopro anche in nazionale”.
In vista del Milan, il diktat del difensore è chiaro: “Il mister ha detto che vuole vincerle tutte, e contro il Milan vogliamo fare la nostra partita da protagonisti dall’inizio alla fine, poi vedremo come sarà andata. Non partiamo prevenuti, anzi, abbiamo grande entusiasmo per la prima di campionato, per me sarebbe la centesima partita. Sono carico”.
Qualche parola di gratitudine viene spesa nei confronti della “famiglia Pozzo, che vive di calcio da anni e i risultati si vedono: l’Udinese è una società stabilmente in Serie A, che trova e produce giocatori importanti. Li ringrazio per la fiducia e la trasparenza. C’è voglia di creare un percorso insieme”.
In ultimo, una battuta sul Mondiale in Qatar, edizione alla quale Masina parteciperà col suo Marocco. “Sono emozionato perché il Mondiale è il livello massimo del calcio – dice senza fare nulla per nascondere il tremolio nella voce – Sono impaziente, ma so che abbiamo prima una missione con i bianconeri, che è partire col piede giusto e fare più punti possibile. Abbiamo il potenziale per fare bene quest’anno. Poi penserò al Mondiale”.

(Foto LaPresse)

www.udinese.it

Read More