SPALLETTI: “ABBIAMO VINTO UNA PARTITA TRAPPOLA. SODDISFATTO PER LA PRESTAZIONE SEMPRE PROPOSITIVA”

“E’ stata una partita piena di trappole, ma l’abbiamo vinta con merito”. Luciano Spalletti commenta così il successo all’Olimpico.

“Pur avendo incontrato subito delle difficoltà, anche grazie alla prestazione della Roma, siamo sempre andati a cercare l’iniziativa di gioco e la costruzione del gioco. Si è visto sempre un atteggiamento propositivo e questo ci deve caratterizzare sempre”

“Abbiamo avuto un possesso sempre costante anche se non siamo stati sempre precisi. Abbiamo commesso errori di palleggio insoliti per noi e questo non ci ha concesso di creare le occasioni pulite per andare a colpire”

“La Roma ha calciatori fisici e ha cercato di seminare trappole lungo tutto il campo per frenare la nostra partenza. E’ stata una partita molto tattica che siamo riusciti a mettere dalla nostra parte seguendo le nostre corde e con la nostra qualità”

“Siamo riusciti a creare quelle 3-4 occasioni da gol dalle quali poteva nascere lo spunto decisivo. Siamo stati molto bravi a cercare qualcosa di differente rispetto al solito dimostrando di avere risorse e capacità di variare il gioco”

Su Osimhen: “Victor ha fiammate improvvise che possono cambiare la partita in ogni momento. Conosciamo bene le sue caratteristiche e le sue capacità, sappiamo cosa può dare alla squadra e che grandissime qualità possiede.

“Quando metterà a posto anche gli impeti emotivi sarà un campione completo. Abbiamo bisogno anche della sua fisicità perchè di testa aiuta moltissimo anche la difesa. Lo stiamo servendo meglio della scorsa stagione e lui risponde con grandi progressi e gol stupendi come oggi”.

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SARRI: “PRESTAZIONE POSITIVA, ORA TESTA A GIOVEDÌ”

Nel post partita di Atalanta-Lazio, il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel:

“Oggi l’atteggiamento di tutti, chi ha giocato e chi no, era quello di non voler subire gol. È un aspetto che lo scorso anno non avevamo. La squadra ha disputato una gara di qualità, ha fatto viaggiare la palla anche sotto pressione sfruttando bene gli spazi. La prestazione dipende anche dalle buone condizioni del terreno di gioco grazie al quale il pallone viaggia veloce.

Nell’esultanza finale c’è la soddisfazione di una squadra che sapeva di affrontare una sfida difficile. Abbiamo giocato bene sia nel primo tempo che nella ripresa. In ogni caso, da stasera dobbiamo già pensare al match di giovedì. Ci deve essere positività, ma non esaltazione. Quando scendiamo in campo così, possiamo giocarcela con chiunque.

I ragazzi sono stati bravi a recepire quel che ho detto nel corso della settimana. Tutti hanno dato qualcosa in più recuperando anche un po’ la parte mancante di Immobile”.

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NAPOLI PRIMO DA SOLO

C’è la firma di Osimhen sulla fuga del Napoli in testa alla classifica. Gli azzurri si aggiudicano 1 – 0 lo scontro diretto contro la Roma all’Olimpico e conquistano la settima vittoria consecutiva che li porta a 26 punti. 

Gara bloccata nel primo tempo, sul taccuino vanno due facili parate di Rui Patricio su tentativi dalla distanza di Zielinski e Lozano, mentre la Roma punge con le ripartenze sull’asse Zaniolo – Abraham, ma Meret resta di fatto inoperoso. L’emozione più grande per gli spettatori arriva al 40′, quando Irrati fischia un calcio di rigore per gli ospiti, poi non concesso dopo intervento del Var. 

A inizio ripresa intervento più difficile dei precedenti di Rui Patricio, bravo a deviare in angolo una fucilata di Lozano sul primo palo. Al 57′ Spalletti è il primo a cambiare pedine in campo per scuotere la partita, con Elmas inserito al posto di Ndombelè. Poco dopo arriva sul sinistro di Juan Jesus la miglior palla gol della partita, ma il difensore del Napoli svirgola il tiro a porta spalancata da centro area e manda a lato. Mourinho intuisce che i suoi hanno bisogno di forze fresche e cambia il centravanti, con Belotti che entra al posto del compagno n.9. La stanchezza affiora col passare dei minuti e si aprono gli spazi, Camara viene anticipato di un soffio mentre sta per calciare a porta spalancata dal limite, sul ribaltamento Osimhen va via al suo marcatore e calcia fuori di poco. Il centravanti si riscatta all’80’ realizzando un gol capolavoro con un diagonale da posizione defilata che si insacca a fil di palo. Gol fantastico che decide il match e lancia il Napoli in testa con 3 punti di vantaggio sul Milan. 

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LA LAZIO VOLA

Scontro d’alta classifica al Gewiss Stadium tra due forze della Serie A TIM riconosciute per il loro gioco altamente spettacolare e forgiato da Gasperini e Sarri. Ha prevalso 2 – 0 la Lazio, che infila il terzo successo esterno consecutivo e, a dimostrazione di una grande solidità difensiva, resta senza subire gol per la sesta gara di fila (solo un’altra volta ci è riuscita nella propria storia, nel 1998 con Sven-Goran Eriksson in panchina).

Lazio in vantaggio già al 10′ con Zaccagni che arriva puntuale sul secondo palo a chiudere su un cross rasoterra di Pedro. La squadra di Sarri controlla poi senza affanno il match, e Gasperini dagli spogliatoi risale con Malinovskyi al posto di Pasalic per aumentare la pericolosità del suo reparto offensivo. I nerazzurri si riversano all’attacco, ma gli ospiti in contropiede raddoppiano subito con Felipe Anderson al 52′ e poi chiudono ogni spazio mettendo in cassaforte il risultato. L’Atalanta perde per la prima volta in stagione in casa, ma almeno ritrova Zapata, in campo negli ultimi 20 minuti dopo il lungo infortunio (alla prossima non ci sarà però Muriel, espulso allo scadere per un doppio giallo). La Lazio ha giocato per la prima volta senza Immobile, ma con un Felipe Anderson in serata di grazia ha sopperito all’assenza del suo cannoniere e raggiunto in classifica a 24 punti gli avversari di stasera. 

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IL BOLOGNA SUPERA IL LECCE 2 – 0

Arriva la prima vittoria sulla panchina dei felsinei per Thiago Motta. I rossoblù hanno indirizzato il successo sul Lecce già nel primo tempo, con le reti di Arnautovic (rigore al 13′ concesso dopo ricorso al Var) e di Ferguson al 35′ (colpo di testa su angolo di Barrow). Nella ripresa i pugliesi potrebbero riaprire il match, ma il colpo di testa di Baschirotto lambisce il palo, poi nel finale Posch potrebbe arrotondare, ma il terzo gol sarebbe stata una punizione troppo severa per gli uomini di Baroni.

Arnautovic, capocannoniere della Serie A TIM con 7 gol, ha realizzato il 58% dei gol dei rossoblù in questo campionato, nessun altro giocatore ha inciso così tanto sulle reti della propria squadra. Oltre alla vena prolifica del suo centravanti e ai tre punti, Motta può festeggiare anche il primo clean sheet in stagione della sua formazione. 

Così Arnautovic a fine partita: “Oggi avevamo bisogno di vincere, e da questo successo parte la nostra stagione, la squadra ha giocato una gran gara e stiamo cominciando a fare quello che ci chiede il nostro allenatore”.

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IL TORINO ESPUGNA LA DACIA ARENA

Terza vittoria in trasferta per la formazione di Juric, che vince ancora 2 – 1 in trasferta, risultato ottenuto oggi alla Dacia Arena e in precedenza allo U-Power Stadium di Monza e allo Zini. I granata scavalcano la Salernitana e salgono a 14 punti, “primi” nel secondo troncone di classifica, quello staccato dai club in lotta per le posizioni europee. 

Torino in vantaggio pochi secondi prima del quarto d’ora, con Miranchuk che serve a centro area Aina, bravo a piazzare il piattone a fil di palo (l’esterno è al secondo gol in A, curiosamente entrambi realizzati contro i friulani). Al 26′ pasticcio difensivo di Zima che serve inavvertitamente Udogie e sullo sviluppo dell’azione la palla arriva a Deulofeu per il suo comodo appoggio a porta spalancata. Il resto del primo tempo scorre via sul filo dell’equilibrio senza grandi occasioni, a parte la doppia chance capitata a Lazaro, murato da Silvestri. 

Nella ripresa i padroni di casa aumentano il ritmo, trascinati da Deulofeu che inventa per i compagni e impegna Milinkovic-Savic al 59′. Al 69′ Pellegri trova il suo primo gol stagionale in campionato, dopo quello in coppa in settimana, con un violento destro sul primo palo che sorprende Silvestri. Finale palpitante, con Karamoh che al 94′ fallisce il tris a tu per tu con Silvestri e sul ribaltamento di fronte Milinkovic-Savic compie una deviazione miracolosa e salva risultato su Beto. 

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PARTITA DALLE MILLE EMOZIONI AL FRANCHI

Gara incredibile tra Fiorentina e Inter, con la formazione di Inzaghi che vince 4 – 3 grazie al gol di Mkhitaryan al 95′.

Avvio di marca nerazzurra, con Barella che dopo 2′ si inserisce in area e d’esterno trova l’angolo basso alla destra di Terracciano, vanamente proteso in tuffo. Oltre al gol subito la partita dei viola parte male anche per l’infortunio di Gonzalez che viene sostituito all’8′ da Ikonè. Al quarto d’ora nerazzurri (oggi con la nuova terza maglia gialla) ancora a segno, grazie a Lautaro Martinez che fa tutto da solo e arrivato al limite trova il diagonale vincente di sinistro. La Fiorentina ci mette un pò ad assorbire il precoce doppio svantaggio, ma alla mezz’ora si rimette in gioco col rigore trasformato da Cabral e concesso dopo ricorso al Var per fallo di Dimarco su Bonaventura. La partita si infiamma, ci sono diversi scontri e l’arbitro Valeri deve ricorrere ai cartellini per calmare gli animi. Sul taccuino finiscono Bonaventura, Dodò e Acerbi nel giro di pochi secondi prima di mandare le squadre al riposo con gli ospiti in vantaggio di un gol. 

Nella ripresa la squadra di Italiano dimostra da subito una gran voglia di pareggiare e al 59′ ci va vicino con un pallone rasoterra di Kouamè che attraversa tutta l’area piccola senza che Ikonè e Cabral riescano a trovare la deviazione. Passa un minuto e Ikonè entra in area dalla destra, punta Acerbi e lascia partire un tiro a giro che si insacca all’incrocio sul palo più lontano. La partita è bellissima, con i viola in pressione e gli ospiti a pungere in contropiede, come con Barella che a tu per tu con Terracciano lo costringe alla super parata. Al 73′ Lautaro Martinez si procura e trasforma il rigore del nuovo vantaggio dell’Inter. Gara finita? Impossibile pensarlo per il ritmo e le azioni pericolose che arrivano di continuo. Al 90′ Jovic in acrobazia, sugli sviluppi di calcio d’angolo, fissa il 3 – 3. Al 95′ contropiede ospite e Venuti rinvia addosso a Mkhitaryan il pallone che decide il match perchè poi i viola avrebbero ancora una palla gol in area, ma Jovic non riesce a concretizzarla. 

L’Inter effettua il controsorpasso sulla Juventus e sale al settimo posto a 21 punti, dove trova Lazio e Udinese che scenderanno in campo domani. 

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IL MILAN RAGGIUNGE LA VETTA DELLA CLASSIFICA

Non finisce bene la prima volta del Monza contro il Milan in Serie A TIM, un amarcord a San Siro dai mille significati per Berlusconi e Galliani che hanno visto soccombere il loro club per 4 – 1. La squadra di Pioli raggiunge il Napoli a 26 punti in testa alla classifica, e si mette comoda a guardare il posticipo di domani sera quando gli uomini di Spalletti andranno nella tana di Mourinho. 

Nel primo tempo brilla la stella di Brahim Diaz, autore dei due gol coi quali il Milan va al riposo. Il numero 10 rossonero al 16′ parte da centrocampo e va dritto in porta, chiudendo la sua volata con un tocco in scivolata a ingannare Di Gregorio. Al 41′ raddoppia aggirando Caldirola per chiudere in gol con un diagonale di destro. In mezzo ai due gol della formazione di Pioli ci sono due occasioni per il Monza, entrambe respinte da Tatarusanu, una con Sensi (tiro dal limite) e una con Carlos Augusto (colpo di testa in tuffo). Purtroppo per i tifosi rossoneri Diaz al 53′ deve lasciare il campo per infortunio, sostituito da De Ketelaere. Ci pensa allora Origi a infiammare lo stadio con il terzo gol, realizzato con un bolide dal limite che si infila sotto la traversa. Al 70′ capolavoro balistico di Ranocchia che su punizione trova la traiettoria perfetta sopra la barriera, imprendibile per l’estremo del Milan. I brianzoli ci credono e sfiorano nuovamente il gol con il neo entrato Gytkjaer che non arriva su un pallone in area e con Carboni sul quale è bravo a respingere il portiere del Milan. All’84’ arriva Leao a chiudere il match, ricevendo palla in area da Theo Hernandez e trafiggendo il portiere con un preciso destro. 

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SALERNITANA AL NONO POSTO

Nella giornata dedicata al saluto al calcio di Ribery la Salernitana vince la sfida contro lo Spezia 1 – 0 grazie al gol di Mazzocchi ad inizio ripresa. I granata salgono a centro classifica, scavalcando in un colpo solo 3 squadre e confermando la propria forza all’Arechi, dove hanno raccolto ben 10 punti sui 13 totali. Permane invece il problema trasferta per la formazione di Gotti: gli aquilotti hanno perso tutte le partite lontano dal Picco.

Gli ospiti hanno avuto la prima palla gol del match con Agudelo, ben stoppato da Sepe. Ancora lo Spezia nel primo tempo si è reso pericoloso con Gyasi, ma ad inizio ripresa Mazzocchi, il migliore dei suoi, ha realizzato il gol che ha deciso la partita con un bellissimo tiro dal limite che si è infilato all’incrocio. Ospiti vicini al pari con Nzola, ma nel finale i padroni di casa avrebbero potuto arrotondare il punteggio con Gyomber (traversa) e Piatek, ma Dragogowski evita ai suoi un passivo più pesante. 

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