ATALANTA PRIMA IN CLASSIFICA

Sarà una bella notte per l’Atalanta che va a dormire da prima in classifica grazie alla vittoria in rimonta sul Sassuolo 2 – 1. Mai nella sua storia il club orobico era partito così bene in A dopo dieci giornate, e domani solo il Napoli potrà, in caso di successo sul Bologna, toglierle il primato. Le due contendenti al primo posto sono anche le uniche formazioni finora imbattute. 

Il primo tempo al Gewiss Stadium termina sull’1 – 1, risultato che rispecchia l’equilibrio visto sul campo nei primi 45′ di gioco. L’Atalanta fa la partita, ma gli ospiti sono letali e pericolosi nelle ripartenze. Pasalic spreca due buone occasioni in avvio, poi tocca ad Okoli, di testa, avvicinarsi al vantaggio. Il Sassuolo si affaccia in area avversaria poche volte, in una di queste, al 41′, passa con una rete di pregevole fattura. D’Andrea dalla destra crossa sul lato opposto, dove arriva in corsa Kiriakopoulos che colpisce al volo e manda il pallone sotto la traversa. La formazione di Gasperini non ci sta e prima del riposo pareggia con Pasalic, servito davanti alla porta da Soppy. Lo stesso Soppy si conferma assist man a inizio ripresa, quando serve a Lookman un preciso filtrante che l’attaccante, dopo aver messo a sedere difensore e portiere avversario, trasforma nel gol del sorpasso. Al 64′ i neroversi potrebbero pareggiare col rientrante Berardi che dal limite coglie la traversa. Il ritorno del capitano lascia l’amaro in bocca a Dionisi che lo deve sostituire dopo una ventina di minuti per un nuovo infortunio, che si spera non lungo come l’ultimo. Nel finale di partita, in contropiede, i padroni di casa sprecano più volte il tris, con Ruggeri e Hojlund.

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(Foto LaPresse)

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LA JUVENTUS VINCE IL DERBY

La Juventus si aggiudica il derby e prosegue la buona tradizione nella stracittadina, con il 12° successo nelle ultime 14 sfide in trasferta, di cui 10 concluse senza subire gol come oggi. La rete della vittoria della formazione di Allegri porta la firma di Vlahovic, che diventa il terzo calciatore serbo a segnare negli incontri tra bianconeri e granata dopo Ljajic e Lukic. Il Torino non riesce invece a terminare una gara contro la Juventus senza prendere gol da 23 partite. 

E’ stato, come al solito, un derby molto combattuto ed equilibrato, ma gli uomini di Allegri hanno creato di più. Nel primo tempo i bianconeri hanno una tripla occasione in sequenza, con Milinkovic-Savic a rispondere nel giro di pochi secondi a Vlahovic (sul quale compie la parata più difficile), Locatelli e Rabiot. La formazione di Juric manovra bene, ma in attacco punge poco. A inizio secondo tempo ancora il portiere granata sugli scudi, un’altra volta a respingere su un tiro destinato all’incrocio di Locatelli. Il Torino ha la sua migliore palla gol sprecata da Vlasic, poi tocca a Kean fallire da parte sua un contropiede orchestrato da Kostic. Al 74′ il gol partita, realizzato da Vlahovic che arriva puntuale sul secondo palo a deviare in rete dopo una spizzata di Danilo sugli sviluppi di un angolo. A quel punto la difesa della Juventus riesce a controllare il match senza correre rischi e Allegri può festeggiare la conquista dei tre punti che portano la sua squadra a 16 in classifica.

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L’EMPOLI SUPERA IL MONZA DI MISURA

La decima giornata si apre con la vittoria dell’Empoli al Castellani contro il Monza. I toscani ritrovano così il successo interno, che mancava dallo scorso mese di aprile contro il Napoli. 

Padroni di casa subito in vantaggio all’11’ con Haas, bravo ad arrivare per primo a ribattere in porta dopo una respinta di Di Gregorio. Il gol accende gli animi e volano i cartellini, con 4 ammoniti nel giro di dieci minuti. Al 25′ ancora Empoli vicino al gol, con Destro che gira al volo e stampa il pallone sul palo. Nel finale di tempo Carlos Augusto ha la palla buona a centro area per pareggiare, ma la sua conclusione non va a buon fine. A inizio ripresa è ancora l’esterno sinistro del Monza a farsi pericoloso con un esterno sinistro che sfiora lo specchio. Palladino prova a scuotere i suoi sostituendo Caprari e Pessina, ma sono i toscani ad andare vicini nuovamente al gol, con un tiro di Bajrami fuori di poco. Allo scadere opportunità per D’Alessandro, sulla cui girata al volo si supera in parata bassa Vicario. Il finale resta teso (sul taccuino 8 gialli e 1 rosso) e ne fa le spese Rovella, espulso al 95′. 

In classifica la formazione di Zanetti scavalca i diretti avversari di oggi e sale a 11 punti, mentre i brianzoli restano a 10. 

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(Foto LaPresse)

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SERIE A TIM, 10ª GIORNATA – I RECORD PIÙ VICINI

Prende il via oggi la 10ª giornata di Serie A TIM. Sulla base delle statistiche raccolte da Opta, nel corso di questo turno di campionato potrebbero essere raggiunti i seguenti record:

Luis Muriel è vicino ai 100 gol nella competizione (attualmente a quota 99).

La prossima sarà la 100ª presenza di Vlad Chiriches in Serie A TIM.

Leonardo Bonucci (420) è prossimo ad eguagliare Fabio Cannavaro (421, 48° nella graduatoria generale) come numero di presenze in Serie A.

Federico Bonazzoli (11) può eguagliare Marco Di Vaio (12) come miglior marcatore della Salernitana in Serie A.

La prossima sarà la 150ª presenza per Federico Fazio in Serie A TIM (149).

Tomas Rincon (9) è vicino a Massimo Margiotta (10), miglior marcatore venezuelano nella storia della Serie A.

La prossima sarà la panchina numero 150 di Stefano Pioli con il Milan considerando tutte le competizioni.

(Foto LaPresse)

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IL PRESIDENTE DELLA LEGA SERIE A CASINI IN VISITA ALLA CREMONESE

Il presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini, nella giornata odierna ha visitato le strutture dell’Unione Sportiva Cremonese. Ospite graditissimo prima presso il Centro Sportivo “Giovanni Arvedi” e il campo “Soldi” e successivamente nel rinnovatissimo stadio “Giovanni Zini”, il presidente Casini è stato accolto ed accompagnato dal presidente del club grigiorosso Paolo Rossi e dal direttore generale Paolo Armenia. Nel prosieguo della sua visita, il massimo dirigente della Lega Serie A ha potuto conoscere da vicino altri due poli di eccellenza della città di Cremona: il Museo del Violino e il campus universitario che si trova nella prestigiosa cornice dell’ex monastero di Santa Monica, opere realizzate con il contributo della Fondazione Arvedi-Buschini.

(Foto US Cremonese)

www.uscremonese.it

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ALLEGRI: «DERBY PARTITA DIFFICILE. COMPATTI PER OTTENERE UN RISULTATO POSITIVO»

Mister Massimiliano Allegri ha presentato, in conferenza stampa, Torino-Juventus: «Il Derby è una partita molto sentita, sarà un match difficile. Il Torino è una squadra che aggredisce e dà intensità, quindi, sarà una partita complicata come tutte. Bisogna giocare una gara attenta, stare corti e lavorare di squadra per cercare di ottenere un risultato positivo.»

IL MOMENTO DELLA SQUADRA
«Il ritiro non è una punizione, è solo un momento per stare più insieme e concentrarci su doppi allenamenti per ridare un pochino più di ordine perché quando mancano i risultati si tende a vedere tutto più nero di quanto in realtà non sia. Stare insieme ora ci fa bene. La squadra non ha mai chiesto di non fare il ritiro, siamo tutti consci del momento e tutti concentrati sulla volontà di uscire da questa situazione. Sappiamo che non si risolve tutto con una partita, ma cominciamo dal Torino».

LA FORMAZIONE
«Non ho ancora deciso la formazione. Contro il Maccabi Haifa Kean non è sceso in campo dall’inizio perché in rifinitura ha avuto un piccolo fastidio e ho preferito non rischiarlo. Per il Derby dovrò scegliere due tra lui, Vlahović e Milik. Siamo in un momento in cui giochiamo tante partite, bisogna capire chi ha bisogno di rifiatare sia dal punto di vista fisico che da quello mentale, ovviamente tenendo conto delle caratteristiche dell’avversario».

REAZIONE
«Il Presidente ha dato carica alla squadra e all’ambiente, ora bisogna compattarsi ancora di più tra società, squadra, staff tecnico e tifosi. Ora c’è bisogno di tutti per uscire da questo momento, facendo le cose semplici e ordinate. Gli obiettivi sono sempre gli stessi. In questo momento siamo in ritardo in campionato, abbiamo pagato la settimana tra Salerno e Monza e ci sta penalizzando, ma abbiamo tutto il tempo per recuperare. Per quanto riguarda la Champions League ci penseremo dopo l’Empoli. La squadra è compatta, tutti abbiamo voglia di arrivare a un risultato e invertire la tendenza».

(Foto LaPresse)

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JURIC: “QUESTA SQUADRA MERITA UNA GRANDE SODDISFAZIONE”

Queste le dichiarazioni di Mister Juric alla vigilia del derby di Torino:

“Vedo la squadra molto concentrata, ci teniamo a fare una grande partita e questa volta cercare di vincerla. Penso la Juventus avrà una forte reazione e motiva e caratteriale dopo il ritiro. Non so se sia una cosa buona o brutta per noi la loro ultima sconfitta, ma poi la partita comincia e ti dimentichi di tutto. Per quanto riguarda le mie esperienze ho ricordi importanti soprattutto del derby di Genova. Nell’ultima partita la Juventus non ha fatto bene, ma le altre sono state partite diverse. Cercheremo di fare quello che facciamo normalmente, il nostro gioco è quello. I gol degli esterni, ma l’altro giorno sono stati pericolosi, abbiamo fatto una partita bella su tutto, poi è mancato il gol. Dobbiamo chiederci perchè per le statistiche che abbiamo dovremmo essere in una posizione di classifica più alta e invece siamo in un’altra”.

(Foto LaPresse)

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STEFANO PIOLI SEMPRE PIÙ “ON FIRE”

Al suo arrivo in rossonero il 9 ottobre del 2019 il Milan era in difficoltà dopo la breve gestione  Giampaolo. Dopo un rapido periodo di conoscenza reciproca e lo stop del campionato a causa  del Covid, il diavolo con Pioli ha cominciato a carburare in un crescendo continuo: sesto posto alla fine della prima stagione, secondo l’anno successivo e Campione d’Italia nella scorsa  stagione dopo 11 anni di digiuno. Ma le vittorie non hanno riguardato solo il campo, visto che l’allenatore 56enne ha trasformato una squadra di giovani di prospettiva in uno dei team più  forti d’Europa.

Mister, tre anni di Milan, festeggiati questa settimana… Facciamo un bilancio umano e  sportivo di questi anni?

Si, il 9 ottobre ho festeggiato i miei primi tre anni al Milan, tre anni pieni di emozioni, di lavoro, di  collaborazione in un grande club. Tre anni in cui è stato fatto un percorso incredibile insieme ai miei giocatori, sempre in evoluzione. Continuiamo ad avere idee e mentalità per migliorare e crescere. 

Quindi direi tre anni molto positivi. Tre anni fa quando è arrivato, si aspettava di vincere lo scudetto?

Sono sempre stato molto fiducioso e positivo, il club mi ha messo a disposizione un organico con  un elevatissimo potenziale e tanto talento. Quando abbini a queste caratteristiche anche la  disponibiltà, la voglia di crescere e di migliorare, puoi puntare veramente in alto. Siamo il Milan, era giusto cercare di tornare a vincere qualcosa ed esserci riusciti lo scorso anno ci ha dato grande  soddisfazione.

Dopo lo scudetto dello scorso anno è cambiato qualcosa a livello psicologico? Ora siete voi la  squadra da battere… Avete ancora più consapevolezza?

La vittoria dello Scudetto per un gruppo così giovane è stata importante. Ci ha dato più  consapevolezza nelle nostre qualita e nel nostro modo di giocare e stare in campo. E poi siamo  diventati un obiettivo per i nostri avversari, tutti giocano per batterci, per questo dobbiamo  continuare a pensare di alzare il nostro livello, se vogliamo competere per vincere ancora.

Le prime nove giornate di campionato sono già in archivio. È andata come si aspettava?

Il bilancio in campionato sarebbe stato molto positivo se non avessimo perso contro il Napoli  perchè credo che, per come la squadra ha giocato, meritassimo altro. Sappiamo che dobbiamo  continuare così e che possiamo fare meglio. Al nostro livello, in particolare, la cura del dettaglio  può fare la differenza, come abbiamo visto e pagato sulla nostra pelle. Abbiamo subito qualche gol  di troppo nonostante avessimo concesso poco agli avversari. Dobbiamo e possiamo fare ancora di più, ci prepariamo per affrontare al meglio questo troncone di campionato che sarà molto  particolare.

Parlando di gol presi, si è parlato molto di difesa a tre: le piace? Si adatterebbe al suo Milan?  Sarebbe la prima volta per lei?

L’avevo fatta con altre squadre e l’abbiamo già fatta qui in passato. Anche quest’anno in corso  d’opera in qualche occasione abbiamo giocato a tre, ma credo che in generale non cambi molto  giocare a tre o a quattro dietro, non fa giocare meglio o peggio. E’ questione di concetti e di  principi, e noi quelli li abbiamo. Se ci saranno opportunità e occasioni riproveremo anche questa  situazione…

Da 14 novembre al 3 Gennaio non si giocherà per lasciare spazio ai Mondiali. Voi cosa farete?  Come vi preparerete per la ripresa? 

E’ un campionato anomalo per via delle date, non si è mai giocato così tanto ad agosto, settembre e  ottobre. Ora stiamo pensando a cosa faremo in questo periodo e poi anche a come gestire la sosta  lunga, soprattutto per chi non andarà ai mondiali: abbiamo già un programma per chi rimarrà a  Milano, ma le incognite maggiori riguarderanno i nostri giocatori che andranno in Qatar. In quel  caso biosgnerà fare dei programmi individuali, in base a quando torneranno e a come torneranno. Bisognerà capire quando farli riposare e quando farli giocare. Questa sarà la situazione più delicata  e importante da gestire.

Parliamo un po’ della squadra, come si stanno inserendo i nuovi e che risposte ha avuto da chi c’era anche negli anni scorsi?

I nuovi si stanno inserendo molto bene, sono tutti ragazzi di talento, giovani e con grande  potenziale. Certo, entrano in un gruppo e in un organico molto competitivo anche a livello  numerico, ma hanno le qualità per essere importanti per noi. Sono molto soddisfatto anche dei  vecchi, ho detto a tutti che li ho trovati meglio dell’anno scorso, più forti, più convinti, più attenti e  più professionali. Quando alleni un gruppo così e puoi solo puntare al massimo!

E’ vero che motiva i suoi giocatori appendendo frasi in spogliatoio, spesso anche provocazioni  aperte, frasi di ex compagni, o valutazioni negative… Ci racconta un po’ questo aspetto  motivazionale?

Credo che il compito di un allenatore sia quello di stimolare e motivare i giocatori usando i mezzi  più adatti. Conosco bene il gruppo e le sensazioni dei miei ragazzi, conosco le partite e le situazioni  che andiamo ad affrontare e quindi cerco di intuire il loro umore e spirito per cercare di portarli al  massimo della concentrazione. 

Utilizza un mental coach? Quanto è utile allenare il cervello oltre che il fisico?

E’ importantissimo allenare anche la mente: qualche anno fa mi sono allenato con un mental coach ed è stata un’esperienza che mi è servita tanto e mi ha dato tante nozioni in più che prima non  avevo. Credo che molti giocatori utilizzino anche questo strumento. In generale tutto quello che  serve per rendere al massimo e sfruttare il potenziale va utilizzato, perchè abbiamo davanti una carriera relativamente breve e dobbiamo sfruttarla nel miglior modo possibile.

Quanto è importante il gruppo?

Il nostro sport è di collettivo, bisogna coinvolgere tutti e fare in modo che tutti diano tutto quello che hanno per il bene della squadra, anche togliendosi qualcosa a livello individuale. Il gruppo è fondamentale, va messo al centro, deve venire prima di tutto. 

Vale anche per la dirigenza? Che rapporto ha con Maldini e Massara?

La fortuna di un allenatore è trovare dirigenti competenti che ti sostengono e con cui puoi avere un confronto. Maldini e Massara sono una coppia perfetta e mi sto trovando benissimo con loro. Il fatto di lavorare insieme da tre anni ci ha permesso di conoscerci e di rapportarci meglio. La loro presenza è molto importante sia per me che per la squadra.

A Verona che partita si aspetta? La storia dice che il Milan spesso al Bentegodi soffre…

La trasferta di Verona è sempre difficle da preparare perchè ogni volta affrontiamo una squadra molto fisica, intensa e difficile da superare che davanti al suo pubblico si esalta. Abbiamo le nostre carte da giocare e tanta qualità da mettere in campo, dovremo preparare molto bene ogni dettaglio perchè conosciamo le difficoltà incontreremo.

Viene subito in mente Verona-Milan dell’anno scorso: l’Inter venerdì sera va sotto di due gol poi ne segna 4 all’Empoli. Tutti parlano di “fatal Verona” e invece, dopo essere andati sotto anche voi, alla fine vincete 3-1…

Nell’ultimo perido del campionato scorso ci è capitato tante voltre di giocare dopo l’Inter e quindi sapevamo di avere un solo risultato a dispozione per poter pensare di vincere lo scudetto. Credo che soprattuto in quei momenti la squadra abbia meritato di vincere, dimostrando di essere forte dal punto di vista mentale. Chiaro che andare sotto a Verona ci ha complicato parecchio le cose, ma i ragazzi hanno sempre creduto nelle loro qualità e nel nostro modo di stare in campo. Abbiamo avuto la capacità, la voglia, la caparbietà e la determinazione per rimontare una situazione  difficilissima dal punto di vista psicologico e non solo.

Hai fatto arrabbiare anche Bob Sinclair, pare non ne possa più di sentire “Pioli on fire”…

Mi dispiace!! (risata) Ci sta, posso capirlo! E’ una cosa un po’ strana ed emozionante che non puo che far piacere, anche perchè è nata spontaneamente dai nostri tifosi quando ancora non avevamo vinto, quindi è ancora più bello ed emozionante.

Parliamo di mercato di riparazione, ma solo per il Fantacalcio. Giochiamo: chi consiglierebbe dei suoi a un fantallenatore? E chi vorrebbe invece nella sua squadra tra i calciatori delle altre squadre di Serie A TIM?

Difficile dare questi consigli! In realtà non conosco molto le regole, ma mi tengo stretti tutti i miei, li conosco bene e non li cambierei con nessun’altro!

CLICCA QUI per il video dell’intervista integrale.

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MOURINHO: “USCIAMO VIVI, ORA DUE PARTITE DA ELIMINAZIONE DIRETTA”

La Roma esce imbattuta dal Villamarin di Siviglia. Mister Mourinho ha commentato così la prestazione dei giallorossi.

Questo risultato vi sta addirittura stretto.

“Sì, ma è stata una partita di grande pressione. Non è stata una partita da girone, ma da eliminazione diretta: se avessimo perso, saremmo usciti. E terminare il primo tempo sotto 1-0, è vera pressione. Una pressione che non si avverte nella fase a gironi, ma in quella a eliminazione diretta.

E con tutti i problemi che abbiamo noi – infortuni, squalifiche, stanchezza, partite accumulate – giocare contro una squadra che ha cambiato sei, sette giocatori rispetto all’ultima partita – una squadra fresca – e avere il cuore che abbiamo avuto, che si è palesato in una migliore qualità del gioco nel secondo tempo, senza dubbio vuol dire che abbiamo meritato il pareggio, che è vita.

E se fosse stata una partita dove la vita avrebbe potuto esserci solo con la vittoria, noi avevamo magari le qualità negli ultimi dieci, quindici minuti, per rischiare di più. Però, oggi si doveva giocare con la testa, e negli ultimi dieci, quindici minuti, abbiamo controllato bene la gara. Usciamo vivi.

Abbiamo due partite da giocare e da vincere, due partite da eliminazione diretta: se non vinciamo, siamo fuori. Ma è una cosa buona, perché pensiamo solo a noi: non dobbiamo aspettare nessun altro risultato”.

(Foto LaPresse)

www.asroma.com

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